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Leisure - 24/10/2019

Collezione Thannhauser a Palazzo Reale: l’imprescindibile abbraccio

Investire su artisti giovani. Spinti solo dalla convinzione sul loro talento. Il potere dei mecenati di un tempo in mostra a Milano.

Palazzo Reale di Milano apre le sue porte alla collezione Thannhauser, donata da Justin K. Thannhauser alla Salomon R. Guggenheim Foundatiom di New York.
Si tratta di una collezione prestigiosa, esposta in esclusiva in Europa per la prima volta dopo aver viaggiato in sole altre due sedi espositive: il Guggenheim Bilbao e l’Hôtel de Caumont di Aix-en-Provence.

Pablo Picasso – Aragosta e il gatto (11 gennaio 1965) – Salomon R. Guggenheim Museum, New York (donazione Hilde Thannhauser).

 

Questa importantissima mostra, che raccoglie alcuni dei più significativi capolavori dell’arte impressionista e delle avanguardie del Novecento (Cézanne, Renoir, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Van Gogh e ben tredici opere di Picasso), si inserisce nella cornice del pluriennale progetto “Musei dal mondo a Palazzo Reale”,  che ha come obiettivo quello di creare collaborazioni e scambi culturali con i più importanti musei del mondo.
La MUSEOLOGIA, ovvero la disciplina che studia la storia e le origini dei musei, é alla base di questo e degli altri progetti che si inseriscono in questo filone poiché conoscere la storia di un museo serve anche a meglio comprendere la società e la cultura che lo hanno originato.

Franz Marc – Mucca gialla (1911) – Salomon R. Guggenheim Museum, New York.

Questa è la convinzione di Palazzo Reale, convinzione che porta avanti da anni con ottimi risultati: non dimentichiamo infatti lo storico evento “Impressionismo e Avanguardie: capolavori dal Philadelphia Museum of Art” dello scorso anno.
La storia del Guggenheim è, da questo punto di vista, estremamente interessante.
Il nucleo originario di questo museo comprende le opere d’arte acquistate direttamente da Salomon Guggenheim negli anni ’30 e ’40 e che rispecchiano i suoi gusti artistici, particolarmente legati all’arte astratta (Kelee, Kandinsky…).
A queste si aggiunge in seguito la collezione di Justin Thannhauser, che amplia la portata della collezione aggiungendovi opere di impressionisti, post impressionisti e di Picasso.
I Thannhauser ebbero il merito di far conoscere artisti poco conosciuti (all’epoca) come Vincent Van Gogh e Henri Rousseau. Si stima infatti che passarono nelle mani dei Thannhauser almeno un centinaio di dipinti di Van Gogh e che quindi il loro contributo alla promozione dell’artista olandese fu fondamentale e decisivo per la sua consacrazione.

Édouard Manet – Donna con vestito a righe (1877-80) – Salomon R. Guggenheim Museum, New York (donazione Justin Thannhauser).

Vincenti Van Gogh – Mohtagne a Saint-Rémi (1889) – Salomon R. Guggenheim Museum, New York (donazione di Justin Thannhauser).

Justin e Hide Thannhauser con Pablo Picasso e il suo dipinto “Aragosta e il gatto” (1965) foto scattata da Jacqueline Picasso.

Furono loro a realizzare nel 1913 la prima mostra in Germania del nostro movimento Futurista e nello stesso anno, sempre in Germania, tennero una delle più importanti mostre di Pablo Picasso che legò Justin Thannhauser e l’artista in un’amicizia che durò per sessant’anni fino alla morte del pittore.
Sempre a loro bisogna riconoscere il merito di aver introdotto l’arte moderna europea negli Stati Uniti.
Questi brevi cenni storici sono sufficienti a farci capire quanto i Thannhauser abbiano contribuito allo sviluppo e alla promozione dell’arte moderna.
Oltre al fatto di “lustrarci gli occhi” dinanzi a dei capolavori ormai divenuti patrimonio dell’umanità, quale insegnamento possiamo trarre da questa incredibile mostra?
La parola che mi sorge spontanea è: il LEGAME o, se vogliamo utilizzare un termine più moderno, la CONNESSIONE.
La storia di questa collezione ci illustra quanto sia importante lavorare fianco a fianco, senza isolarsi in una fasulla presunzione di sè. L’artista, il gallerista e il collezionista hanno bisogno l’uno dell’altro non tanto per esistere ma per dare alla loro esistenza un senso.
L’ARTISTA che opera ha senz’altro ricevuto un dono ma di questo dono egli è il tutore, non il padrone.
Il GALLERISTA è il visionario che sa riconoscere questo talento e che si adopera per farlo conoscere.
Il COLLEZIONISTA o il semplice fruitore dell’arte è colui che fa la storia…la storia dell’arte!
Non vi è arte senza l’artista ma non vi è storia dell’arte senza il riconoscimento di tale artista da parte di coloro che, di quest’arte, si nutrono e vivono.
In una società in cui l’arte é stata ridotta ad un mero fattore economico – scavalcando senza vergogna il talento in favore del business – e in cui il “piacere” è stato sostituito dai “like”, vorrei che non dimenticassimo mai che i veri critici d’arte, i veri continuatori della storia siamo NOI, noi che dell’arte fruiamo, che ce la portiamo a casa e che ne godiamo ogni giorno, fieri di condividerla con le persone che amiamo.

Henri Rousseau – I giocatori di football (1908) – Salomon R. Guggenheim Museum, New York.

Non dobbiamo dimenticare mai che “il potere” di cambiare le cose è nelle nostre mani, non in quello di poche persone che si ergono a giudici assoluti di ciò che bello e di ciò che non lo è.
E l’Italia – non dimentichiamo neppure questo – possiede il 70% del patrimonio artistico e umano. È la nostra storia, la nostra eredità e dobbiamo proteggerla.
Oggi come ieri siamo in grado di riconoscere ciò che ha valore dal punto di vista culturale ed artistico e mi sento di ringraziare a nome di tutti, quei professionisti che con passione e con instancabile dedizione, seguono ed incoraggiano gli artisti contemporanei nel loro percorso creativo.
Ma alla fine di tutto ciò ci siamo noi, ci siete VOI che scommettete su di loro, che vi  portate a casa un’opera originale e che credete nell’importanza di investire sulla cultura.
Guggenheim. La collezione Thannhauser, da Van Gogh a Picasso
 Palazzo Reale Milano, dal 17 ottobre 2019 al 1° marzo 2020


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