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Leisure - 16/12/2016

Archivio Ricordi, sul web la storia dell’opera italiana per tutti

"Vogliamo raggiungere un pubblico al di fuori della comunità di musicologi" dice il ceo di Berlesmann, Thomas Rabe.

L’Archivio Storico Ricordi a Milano lancia la collezione digitale consultabile online e mette per la prima volta online migliaia di documenti iconografici

archivio ricordi interno

Illustrazione per l’Aida, ritratto e paesaggio di Fontainebleu: essenziali tappe del percorso digitale di Archivio Ricordi.

Sulla nuova piattaforma digitale www.archivioricordi.com oltre 13mila documenti iconografici liberamente accessibili per la consultazione da questo dicembre 2016 che documentano la storia dell’opera italiana nell’ambito del piano di valorizzazione culturale dell’Archivio promosso dal gruppo media Bertelsmann, proprietario della collezione.

editore ricordi

La statua dell’editore Ricordi recentemente posta nel cuore della Milano storica.

Già qualche settimana fa, a due passi dal Teatro a La Scala di Milano, erano iniziate le manovre di valorizzazione di un grande patrimonio culturale italiano. Giulio Ricordi, compositore, figlio del fondatore dell’omonima casa editrice musicale ed editore tra gli altri di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, era stato omaggiato con la posa di una statua in largo Ghiringhelli.

Grazie al sostegno della Direzione Spettacolo del MiBACT, e dopo un lungo lavoro di catalogazione, restauro e digitalizzazione del materiale d’archivio, l’intera collezione iconografica dell’Archivio Storico Ricordi viene resa disponibile sul web.

Si possono ammirare migliaia di figurini di costumi e tavole di attrezzeria che raccontano la genesi e la produzione delle più celebri opere del repertorio italiano, tra cui quelle di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.

Tra i materiali disponibili online della prima fase, 400 ritratti di cantanti, compositori e librettisti, la documentazione scenica per Aida di Giuseppe Verdi, dai figurini e bozzetti per la prima europea del 1872 all’edizione “art nouveau” di Attilio Comelli alla Scala nel 1904. Poi ci sono i disegni di Adolf Hohenstein per la prima assoluta della Bohème di Giacomo Puccini (Torino 1896),  quelli di Giuseppe Palanti per il Romeo e Giulietta di Charles Gounod. In esposizione virtuale anche il bozzetto “La Foresta di Fontainebleau” di Carlo Ferrario per Don Carlo di Giuseppe Verdi, i costumi e gli schizzi di Aroldo Bonzagni per l’operetta Il ragno azzurro di Alberto Iginio Randegger, l’allestimento postumo del Nerone di Arrigo Boito, evento scaligero del 1924; la raccolta delle “disposizioni sceniche”, annotazioni dettagliate di regìa.

Il nostro obiettivo è rendere gradualmente disponibile online tutto il patrimonio custodito da Archivio Storico Ricordi“, ha spiegato il Presidente e CEO di Bertelsmann, Thomas Rabe, “vogliamo raggiungere un pubblico al di fuori della comunità di musicologi, e di avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’opera e della musica classica”.

Il portale della Collezione Digitale rappresenta un passo fondamentale nel processo di digitalizzazione dell’Archivio, nella convinzione che il web permetta un accesso sempre più efficace e profondo ai nostri tesori”, ha commentato il direttore generale Pierluigi Ledda. “La raccolta iconografica, la prima a essere resa disponibile online, racconta la genesi delle grandi opere liriche italiane e rappresenta un tassello fondamentale per comprendere l’industria creativa forgiata da Ricordi nell’Ottocento”.

Archivio Storico Ricordi ospita circa 7.800 partiture originali per più di 600 opere, quasi 10.000 libretti, una vasta collezione di disegni di scena e costumi colorati in gran parte usati per anteprime mondiali, oltre alla completa corrispondenza commerciale della società Ricordi dal 1888 al 1962.
La casa editrice Ricordi, fondata a Milano da Giovanni Ricordi nel 1808, ha influenzato la storia culturale d’Italia e d’Europa, pubblicando le opere dei cinque più grandi compositori lirici italiani – Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.

Per visite virtuali qui



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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