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Leisure

Leisure - 30/04/2019

Bruce Springsteen, ritorno del Boss

Il popolo del web ha accolto "Hello Sunshine" come una canzone anti-depressione e di speranza. A giugno arriva "Western Stars".

Una vettura in movimento su una delle classiche highways sperdute degli States. È una Chevrolet El Camino, ripresa da un’inquadratura che la segue in primi piani molto stretti. Il panorama intorno non è trascurato, seppur con l’immagine sfocata. Anzi viene esaltato con il montaggio retrò. Ad accompagnare questa sequenza di ben 3 minuti e 57 secondi ci pensa la nuova ballata di Bruce Springsteen, “Hello Sunshine”.

Il nuovo video, semmai la nuova hit è stata pubblicata a sorpresa venerdì 26 aprile 2019 su Youtube, rompendo un lungo ritorno iniziato giusto cinque anni fa, quando sempre a sorpresa il Boss pubblicò ‘High Hopes’ con la struggente hit ‘The wall’ dedicata a coloro che non tornarono mai più dalla guerra del Vietnam.

Il primo album in studio di Springsteen dopo cinque anni porta la sua musica verso nuove direzioni, prendendo in parte ispirazione dai dischi pop della California del Sud tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70. Il diciannovesimo disco della carriera è stato registrato principalmente nello studio in casa di Springsteen in New Jersey, con l’aggiunta di alcune registrazioni realizzate in California e a New York.

 

«Questo lavoro è un ritorno alle mie registrazioni da solista con le canzoni ispirate a dei personaggi e con arrangiamenti orchestrali cinematici», racconta Springsteen, «è come uno scrigno ricco di gioielli».

The Boss, in fondo, in questo lungo quinquennio non è mai stato fermo ad aspettare l’ispirazione. È un artista dalle mille sorprese, dai mille modi di proporsi e perché no anche di reinventarsi. È di qualche mese il nostro articolo che consacrava il successo che lo stesso cantante italo-americano aveva ottenuto con la sua tourneé per i palcoscenici iconici di Broadway.

Una ballata dunque segna il suo ritorno. Una ‘galoppata’ rock-country riecheggiante il sound californiano degli anni ’60 e ‘70. Se si ascolta attentamente si scopre, quasi nell’immediato, il richiamo ad una famosa hit di Harry Nilsson nonché soundtrack dell’altrettanto iconico film ‘Uomo da marciapiede’.

Springsteen non è nuovo a queste operazioni nostalgia che hanno, comunque, il sapore di un rinnovamento e un’attualizzazione di vecchi schemi musicali che in anni passati hanno fatto sognare e riflettere, alimentando sempre più il ‘Sogno Americano’. Un sogno che ha bisogno di esser rinnovato, senza dimenticare le vere radici che lo hanno originato.

La Chevrolet El Camino, metaforicamente, è appunto il sogno americano che procede inesorabile la sua marcia in quell’autostrada isolata. Il titolo della canzone, forse, è una contrapposizione alla politica isolazionista del Presidente Trump e quindi, a sua volta, è un ‘sogno americano’ che si ‘isola’ da quella nuova direzione non consona alla vera natura americana. ‘Hello sunshine’ è riferito, quasi sicuramente, alla speranza che non è mai andata persa. Infatti nelle immagini del video che scorrono tutto l’ambiente è illuminato dagli intensi raggi solari: ‘salve, raggio di sole’.

‘Hello Sunshine’ anticipa di qualche mese il nuovissimo album del Boss ‘Western Stars’ , atteso per il 14 di giugno. I brani che lo compongono, compresa la canzone citata, sono in tutto 13: Hitch Hikin’; The wayfarer; Tucson Train; Western Stars; Sleepy Joe’s cafe; Drive Fast (The Stuntman); Chasin’ wild horses; Sundown; Somewhere North of Nashville; Stones; There goes my miracle; Hello Sunshine e Moonlight motel.

Se le atmosfere musicali sembrano malinconiche e allo stesso tempo confortanti, il testo della canzone appena uscita parla di un cuore spezzato e di alcuni stivali da viaggio. Forse è il riferimento dello stesso sogno americano tradito?

Sta di fatto che in queste tredici canzoni che compongono questo suo nuovo lavoro, c’è l’ispirazione ai personaggi e arrangiamenti orchestrali cinematic’, con i classici temi americani.

Dalle autostrade immense agli spazi desertici, dal sentimento di isolamento a quello opposto di comunità, dalla stabilità di casa alla speranza che non svanisce mai.

Ron Aniello ha prodotto l’album con Springsteen e ha suonato il basso, le tastiere e altri strumenti. Patti Scialfa ha contribuito alle voci e agli arrangiamenti vocali di quattro tracce.

Agli arrangiamenti musicali compresi gli archi, i fiati, la pedal steel hanno contribuito più di una ventina di musicisti compreso Jon Brion (che suona la celesta, il Moog e la farfisa), così come sono stati ospitati artisti come David Sancious, Charlie Giordano e Soozie Tyrell.

 

Testo a cura di Vincenzo Pepe



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