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Leisure

Leisure - 25/02/2020

Da Manhattan a Brooklyn 40 anni dopo: Studio 54 Night Magic

Dal 13 marzo al 5 luglio nel quartiere di New York che è diventato più vitale, la celebrazione della madre di tutte le discoteche.

Se qualcuno all’epoca della Febbre del sabato sera avesse detto agli avventori dello Studio 54 “finirete in un museo di Brooklyn”, sarebbe stato preso per pazzo. Eppure, a 40 anni dall’esplosione della disco music, il quartiere “concorrente” di Manhattan, dove si trovava la celebre discoteca dove tutto ebbe origine, oggi crea un monumentale tributo al club del divertimento notturno americano con la mostra “Studio 54: Night Magic”.

La mostra, da marzo a luglio al Brooklyn Museum, ripercorre la storia radiosa, la politica sociale e l’estetica pionieristica della discoteca più iconica di tutti i tempi. Dietro la corda di velluto, i festaioli di ogni provenienza e stile di vita potrebbero riunirsi per notti di musica, luci abbaglianti e la famosa canzone e ballo “The Hustle”.

Dopo la guerra del Vietnam, e tra il movimento per i diritti civili a livello nazionale e le lotte per LGBTQ + e per i diritti delle donne, una New York City quasi in bancarotta ha fame di trasformazioni sociali e creative oltre a un senso di gioiosa celebrazione dopo anni di proteste e sconvolgimenti. Gli affitti bassi hanno attratto una varietà di artisti, stilisti, scrittori e musicisti, catalizzando l’invenzione di nuove forme d’arte, tra cui generi musicali come il punk, l’hip-hop e la discoteca. In un raro mutamento sociale, persone di diversi strati sessuali, sociopolitici e finanziari si mescolavano liberamente nelle discoteche notturne di New York. Nessun luogo lo ha esemplificato più dello Studio 54, già oggetto di documentari, film e rievocazioni in tutti gli stili.

Organizzato in ordine cronologico, Studio 54: Night Magic utilizza fotografia, moda, disegno e film, nonché illustrazioni in costume mai esposte, proposte scenografiche e disegni, per posizionare il night club nella più ampia storia di New York, dal proibizionismo agli anni ’70. I modelli e le modelle, i rendering di architettura che illustrano lo sviluppo e la creazione innovativi del club, mentre la documentazione di stravaganti feste a tema ne ripercorre la durata di trentatré mesi. La mostra continua negli anni successivi alla chiusura della discoteca, mostrando la continua influenza dell’estetica dello Studio 54.

Studio 54: Night Magic è curato e progettato da Matthew Yokobosky, Senior Curator of Fashion and Material Culture, Brooklyn Museum.

Da non perdere Brooklyn Talks: Inside Studio 54, 

la sera del 12 marzo per riflettere sull’eredità culturale del club con il co-fondatore Ian Schrager, assieme alla stilista Norma Kamali e direttamente dal sito di lifestyle più femminile d’America, Refinery29,  Christene Barberich.

In foto d’apertura: Guy Marineau (French, born 1947). Pat Cleveland on the dance floor during Halston’s disco bash at Studio 54, 1977. 



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