16 Novembre 2021

Con questi totem Andrea De Ranieri indaga l’io tra reale e virtuale

Pisa sempre più contemporanea, le maschere nate durante il lockdown in mostra alla Cittadella fino al 12 dicembre.

16 Novembre 2021

Con questi totem Andrea De Ranieri indaga l’io tra reale e virtuale

Pisa sempre più contemporanea, le maschere nate durante il lockdown in mostra alla Cittadella fino al 12 dicembre.

16 Novembre 2021

Con questi totem Andrea De Ranieri indaga l’io tra reale e virtuale

Pisa sempre più contemporanea, le maschere nate durante il lockdown in mostra alla Cittadella fino al 12 dicembre.

La maschera come totem, come simbolo dell’uomo e scudo di protezione e strumento di liberazione al tempo stesso: perché è solo indossando una maschera che possiamo mostrarci al mondo ed essere liberi di essere noi stessi. Indaga sull’identità, tra reale e virtuale, tra immagine percepita e comunicata, Sacred – mind your thinking, mostra personale di Andrea De Ranieri, allestita alla Cittadella di Pisa, con il patrocinio del Comune di Pisa. L’opening è in programma sabato 13 novembre alle ore 17 (fino al 12 dicembre, Lungarno Ranieri Simonelli 14-16).


Sacred – mind your thinking, personale di Andrea De Ranieri, curata da Selina Fanteria, appena inaugurata a Pisa (Lungarno Ranieri Simonelli 14-16).


Una trentina le opere raccolte nel percorso a cura di Selina Fanteria, tra sculture astratte e arte figurativa, realizzate nel corso dell’intera carriera di Andrea De Ranieri. Tra queste, il ciclo Maschere, nato durante il lockdown del 2020, a partire da una sorta di esperimento sociale avviato dall’artista.
“Nell’impossibilità di dipingere con modelli dal vivo – racconta De Ranieri – ho creato una serie di maschere con delle buste di carta per uso alimentare e le spedite per posta ad alcune persone che hanno deciso di prendere parte al progetto. In base alla propria interpretazione della maschera – prosegue – ciascuno si è scattato una foto. In quegli scatti ho trovato i miei modelli a cui ho cambiato solo lo fondo, quasi sempre un motivo grafico che contribuisce a far risaltare i soggetti e dare loro tridimensionalità”. La tecnica – un trattamento a cera in diversi passaggi – catalizza l’attenzione sugli occhi dei soggetti, che bucano la tela con i loro sguardi, arrivando dritto all’osservatore. Si crea così un dialogo diretto e profondo, proprio grazie alla mediazione della maschera.
“Ho notato come le persone, coperte dal filtro della maschera riescano a liberarsi e a tirare fuori lati nascosti del proprio essere. A volte una maschera ci costringe a fingere di essere qualcosa che non siamo e altre volte ci rende incredibilmente liberi e autentici”, dichiara l’artista.
La mostra raccoglie anche una serie di particolari sculture, realizzate con diversi materiali trattati in modo sperimentale, tra cui cemento, ferro e resina, raffiguranti un uomo stilizzato in colori vivaci, anch’esso con il volto coperto. Gli Zuki di De Ranieri sono simboli di un’umanità ingabbiata tra il desiderio di apparire e quello di nascondersi, tra immagine virtuale raccontata sui social e personalità reale, più difficile da esprimere. Ne emerge un’analisi ironica, irriverente e non impegnata del nostro tempo, che porta a riflettere sul nostro rapporto con la nostra identità più profonda.
La mostra è organizzata in collaborazione con C.R.A. (Centro Raccolta Arti) e FUL magazine. Orari di apertura: dal 12 novembre al 13 dicembre, giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Ingresso gratuito, riservato a muniti di Green Pass.

Andrea de Ranieri nasce a Pisa nel 1975. Segue una formazione versatile, dall’architettura al design, dalla scultura alla pittura. La sua è una ricerca incentrata sull’uso della materia e sulla sua resa pittorica. L’impiego del cemento, della cera e della pece, lavorati in modi diversi, producono un duplice effetto: la diversità dei materiali rendono i quadri densi e profondi, le pennellate intrecciate intervengono con il colore ad esaltare la materia. Gli smalti entrano nella profondità della cera, creando un insieme solo apparentemente caotico ma che rimanda un senso di solidità e chiarezza minimalista. I colori predominanti della sua tavolozza sono tutte le sfumature del blu, del nero e del bianco, con occasionali pennellate di toni accesi come il giallo, il verde e l’arancio. Talvolta inserisce anche elementi in metallo, che, paradossalmente, vanno ad alleggerire l’insieme densamente pittorico.

L’artista Andrea de Ranieri, che ha prodotto quadri, dove dal cemento liquido e pastoso emergono le campiture di colore piatto, di cere e di oli, con le applicazioni di metallo si è cimentato con sculture di metallo e smalto che sembrano sfidare la legge di gravità.

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