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Leisure

Leisure - 13/07/2020

Cabrio: “La mia canzone d’amore con ironia”

Un nuovo singolo per il cantautore messinese. Il progetto della tribute band degli 883 e la grande ambizione di portare "A Casa di Cabrio" tra il pubblico live.

Molto particolare e figlio dei tempi, il ritorno in musica di Angelo Soraci, conosciuto nel circuito degli emergenti come Cabrio. Il cantante messinese per il video di “Non Succede Quasi Mai” ha collezionato in immagini i contributi filmati dei suoi amici. “Il distanziamento sociale è necessario per la sconfitta di questo nemico invisibile – ci ha detto – . Mentre montavo il video, ho pensato a quanto sia fantastico avere degli amici”.

Dopo aver colpito con romanticismo e sarcasmo con la hit di nicchia “L’anello sul tavolo“. Cabrio dice che ora “si può capire cosa è la mia ironia“, riferendosi alla sua modalità di scrittura che mescola sempre sentimento e sdrammatizzazione, anche in questo terzo sigolo estratto dal nuovo album “Duepuntozero” (testo e Musica di Marcello Ubertone).

La nuova canzone nasce da “cose che lasciano un segno. A livello di scrittura il metodo è cambiato, parlo di fatti propri nelle canzoni, proprio come succede nella maggior parte dei casi oggi, dove c’è poca separazione tra l’artista e la persona. Io poi parlo delle cose tristi, e la cosa più triste fa notizia come sui giornali. Non lo faccio come i media, ovviamente, ma mi viene facile. Anche nella presentazione su Instagram, ho scritto: “Scrivo spesso canzoni tristi e canto con il leggio ma ho anche dei difetti”.

“Non succede quasi mai” è nata strimpellata alla chitarra, in paesaggio sonori vicini al Brit Pop. “Poi dagli Oasis sono arrivato a Max Pezzali e poi ci ho aggiunto il tocco di Cabrio, che era quello che volevo”, ci dice il cantautore da pochi mesi rientrato in Sicilia dopo una lunga permanenza in Svizzera.

“In questo 2020 è successo di tutto – ci racconta – sono diventato anche papà, mi sono spostato di nuovo in Sicilia, un mix di emozioni che credo mi abbia fatto riprendere a livello fisico, che non è un aspetto trascurabile. Ora respiro aria buona, di fronte ho il mare di Messina, sto lavorando su qualcosa che rimanda alla mia terra anche dal punto di vista professionale”.

Insomma, il presente di Cabrio è un incontro di riposizionamenti personali e voglia di ripartenza dopo un’emergenza collettiva. “Non può andare sempre bene, soprattutto quando sei emergente, anche chi è sull’Olimpo traballa, figuriamoci noi. Ma se ci sono delle idee bisogna buttarle fuori e qualcosa di buono esce. Credo di aver capito che bisogna essere un cantautore con idee pronte, devo saper suonare e saper esprimermi. Conta molto anche il presentarsi a persone di esperienza e la qualità della proposta deve essere sempre importante. A volte incontro giovani colleghi che hanno scritto tanto ma pochi si salvano in quanto a qualità”.

Cabrio ha anche intenzione di celebrare uno dei suoi miti, Max Pezzali, con un progetto nuovo legato al periodo 883 del cantante pavese: “Sto mettendo in piedi la sua prima tribute band dal Sud, gli 883 sono stati i miei miti, fino all’ultimo album “Uno in più” nel 2001. Il repertorio che prenderemo in considerazione andrà da “Hanno Ucciso L’uomo Ragno” del 1993 a quel disco. Abbiamo scelto 30 dei brani più belli, che è una scrematura difficile. Perché gli 883 su sei dischi hanno avuto 37 singoli, come il Liga dei vecchi tempi”.

Negli anni di gavetta, Cabrio ha anche avuto modo di parlare con Max Pezzali, ma non di questo progetto che è ancora in fieri (e che sarà solo acustico): “Non gli ho mai detto di questa intenzione, ma oggi vorrei una sua pacca sulle spalle. Gli ho proposto dei brani in passato e mi ha sempre colpito per la sua reazione educata e sincera. Mi ha ringraziato dicendo che quando gli finiranno le idee prenderà in considerazione la creatività altrui”.

Cabrio, che dice di considerare proprio come Pezzali “Gli Anni” il capolavoro della band, è dispiaciuto dell’annullamento della festa di San Siro che si sarebbe dovuta celebrare questa estate “perché era proprio il concerto che il fan tipo vorrebbe vedere, e sono sicuro arriverà con Max anche Mauro Repetto”.

E in attesa di poter ammirare dal vivo la tribute band (si chiamerà “Cumuli”, come una canzone di “Hanno Ucciso L’Uomo Ragno” o “Quelli della mala”), Angelo ci preannuncia anche i progetti relativi al format nato in quarantena “A Casa di Cabrio”: “Per me è stato un esperimento riuscito, realizzato a quarantena iniziata dopo che avevo studiato un po’ gli altri format di colleghi. Mancava qualcosa di molto intimo per scambiare parole e musica. Mancava anche un’apertura a chi voleva intervenire con la propria musica. E quindi grazie anche all’amica giornalista Francesca Binfarè siamo partiti con le ospitate, alcune anche molto prestigiose con la partecipazione di Davide De Marinis e Jack Jaselli. Si sono dimostrate interessate anche persone uscite da talent show come Swami di ‘Tu sì que vales’ e Maurizio Musumeci Dinastia che era uscito da The Voice 2015. Ora faremo una puntata al mese, sempre sul mio canale Instagram.com/Carbio_Official“.

A settembre Cabrio farà il punto su questo format digitale e sui suoi potenziali sviluppi, che in qualche modo porteranno beneficio sia alla sua fan base che a tutti gli amici musicisti che lo seguono: “Sto pensando di portarlo tra la gente, quando si potrà. Le mie serate hanno sempre avuto ospiti che cantavano. Una sorta di open mic viste le tante lamentele che nell’ambiente di emergenti si sentono sempre sulla mancanza di spazi. Io immagino un karaoke di Fiorello versione attualizzata con musicisti debuttanti, magari itinerante. Vorrei portare questa realtà al Sud che non c’è”.



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