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Leisure - 15/09/2020

Biennale d’arte di Venezia, cosa si vede nel 2020

Incontri selezionati e un'opera di Lorenzo Marini suggerita dalla nuova situazione che stiamo vivendo. Si parte il 18 settembre.

LA BIENNALE DI VENEZIA LANCIA I SUOI APPUNTAMENTI STRAORDINARI CON UN’OPERA DI LORENZO MARINI. Si chiamerà BiennalType e sarà l’opera d’arte simbolo della Biennale di Venezia. Una Biennale nuova, scandita da appuntamenti straordinari che tratteranno temi del mondo dell’arte, architettura, design, cinema, editoria, teatro, musica, con ospiti di assoluto rilievo quali Diodato, Ozpetek, Plessi, Cibic, De Lucchi, Illy, Galassi e Gioele Dix, solo per citarne alcuni.

A centro degli eventi, la mostra realizzata dall’Archivio Storico della Biennale – ASAC, curata per la prima volta da tutti i direttori dei sei settori artistici (Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro) con la collaborazione di Istituto Luce-Cinecittà e Rai Teche e di altri archivi nazionali e internazionali. La Biennale di Venezia, nella ricorrenza dei 125 anni dalla sua fondazione, presenta la mostra Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia, al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale da sabato 29 agosto fino a martedì 8 dicembre 2020, realizzata dall’Archivio storico della Biennale – ASAC.

In questa occasione, a parlare di arte e in particolare del Manifesto per la Liberazione delle Lettere è stato invitato Lorenzo Marini, artista e creativo eclettico, nonché caposcuola della corrente artistica TypeArt ormai conosciuta a livello internazionale.

Invitato personalmente dalla curatrice della Biennale Giovanna Zabotti, l’artista interverrà venerdì 18 settembre alle 17.45, presentando la sua ultima opera inedita, che diventa anche simbolo rappresentativo della Biennale stessa. BiennalType è un’opera d’arte in acciaio specchiato 85×85 cm, capace di coniugare arte e grafica, comunicazione e segno pittorico, ironia e creatività.Concependo quest’opera, l’artista si è dedicato a dare una nuova identità all’evento internazionale, per privilegiare il protagonismo degli ospiti illustri chiamati a condividere visioni e aspettative sul futuro della cultura. Marini è partito dalle persone e ne ha fatto di ogni presenza una sua lettera. Sulla superficie specchiata, quelle che vediamo sono le lettere del suo alfabeto artistico, simboli grafici che perdono i loro comuni significati per riscoprire nuove identità. “Con questo pezzo d’arte ho voluto celebrare ogni singola personalità e creare uno spazio visivo sinergico, un percorso in grado di raccontare una storia nuova, ma soprattutto in grado di concepire insieme le realtà artigianali, artistiche e culturali della Biennale.” Afferma Lorenzo Marini, ringraziando la curatrice Giovanna Zabotti per il suo lavoro ed entusiasmo a questo progetto.L’opera d’arte è diventata il simbolo della manifestazione, e verrà utilizzata per i manifesti e tutte le declinazioni sui supporti di comunicazione della Biennale. Sarà inoltre presentata in esclusiva al Padiglione Venezia della Biennale, ai Giardini della Biennale, in occasione dello speech di Lorenzo Marini il 18 settembre.

L’arte per Lorenzo Marini rappresenta quel senso, quella parola, che riempie ogni giorno di significati la nostra vita quotidiana. Oggi Marini ci racconta il suo inedito alfabeto, invitandoci a interpretare le sue lettere in modo nuovo, più profondo e ricercato.Invitato personalmente dalla curatrice della Biennale, Giovanna Zabotti, l’artista ha saputo creare un vero e proprio simbolo per la Biennale di Venezia 2020. Si chiama Biennaltype ed è un’opera d’arte inedita in acciaio specchiato 85×85 cm, in cui Marini ha incentrato la sua ricerca artistica non solo sulle forme e sulla bellezza estetica di linee e geometrie, ma su contenuti nuovi. I type di Lorenzo hanno scelto di rappresentare l’universo di significati e personalità della Biennale di quest’anno, fatta di appuntamenti straordinari tenuti dalle eccellenze dei settori di arte, design, architettura, musica, editoria e cinema. Su una superficie specchiata, con un forte rimando ai riflessi delle acque di Venezia, le lettere si elevano dall’opera secondo una prima libera interpretazione agli occhi dello spettatore.In realtà ogni type ha un significato preciso, perché veste ognuna delle 25 personalità degli ospiti all’evento. L’artista è partito dalle persone, dunque, e ne ha fatto di ogni presenza una sua lettera. Scopriamo subito che questo Alphatype è destrutturato, perde la logica dell’ordine, della consequenzialità tipica degli alfabeti di Marini, ormai (ri)conosciuti a livello internazionale. D, O, F, B, L. stanno a significare Diodato, Ozpetek, Fanti, Boni, Letta. Lorenzo Marini non svela solo i nomi dei partecipanti, ma racconta esattamente il programma dell’evento, nell’ordine dei 13 weekend di aperture straordinarie. Seguiranno infatti, alla seconda riga della struttura a griglia quadrata tipica delle sue opere, le lettere M, F, P, F, C. Marini, Fila, Plessi, Fresa, Cibic. E così via per 25 partecipazioni. Con questo pezzo d’arte Marini ha voluto celebrare ogni singolo ospite come vera e propria anima della Biennale stessa. Come tessere di un mosaico, l’artista ha saputo concepire insieme, in uno spazio visivo sinergico, le realtà artigianali e artistiche che hanno creato l’eccellenza dei settori della cultura italiana, per un evento internazionale che mette a confronto professionalità affermate e generazioni future, per trovare un sapere e un vivere nuovo.

In apertura: Venice 2020 Mixed media on stainless steel85x85 cm.



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