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Leisure

Leisure - 15/12/2016

Borgospesso1 il food court nel Quadrilatero della moda

Drogheria Panini, Trattoria Bagutta e Al Panino Bistrot uniti in un unico luogo di fascino. La nostra visita in anteprima.

Nasce Borgospesso1, il food court dell’alimentazione di qualità nel cuore del Quadrilatero della moda a Milano, accanto a via Montenapoleone e via Manzoni.

Un posto unico, nelle viscere della Milano antica, promette di accogliere con l’eccellenza dell’italianità in tavola tutti i milanesi e i sempre più numerosi turisti in città. Si trova in via Borgospesso 1, angolo con via Montenapoleone, ed è un luogo di grande fascino, nelle antiche cantine conservate intatte, che prima ancora erano la cripta della vicina chiesa di via Manzoni. Si chiama Borgospesso1 ed è rivolto a esperti gourmet, con vendita di prodotti fino a tarda sera, spazio colazione ed aperitivo, che riunisce vari brand storici della storia di Milano:

  • Drogheria Parini 1915
  • Al Panino Bistrot
  • Trattoria Bagutta 1924
borgospesso chef

Il giovane chef Guglielmo Paolucci. Carriera fulminante: da Roma all’estero per poi approdare a Milano a Borgospesso1.

Lo abbiamo visitato in questo periodo che precede il Natale, con i panettoni di Pasticceria Taveggia Milano 1909in bella mostra, con le confezioni degli chef stellati che hanno reinterpretato il dolce più famoso della città. Al suo interno un’enoteca, una drogheria, una pasticceria, un bar bistrot ed una trattoria, tutti brand storici che hanno fatto la storia di Milano.

E c’è anche attenzione a quanto di buono, genuino e saporito offre la nostra Italia. Solo cibi artigianali, di piccoli e selezionati fornitori, dal Nord a Sud per garantire un parterre di leccornie eccezionali.

Abbiamo visto in esposizione (ma molto è ancora in arrivo) vini pugliesi, frutta e ortaggi lavorati finemente, formaggi del Nord Italia, prodotti tipici locali.

La cantina invece offre decine di etichette delle più prestigiose case vinicole italiane.

Trattoria BAGUTTA 1924 è uno dei locali storici italiani protetto dal Ministero dei Beni Culturali dal 1991, ha quasi novanta anni, ma non li dimostra, è sempre BAGUTTA, vale a dire la trattoria più trattoria e il ristorante più ristorante di Milano: semplice, vero, intimo, casalingo e diverso e, per tutte queste ragioni, frequentato da personaggi che hanno fatto la Storia di Milano. Alla guida della cucina di Trattoria Bagutta lo chef Gugliemo Paolucci, classe 1984 con numerose esperienze nelle cucine internazionali. “Sono un interprete della tradizione regionale italiana – ci ha detto – e per questo sento che questo luogo diventerà un incontro tra i sapori dell’eccellenza. Ovviamente eredito la gloriosa tradizione romana ma nel menù che proponiamo ci sono anche i classici meneghini“.

Il progetto scenografico per Borgospesso1, l’ultima avventura imprenditoriale di Alessandro Rosso, nasce da un’idea di Marisa Coppiano e si avvale della selezione delle tavole, a cura di Dino Aloi de Il Pennino. I tabloid che vanno a sovrapporsi agli specchi delle sale sono frutto dell’attenta composizione di una serie di tavole estratte da giornali satirici di origine italiana, tedesca e francese che ruotano intorno al tema della convivialità a tavola non disgiunta dalla seduzione che il cibo riveste e da sempre ha rappresentato nella nostra società.

I disegni datano dalla metà dell’800 fino alle forme essenziali della grafica contemporanea, trascorrendo attraverso il Liberty e l’Art Deco, senza tralasciare quegli artisti che hanno avuto direttamente a che fare con lo storico Caffè Bagutta. Passeggiando dentro le sale di Borgospesso1 si attraversa quell’Italia dei giornali satirici ottocenteschi, come il milanese La Cicala Politica, il bolognese la Rana,  il torinese Numero, per arrivare al fiorentino Marc’Aurelio  e al romano Il Travaso delle idee, e si assapora il clima europeo dell’epoca attraverso le riviste parigine L’Assiette au Beurre e Le Rire e le berlinesi Lustige Blätter e Simplicissimus. La bellezza e la raffinatezza delle pagine non fa altro che sottolineare l’eleganza degli spazi, conferendo loro un sapore di appartenenza alla cultura dell’accoglienza assolutamente italiana, ma che è al tempo stesso europea

Per info qui



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