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Leisure - 27/10/2019

Alessandro Siani: “Il giorno più bello del mondo non è solo per ridere”

Il comico smette di giocare e non vuole superare se stesso: "Un film per sognare ed evadere dalla realtà".

Non ho mai praticato la materia della riflessione, era una cosa che non mi veniva spontanea. Poi Massimo Di Rocco e Nicola Maccanico mi hanno detto: ‘è bello ridere, ma a noi piacerebbe che ci fosse anche altro’. Allora ho capito che era arrivato il momento di abbandonare la storia d’amore fra un lui ed una lei, di smuovere davvero lo spettatore e di cominciare a ragionare e a lavorare, su una storia e una sceneggiatura che fossero blindate. In passato ho lasciato che l’improvvisazione fosse la mia stella. Qui ho rispettato abbastanza il copione, anche perché ero impegnato a trattare argomenti ‘seri’: che mi stanno molto a cuore come il rapporto con la tecnologia e la possibilità del riscatto“. Queste parole di Alessandro Siani sono state pronunciate in conferenza stampa alla sua presentazione alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema.

L’attore e regista ha sorpreso tutti i presenti della Sala Sinopoli, dove si è svolta la proiezione del suo nuovo lavoro cinematograficoIl giorno più bello del mondo’, che ha conquistato i favori della critica e non solo. L’attore partenopeo, prima dell’inizio, non solo è salito sul palco per salutare alcune scolaresche entrate per l’occasione, ma si è seduto accanto ad esse per godersi ‘per la prima volta’, come ha precisatoil suo ultimo lungometraggio.

Il film di sicuro rappresenta un nuovo percorso che Siani sta affrontando. Di certo la commedia romantica non sarà uscita per sempre di scena dalla sua vita e dal suo modo di vedere la settima arte. Ma si è visto qualcosa di nuovo, qualcosa in cui il più delle volte i cineasti italiani degli ultimi decenni non hanno mai osato fare: rischiare.

Rischiare di presentarsi con un film a metà strada tra la commedia, pura e semplice, ed genere il fantastico. Un genere, quest’ultimo, difficilmente praticato in Italia e che ha dato vita ad una vera favola con uno stile un po’ americano in salsa molto, ma molto partenopea.

“Il linguaggio della favola – dice – è preciso e perfetto per questa storia, mi piace perché mi dà la possibilità di estraniarmi da quello che vedo intorno a me che non mi piace né come uomo e né come cittadino del mondo. Un’altra cosa mi interessava era dare alla nostra storia un’appartenenza, e credo che Napoli abbia un ruolo fondamentale nel film”. Oltre alla città campana il film è stato girato anche a Roma, Cernobbio e Colmar, in Francia. 

L’idea, la trama e lo sviluppo funzionano con estrema semplicità, tanto da avere un’accelerazione nella seconda parte della storia. Il personaggio principale è un bambino con il dono della telecinesi. Rimasto orfano di padre, con la sorella più grande, viene affidato ad Arturo, interpretato proprio da Siani, un impresario del mondo del teatro sull’orlo della bancarotta e pieno di debiti. Quando Arturo scopre le incredibili capacità del bambino si apriranno non solo del riscatto economico ma anche morale.

Ciò che ha stupito di questa pellicola sono anche gli effetti speciali. Su questo argomento l’attore e regista ha risposto così: Per gli effetti speciali abbiamo avuto delle eccellenze incredibili, ce ne sono tantissimi anche se non si notano. E’ un processo lungo e complicato: ti inviano un effetto, lo vedi, lo rimandi, te lo rimandano. Il risultato è stato ottimo. A volte in Italia abbiamo paura di fare un film con tanti effetti, invece siamo un paese dalle grandi possiblità“.

Nel cast, oltre ad Alessandro Siani, si annoverano importanti caratteristi e due attori internazionali, tra cui Stefania Spampinato, che ha partecipato alla serie tv ‘Grey’s Anatomy‘ e direttamente dal set di ‘Joker’ Leigh Gill; la giapponese Jun Ichikawa e Stefano Pesce, Nicola Ragonese, Benedetto Casillo, Enzo Paci e Giovanni Esposito.

In un’ultima analisi a Siani viene chiesto semmai avesse qualche rimorso nel non sfidare Zalone a dicembre: “Sono trascorsi dieci anni da ‘Benvenuti al Sud’ e la commedia è cambiata. Per me sono stati dieci anni emozionanti, incredibili, ho vinto tanti biglietti d’oro, ma devo essere sincero come lo sono stato nel mio film e ammettere che non mi interessa uscire a Natale. Arrivare il 24 dicembre o il 1° gennaio significa avere 2 o 3 milioni in più. So che, scegliendo la fine di ottobre, corro un rischio, però non ho la preoccupazione di eguagliare un risultato. Vorrei soltanto che ‘Il giorno più bello del mondo’ venisse recepito dal pubblico come un’operazione completamente inedita”. 

Inoltre lo stesso Siani afferma che Zalone ‘gioca un campionato diverso’. In realtà anche Alessandro Siani proprio con questo film si può permettere di giocare, anche lui, un campionato diverso. Perché difatti la sua è stata un’inedita operazione che lo porterà ad incassare davvero molto.

Testo e foto a cura di Vincenzo Pepe – inviato The Way Magazine alla Festa del cinema di Roma



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