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Leisure - 08/07/2021

Daniele Colucciello, fotografo dello sport: “Così catturo la bellezza degli atleti”

Cristiano Ronaldo, Ayomide Forolunso, Max Verstappen. Campioni di varia estrazione protagonisti della creatività dell'obiettivo del toscano.

Prima il premio per il suo lavoro nel mondo della fotografia da Rugby, poi nel 2019 il Grand Prize Winner degli Spotlight Awards, fino all’ingaggio per le produzioni con il calciatore più famoso del mondo, Cristiano Ronaldo. Daniele Colucciello, italiano che lavora a Parigi, è il nome del momento per quanto riguarda la fotografia dei personaggi dello sport. Compirà 35 anni il prossimo Natale ed è originario della Toscana. “Il mio prossimo progetto – ci racconta – è un video girato in parallelo con Ermanno Menini, si chiama Akage ed è un focus sulle atlete femminili soprattutto”.

Per Daniele che si occupa soprattutto di advertising sportivo e lavori lifestyle, cimentarsi sull’ambito sociale è un’ulteriore sfida. Per i suoi clienti ha dimostrato creatività, rigore e molta precisione, anche quando, ci racconta, le disposizioni sul set prevedono pochi momenti per trovare lo scatto giusto al campione di turno.

Therabody, leader globale nel benessere tecnologico e creatore di Theragun®, ha ingaggiato come testimonial il calciatore Cristiano Ronaldo. E a scattare quest’anno a Lugano c’era il fotografo Daniele Colucciello. La partnership segna anche il debutto della più grande campagna pubblicitaria globale di Therabody fino ad oggi, al momento lanciata negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Europa, Canada, Australia, Cina e Giappone.


Daniele come sei arrivato a occuparti di fotografia legata al mondo dello sport?

Il mio interesse è nato qualche anno fa, ho studiato fashion business ma ho pensato che già nella moda ci fossero troppi fotografi e dovendo trovare una nicchia che riuscisse a soddisfare le esigenze, ho annusato la possibilità di realizzarmi tra lo sport e la moda, dando un tocco di creatività e tecnica. Avevo anche previsto che la fotografia nello sport sarebbe cresciuta un sacco come settore, e ci ho visto giusto.

C’è un legame tra i due mondi secondo te?
Un sacco di persone che fanno moda vogliono introdursi nel mondo sportivo. A me piace molto lavorare con atleti che si prodigano per i risultati e fondamentalmente la loro bellezza traspare in modo naturale. C’è in tutti questi atleti la determinazione, il sogno, il raggiungere gli obiettivi. Anche se non scatto sempre i campioni planetari, gli sportivi sono sempre persone che si danno da fare nel loro campo e nel seguire i propri obiettivi. A ogni livello.

Ayomide Folorunso, un’atleta italiana che competerà nelle prossime Olimpiadi.

Che ti piace fare oltre questi ingaggi?
Ho realizzato un progetto chiamato ‘Never Give Up’ per riscontrare la bellezza anche nelle persone disabili, un tipo di fotografia che è più vicina all’anima di queste persone che combattono. Mi appassiona e mi aiuta anche a bilanciare le prospettive.

Come sei arrivato a scattare Cristiano Ronaldo?
Credo che in questo lavoro ci voglia bravura, ma anche fortuna. Mi sono trovato a settembre scorso a Londra, stavo andando in Italia per fare altre cose e sono stato contattato da una producer per l’ingaggio di questo lavoro per Nike Football che è un’applicazione di cui Ronaldo era testimonial. In questo caso il concept era preparato ed era soprattutto legato a un video. I produttori avevano bisogno di stills durante il video e quando c’è sempre poco tempo bisogna ottimizzare così ho avuto davvero pochi minuti per avere delle foto da solo con lui.

Dove eravate?
Il primo shooting con Ronaldo era a Torino, a inizio autunno, in esterna in pieno periodo Covid e dovevamo fare molta attenzione. Lui poi successivamente ha preso il Covid da asintomatico, quindi siamo stati fortunati ad aver fatto tutto prima.

Max Verstappen, automobilista, sul set fotografico con Daniele Colucciello.

Che passaggi ci sono in un lavoro con un personaggio di fama globale?

Il management ha approvato gli scatti, io di solito faccio fare poca post-produzione mirata al retoucher, Marco Verna. Ronaldo è molto attento all’estetica ovviamente, sinceramente lo conoscevo ma non seguo il calcio quindi mi sono approcciato come si fa a un lavoro impegnativo ma senza ansie. Sentivo che c’era molta pressione attorno a me, anche prima dell’incontro perché c’è una macchina attorno enorme. Bisogna considerare le esigenze dell’agenzia creativa, del suo entourage. Ho avuto un assistente molto bravo, Emanuele Camisassa, che mi ha facilitato il compito, sono riuscito a fare quello che si poteva fare in poco tempo, lui doveva essere disponibile un’ora e mezza sul set e per me solo cinque minuti.

Poi lo hai rivisto…
L’altro lavoro è stato fatto per Theragun Therabody che è un dispositivo-massaggiatore, in questa primavera. Si trattava di realizzare foto e video con Cristiano Ronaldo che diventa nuovo testimonial e bisognava far vedere l’utilizzo del prodotto. Abbiamo lavorato con un doppione nella fase di preparazione, un modello ligure con il suo stesso viso e fisicità. E poi è arrivato lui a scattare realmente.

Si sono incontrati?
Certo che si sono incontrati, ma sul set quando c’era uno scompariva l’altro.

Tu che fotografo sei sul set?

Personalmente se posso, cerco di avere un incontro con il personaggio fuori dalla camera per instaurare il rapporto di fiducia. E spesso non è possibile per questioni di tempo. Cerco di essere comprensivo ed empatico, il risultato se ne avvantaggia. Puoi scattare con le stesse lenti o la stessa macchina ma l’incontro di energia tra il talent e il fotografo è fondamentale. Non è solo una questione tecnica, c’è qualcosa di umano nel risultato.

“Il mio corpo è la mia arma”, spiega Cristiano Ronaldo nella pubblicità Therabody. Ma secondo te, questi personaggi sono consapevoli della loro fisicità?

L’atleta ormai al giorno d’oggi è abituato a stare sul set ed essere fotografato, lo fa spesso per contratto o per altre esigenze. C’è chi è più complicato, chi non ride, o come è capitato con Max Verstappen , pilota automobilistico olandese della Red Bull, ci sono riuscito ed è stato anche molto simpatico. Magari è vero che chi è ai primi passi della propria carriera non è abituato ed è difficile raggiungere uno scatto buono.

E le donne?
L’anno scorso ho lavorato in uno shooting con Ayomide Forolunso, atleta italo-nigeriana che andrà alle imminenti Olimpiadi di Tokyo. Martina Caironi che ho pure fotografato, invece, andrà alle Para Olimpiadi perché non ha una gamba. Sono ragazze di uno spessore energetico e bellezza interiore molto forte. Molto bello lavorare per loro senza uno sponsor, queste sono situazioni molto diverse.

Una foto di un atleta come viene giudicata: dal fisico o dal viso?

Il tipo di scatto ritrattistico, la faccia e l’espressione devono essere comunicativi. Se sono personaggi a petto nudo la definizione fisica e la gestualità sono necessari ingredienti fondanti. Magari ti direi che per chi non è conosciuto farei più una foto che parla dell’atleta, con un’ambientazione giusta o un dettaglio fisico. Poi ci sono gli scatti d’azione, che sono realizzati in cattura del momento e dipendono molto dai luoghi in cui vengono realizzati. Per tutti ci vuole una buona dose di creatività.

Akage è un duo formato da Ermanno Menini (Director) & Daniele Colucciello (Director of photography).

Per seguire Daniele Colucciello ecco il suo sito e il suo Instagram



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