16 Marzo 2023

Carlo Vanoni: a parlare sia l’arte

Un libro e uno spettacolo teatrale con Phil Mer per divulgare. E capire che ogni opera è figlia del suo tempo.

16 Marzo 2023

Carlo Vanoni: a parlare sia l’arte

Un libro e uno spettacolo teatrale con Phil Mer per divulgare. E capire che ogni opera è figlia del suo tempo.

16 Marzo 2023

Carlo Vanoni: a parlare sia l’arte

Un libro e uno spettacolo teatrale con Phil Mer per divulgare. E capire che ogni opera è figlia del suo tempo.

In un momento di “Ratamacue, il ritmo dell’arte”, il suo nuovo spettacolo teatrale, Carlo Vanoni suona rock di fronte al primo grande rocker di tutti i tempi, Michelangelo Buonarroti. E questo dimostra ancora una volta come la forza comunicativa di questo divulgatore d’arte sia necessaria oggi più che mai. Se c’è una persona oggi in Italia che sta conducendo una battaglia per l’abbattimento degli steccati tra i linguaggi questa è Carla Vanoni. Sui suoi social scrive: “La prossima volta che andate a visitare la Cappella Sistina date un’occhiata ai dipinti di Botticelli, Perugino e Ghirlandaio: vi accorgerete che di fronte al suono distorto dei corpi muscolosi e scuoiati di Michelangelo sembreranno neomelodici dalle voci bianche”.

Oltre allo spettacolo con il batterista Phil Mer, un modo trasversale di parlare d’arte Vanoni l’ha trovato anche nei libri usciti negli ultimi anni per Solferino. L’ultimo in ordine di tempo è “Io sono il cambiamento” che ha un sottotitolo accattivante: storia di Arte. Con la maiuscola perché è un nome proprio, quello di un’entità che si racconta nel racconto. E se bisogna dare la parola all’arte per capirla, tanto vale farla parlare in prima persona. Un libro davvero illuminante, che ha avuto già una presentazione affollata alla Mondadori di Milano, e che lo scrittore porterà nel resto d’Italia prossimamente. “La macchina di Hollywood ha assunto il valore che aveva l’arte un tempo – racconta Vanoni – e c’è stato un tempo lungo in cui l’arte era l’unico mezzo di comunicazione e per questo era corteggiata da chi gestiva il potere”. Questo spiega perché oggi “nessun Papa va a chiedere un ritratto a un pittore perché il mezzo che lo fa conoscere è un altro”.

Un altro punto su cui il divulgatore si batte da anni, e crea spunti inediti di riflessione anche tra i suoi vivaci followers online, è la fruizione dell’arte. “I camposanti dell’arte sono i musei – dice provocatoriamente ma con cognizione di causa – e questa non è una critica ma una definizione. Un’arte morta sta nei musei, quella viva è per strada o nei luoghi dove viene pensata. Il museo nasce nel 1700, prima c’era Venezia con gli affreschi del Giorgione o tutti gli altri luoghi dove poteva essere vista da tutti. Per questo sostengo il dito di Maurizio Cattelan in Piazza Affari. L’arte deve essere vista da tutti, abbelliamo le rotonde sparse in giro per l’Italia con lavori di artisti viventi che hanno bisogno di farsi conoscere”.

Un’altra differenza che c’è tra l’arte di ieri e quella di oggi, e che si percepisce leggendo il suo ultimo libro, è che oggi rispetto a un tempo l’arte si muove più lentamente perché c’è troppo intorno. Ci sono passioni irrinunciabili che guidano il pubblico attirando l’attenzione: “C’è il calcio, Sanremo, X Factor, diamo la priorità ad altro. E quando decidiamo di dedicarci all’arte forse non le diamo il tempo giusto. Uno studio del Louvre ha rivelato che su quasi 10 milioni di visitatori all’anno, il tempo medio di permanenza davanti a un’opera è 4 secondi. Solo la Monna Lisa attira di più, forse perché ci vuole tempo per scattarsi un selfie”.

L’arte, invece, richiede proprio del tempo. Per interpretare, capire, decodificare. “Questo è un momento storico – racconta Vanoni – in cui vanno di moda i ritratti. Gli affreschi complessi come quelli della Cappella Sistina non hanno possibilità di sopravvivenza nel cellulare“.

Nella foto di Mauro Negri la locandina dello spettacolo “Ratamacue” con testi di Carlo Vanoni e musiche di Phil Mer, che è stato batterista per Pino Daniele, Malika Ayane, Michele Zarrillo, Patty Pravo, Annalisa. Il titolo dello spettacolo deriva da una frase musicale per tamburi.

I prossimi appuntamenti per lo spettacolo teatrale “Ratamacue – Storia di Arte per voce e batteria” sono a Milano, il 22 e 23 al Teatro No’Hma.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Christian D’Antonio (Salerno,1974) è direttore responsabile della testata online di lifestyle thewaymagazine.it. Iscritto all’albo dei giornalisti professionisti dal 2004, ha scritto due libri sulla musica pop, partecipato come speaker a eventi e convegni su argomenti di tendenza e luxury. Ha creato con The Way Magazine e il supporto del team di FD Media Group format di incontri pubblici su innovazione e design per la Milano Digital Week e la Milano Design Week. Ha curato per diversi anni eventi pubblici durante la Milano Music Week. È attualmente ospite tv nei talk show di Damiano Gallo di Discovery Italia. Ha curato per il quartiere NoLo a Milano rassegne di moda, arte e spettacolo dal 2017. In qualità di giudice, ha presenziato alle manifestazioni Sannolo Milano, Positive Business Awards, Accademia pizza doc, Cooking is real, Positano fashion day, Milan Legal Week.
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