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Leisure - 24/04/2020

Alessandro Di Giampietro: “Il giorno che fotografai i Duran Duran”

Era il 2011 al Principe di Savoia di Milano e la band stava festeggiando i 30 anni dalla fondazione con il lancio del disco "All You Need Is Now". Foto mai viste prima.

Alessandro Di Giampietro è un fotografo italiano che da anni lavora “sull’osservazione dell’identità umana e si concentra sulla persona”.  Nel febbraio 2011, a Milano, è chiamato a fotografare i Duran Duran per il 30esimo della loro fondazione e solo oggi ha accettato per The Way Magazine di ricordare quel breve incontro con una delle formazioni più celebri della storia del rock.

“Non ero a conoscenza del loro anniversario, fui contattato un mese prima, se ben ricordo dall’art director di Spex, che era un giornale patinato tedesco, era la prima volta che collaboravo con loro, anche se avevo gia scattato per altre testate legate al glorioso “Der Spiegel””, ci ha raccontato il fotografo ricordando i giorni di promozione per il lancio del disco “All You Need Is Now”. Quella fu la settimana che tutto il circuito della moda milanese “corteggiò” la band, con Anna Wintour, Donatella Versace e Franca Sozzani che scortarono i quattro di Birmingham nei luoghi più esclusivi del fashion system. L’allora sindaca Letizia Moratti addirittura li premiò come “icone di stile”.

Due degli scatti inediti a Simon Le Bon e Nick Rhodes che Alessandro Di Giampietro ha concesso a The Way Magazine. Le foto sono state scattate all’Hotel Principe di Savoia nel febbraio del 2011.

Intanto, in un’area riservata dell’Hotel Principe di Savoia…”Il compito fu molto semplice – racconta Di Giampietro –  mi chiesero se volevo fare degli scatti a Simon Le Bon e Nick Rhodes, al Principe di Savoia, dove alloggiavano e dove erano raggruppate tutti gli incontri con la stampa. Ricordo che il giorno dello shooting il mio assistente dell’epoca era indisposto, quindi chiesi ad un mio amico artista, Paolo Gonzato, se volesse venire per darmi piu che altro un supporto come presenza, di solito per me l’assistente , per il mio modo di lavorare non ha molta utilità, se non quella di compagnia. In realtà non sono molto legato a quello shooting, c’era troppo poco tempo, avevano uno schedule fitto di impegni, ma ricordo con simpatia quel pomeriggio passato con Paolo, al bar del Principe di Savoia, nell’ attesa che Simon e Nick finissero gli incontri con la stampa per dedicarsi alle foto”.

Un pezzo di storia tra le pagine di un periodico tedesco: Simon Le Bon e Nick Rhodes fotografati dall’italiano Alessandro Di Giampietro.

Ed ecco come avvennero gli scatti, solo in parte utilizzate per la pubblicazione in Germania, che vengono presentati per la prima volta in Italia con questo servizio. “Scattammo sotto mia richiesta in un posto specifico. In realtà fu Paolo a suggerire di richiedere una specifica stanza, la suite imperiale dell’hotel, dove Madonna alloggiò piu volte. Quella era anche la stanza dove Sofia Coppola girò “Somewhere”, il film con Stepher Dorf dove il protagonista viveva una vita dedita agli eccessi”.

Dai ricordi di Alessandro, si capisce che l’approccio con i due Duran fu molto amichevole e scherzoso, nonostante fossero accolti in città a quell’epoca come vere leggende. “Scherzammo sul mio mancato acquisto dell’ultimo album, feci presente che erano stati tra i miei idoli negli anni che furono.  Ricordo che Simon aveva una personalita’ molto dominante, d’ltronde era il front man…Invece Nick era esattamente come lo si vedeva sullo stage, una persona riservata e gentilissima, mi piacque molto, se possibile più di Simon”.
La stanza era “un vero appartamento.  Iniziammo a scattare, secondo le mie direttive, eseguivano alla lettera e stavano al gioco. Fu tutto molto veloce, ricordo che quando finimmo Simon esclamò ” that’s it?, thank you”. Cosi come ci incontrammo così fini, senza nessuna grossa palpitazione, nessun problema nell’interagire. Per me sicuramente fu una bella esperienza, sono cresciuto con loro da ‘Girls on film’ e via discorrendo, ho un bel ricordo”.

Alessandro Di Giampietro ha poi esposto in varie mostre altri tipi di lavori ed è un membro riconosciuto della comunità artistica italiana. “Riguardandole, queste immagini non le sento molto mie, ma spesso nei lavori commerciali la mediazione è la normalità. Il mio approccio nel fotografare è sempre lo stesso non importa chi ho di fronte. In quel momento l’elemento alfa sono io, se non facessi cosi, la mia timidezza mi impedirebbe di esprimermi al meglio”.



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