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Leisure

Leisure - 01/03/2018

Body Check al Museion di Bolzano

Maria Lassnig e Martin Kippenberger non si conoscevano. Eppure facevano arte riferita al corpo nello stesso momento. La mostra fino a maggio.

L’allestimento della mostra Body Check a Museion di Bolzano ci fa capire quanto la presentazione di un percorso culturale sia cruciale per la sua fruizione.

Il progetto di allestimento di Marco Palmieri per la mostra Body Check a Museion si basa sulla relazione tra le opere realizzate da Maria Lassnig e Martin Kippenberger. Due artisti con forti assonanze e affinità eppure indipendenti e autonomi. Il tema della relazione viene affrontato attraverso la scelta progettuale di creare una separazione spaziale tra i due artisti. In un articolato percorso le opere si sviluppano su una sequenza di pareti indipendenti tra loro caratterizzati da una vicinanza fisica che enfatizza il confronto e allo stesso tempo l’autonomia dei due percorsi artistici. Due nastri colorati, uno di fronte all’altro, distinti cromaticamente, si inseguono, articolando lo spazio in diverse stanze aperte, e invitano il visitatore ad esplorare gli universi dei due autori.

La mostra BODY CHECK apre la stagione espositiva 2018, anno in cui il museo celebra i dieci anni nella nuova sede nel Sud Tirol progettata dagli architetti KSV di Berlino. L’esposizione getta uno sguardo nuovo sullopera di Maria Lassnig (1919, Krasta, AT – 2014, Vienna) e Martin Kippenberger (1953, Dortmund – 1997, Vienna, AT) mettendo in evidenza connessioni fino ad ora inesplorate tra queste due grandi personalità.

I due artisti non si conoscevano e appartenevano a due generazioni diverse, eppure entrambi, in un momento in cui nell’arte prevaleva l’astrazione, hanno messo costantemente e definitivamente il corpo al centro della loro opera. Il corpo come espressione di un’esperienza di sé e del mondo sofferta; il corpo frammentato e decostruito, metafora di conflitti sociali e psicologici; l’elemento teatrale e performativo, che porta a scivolare in ruoli altrui in modo tragico e ironico. Queste connessioni emergono in mostra dal confronto tra oltre sessanta opere di due decenni -dagli anni novanta ai duemila- tra dipinti, disegni e video.

In mostra fino al 6 maggio 2018.



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