Magazine - Fine Living People
Leisure

Leisure - 17/06/2020

“Amalfi”, la canzone estiva che ci mancava. La firma Napoleone

Davide è uno dei più promettenti cantautori della scena italiana. Sono anni che lavora per i divi dei talent. E ora esce con un pezzo che ci ricorda le vacanze di un tempo.

Era accussì bella che nun può capi, O vas’ e na sirena me fa sta accussi“. Tutta la delicatezza del canto d’altri tempi fusa con la sapienza dell’hit maker di successo si ritrova in Amalfi, il nuovo singolo di Napoleone, giovane cantautore campano, al secolo Davide Napoleone, che si affaccia al mercato discografico del 2020 con un vero balzo.

Un passo avanti nel solco della raffinatezza di un cantautorato italiano che si fatica a riprendere, quello fatto di sentimento e qualità, cose sentite e vissute e non raccontate per sentito dire. Napoleone non deve certo dimostrare le sue qualità, visto che la sua penna è dietro molti successi dei divi da classifica degli ultimi anni. Ma la scelta di tornare alle sue radici con una costruzione pop senza tempo è di notevole impatto. “Un progetto nato con molta sincerità che se riesce a farsi strada mi renderà felice – ci racconta nel giorno dell’uscita del pezzo – ma non sono ambizioso per la mia carriera di cantante. Ho un lavoro di autore che mi appaga, anzi, non sgomito per il palco e per stare sotto i riflettori in prima linea. Mi piace molto di più il momento di creatività in studio”.

“Amalfi” è una storia che è iniziata tanto tempo fa. Una storia di famiglia, sospesa tra presente e passato. Non una canzone costruita in studio, ma una storia che ha preso vita tra i vicoli della Costiera Amalfitana e ha l’ambizione di arrivare a più persone possibili. Tutto nasce casualmente dalla ricostruzione di un albero genealogico, un lontano parente, Vito Manzo (Amalfi 05/05/1919 -4/03/1957), alcune tracce di una vena artistica mai sbocciata. L’amore, la paura del futuro e i limoni, questi sono i tre elementi su cui gira la canzone. Tutto finisce per puro caso tra le mani di Davide Napoleone che con suddetto personaggio condivide musica e nome d’arte.

Il risultato è un brano estivo delicato, figlio di un Alan Sorrenti che è diventato indie all’improvviso. “Riportare il dialetto come lingua internazionale – racconta Davide – è l’idea che mi ha guidato, tenendo ben presente l’esperimento che fece in epoca sua Pino Daniele. Ho voluto riportare dialetto come lingua non come qualcosa di legato al momento. Essendo molto dentro alle dinamiche discografiche, il primo pensiero che ho avuto per questa operazione è stato realizzare un progetto al di fuori di quelle dinamcihe. La necessità era che raccontasse qualcosa di vero. E credo di aver centrato l’obiettivo perché nei primi messaggi che mi arrivano da chi vive la lontananza dalla propria terra, sono incoraggianti”.
Davide ci dice che il pezzo sta piancendo a chi sogna le proprie origini dall’estero e chi è stato provato da una lontananza imposta dal recente lockdown.
E pensare che avevo paura di farla uscire perché non avevo mai scritto o cantato in dialetto. Queste persone ora mi dicono che hanno riassaporato un po’ di casa ascoltando questo brano. La scrittura dei brani che sono molto sentiti funziona proprio così. Anzi, per rendere meglio l’effetto nostalgia, dopo essere tornato ad Amalfi, mi sono portato il lavoro a Torino, dove vivo. Da lì riuscivo a scrivere meglio”.
Davide, che non pronuncia mai la parola ‘Amalfi’ nella canzone, ce la fa sentire con tutta l’anima. Conosce il pezzo degli Hooverphonic che era uscito qualche anno fa con lo stesso titolo, ne stima la struttura compositiva. “Ho scelto il titolo alla fine – ricorda – dopo aver scritto il testo di getto. Ultimamente ho fatto tanti ascolti, sono molto legato al cantautorato italiano vecchia scuola e credo si senta qualche influenza“. Cresciuto anche imbevuto di Brit Pop, recentemente il cantautore che sta dietro i successi di Michele Bravi e Chiara Gozzi, ha ritrovato un vecchio disco di Gino Paoli: “Aveva riscritto in italiano dei pezzi cantautorali francesi e mi sono accorto che in quella scrittura c’è molto in comune con gli italiani. Vorrei tanto ricantarle anche io, in lingua orginale, ma non ho fluidità col francese”.

Per il momento ci gustiamo il suo omaggio al Sud Italia: Amalfi è una canzone senza tempo che abbraccia più di un lustro di storia italiana rimanendo sempre attuale, una storia d’amore che sembra impossibile ma che grazie alla magia dei luoghi incantevoli in cui avviene trova compimento.

Il brano è stato prodotto da Davide Napoleone e Fractae, mix e master Simone Sproccati per l’etichetta Tippin’ the velvet di Gianluigi Manzo.

Napoleone dice: “Mi ero ripromesso di cantare nel momento in cui avessi qualcosa di sentito ed era adesso il momento giusto e farlo. Tra l’altro le canzoni che sono state ispirate a questi ritrovamenti amalfitani, non saprei a chi proporle, sono talmente personali che mi sono deciso io a portarle avanti. Ne uscirà un’altra a settembre e poi credo che faremo un concept album o un EP tutto di questo tono“.

Originario di Capaccio non fa distinguo: “Casa mia è tutta la costa del Cilento ad Amalfi, non ho un legame così forte sentirmi solo appartenente a un luogo. Del resto la costa campana è tutta figlia della stessa storia, il senso di appartenenza è quello alla Magna Grecia”.

 

Le canzoni di Davide iniziarono a suscitare interesse nel decennio appena conclusosi, tanto che l’artista ha fatto da spalla durante le date campane, a cantanti come Max Gazzè, Brunori Sas, Levante , Riccardo Sinigallia. Nel maggio del 2016, a 23 anni, ha iniziato a collaborare con Sony Atv sotto la guida di Paola Balestrazzi. Nel settembre del 2016 ha partecipato ad un primo camp di scrittura con altri autori Sony negli studi di Ron a Garlasco.

Davide Napoleone ha firmato un contratto editoriale con Sony/ Atv per collaborare in qualità di autore con molti altri artisti. Nel 2019 insieme a Samuel Romano (Subsonica) e Ale Bavoentra a far parte del team di scrittura e produzione per l’inedito “Elefante” dei Boodache si aggiudicano il secondo posto ad X Factor. Nel 2020 dà il suo contributo al disco “Nuova Genesi” di Gaia Gozzi vincitrice dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi, coscrivendo il brano “Mi ricordo un po’ di me”. Produce per Giorgieness il singolo d’esordio del suo terzo disco “Maledetta”. Altra collaborazione importante è quella con Valentina Parisse per i due singoli “Dannata Lotta” e “Ogni Bene”. Brani lavorati insieme ad un team d’eccezione tra cui il mix engineer statunitense Chris Lord Alge.

La sua prossima uscita discografica da autore è il 3 luglio 2020 per il disco “Bonsai” di Chiara Galiazzo con la quale firma il brano “Ci siamo persi”.

www.instagram.com/suonanapoleone



Travel - 26/02/2020

Andrea Berton arriva a Cefalù: cucina siciliana rivisitata ad aprile

Grandi chef che allietano le vacanze, in questo caso pasquali, sono l'antidoto allo stress e alle gr [...]

Leisure - 20/05/2017

Piano City da Moleskine Café suona Enrico Giaretta

Enrico Giaretta, il cantautore e pianista oltre che pilota di linea Alitalia – per questo noto al [...]

Leisure - 31/10/2018

Spandau Ballet e l’Italia: questa lunga storia d’amore

Gli Spandau Ballet e l’Italia: storia di un lungo fidanzamento sotto il segno della musica che dur [...]

Top