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Leisure - 08/04/2020

Da Modena al web mondiale, “La Galleria” della BPER

Jules Van Biesbroeck, pittore italo-belga, tra i protagonisti delle mostre online fruibili a tutti nel periodo dell' #IoRestoACasa.

Già conosciuta in passato come Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, la Banca BPER a Modena ha messo online l’archivio delle sue opere d’arte raccolte in tanti anni e preservate. E oggi non solo le si vedono, ma le si apprezzano anche in spiegazioni e dettagli per invogliare gli utenti allo slogan #IoRestoACasa.

La Galleria. Collezione e Archivio Storico intende valorizzare il patrimonio artistico di BPER Banca e testimoniare i legami profondi con il territorio di cui la Banca è espressione. Sul profilo Instagram della Galleria ci sono ogni giorno contenuti nuovi che raccontano la poderosa collezione dell’istituo bancario, a beneficio di tutti quelli che si collegano da casa in questo periodo di forzato riposo.

NOME: Francesco – Artista anonimo alla corte degli Estensi “Ritratto di Francesco I d’Este”

COSA: violino – Girolamo Sellari “Santa Cecilia”

FIORE: rosa – Michele Desubleo “Madonna della rosa”

CITTA’: Gaza – Aureliano Milani “Sansone uccide i filistei”

VAN BIESBROECK – Particolare focus in questa mostra permanente virtuale è attribuito a un maestro legato all’Italia e al Belgio, Jules Van Biesbroeck. Nato a Portici, alle porte di Napoli, nel 1873, rimase con i genitori in Italia per i primi due anni di vita. Si trattava di uno dei frequenti casi di viaggiatori del “Grand Tour” nell’Italia meridionale dell’epoca.
Ma in Italia ci tornò, per dipingere la famosa “Deposizione” concervata nella chiesa dell’Immacolata a Bordighera, in Liguria.

“Le forme del mito” che si vede in foto è una delle sezioni della mostra “Jules Van Biesbroeck. L’anima delle cose” con le opere a tema mito realizzate dall’artista italo-belga.

Per Jules Van Biesbroeck la cultura simbolista esprime la sua azione di indagine della condizione umana, oltre l’apparenza fisica delle cose, prestando attenzione alla dimensione del mito. Ne è conferma l’opera “Lotta di due centauri”. Secondo questa sensibilità, anche una scena di carattere agreste, come nel disegno “Buoi” , si trasforma nell’espressione di una condizione di esasperato vitalismo e di energia titanica.



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