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Leisure - 31/03/2017

David LaChapelle torna in Italia: mostra alla Casa dei Tre Oci di Venezia

L'atteso evento nella Laguna dal 12 aprile per tutta l'estate. L'artista americano manca dall'Italia da parecchio. I suo nuovi progetti e i classici della produzione.

David LaChapelle. Lost & Found, Casa dei Tre Oci Venezia, la mostra d’arte dell’artista americano porta nella città lagunare 100 opere di grandi dimensioni, dagli anni Novanta ad oggi. L’artista di fama globale arriva a Venezia dopo anni di assenza dai musei italiani con un’esposizione che abbraccia anche in anteprima mondiale, New World, 18 fotografie realizzate negli ultimi quattro anni che segnano il ritorno alla figura umana e che ruotano attorno a temi come il paradiso e le rappresentazioni della gioia, della natura, dell’anima.

La grande mostra fotografica che per cinque mesi attirerà le attenzioni di tutto il mondo sull’isola della Giudecca, sarà anticipata da un incontro con David LaChapelle presso l’Aula Magna Tolentini (Iuav di Venezia, S. Croce 191) lunedì 10 aprile, organizzato dalla Fondazione di Venezia e l’Università Iuav.

Dai primi progetti in bianco e nero degli anni novanta fino ai lavori, solo a colori, più recenti, le opere di LaChapelle sono divenute in gran parte iconiche e gli hanno garantito un riconoscimento internazionale da parte di critica e pubblico. Chiunque è stato influenzato dal suo utilizzo del colore, dal suo linguaggio irriverente e dirompente. I quadri come spunto, la classicità come base per una iconoclastia che sfiora la genialità corredata da una indiscutibile estetica originale. Che spesso si accompagna a messaggi sociali che hanno fatto di LaChapelle anche un attivista/artista tra i più idolatrati nel mondo dell’arte contemporanea. Celebre a livello internazionale per il suo eccezionale talento nel combinare un’originale estetica iperrealistica con profondi messaggi sociali, l’artista americano ha ampliato il suo lavoro fino a comprendere la regia di video musicali, eventi teatrali dal vivo, cortometraggi e documentari.

Formato da Andy Warhol e aiutante primario della rivista Interview, LaChapelle si è cibato di pop art e commistione di arte, moda e musica come avveniva nell’America degli anni 80: Madonna e Michael Jackson sono stati non solo suoi soggetti ma amici e frequentatori della sua genialità.

LaChapelle riflette sulle possibilità comunicative e divulgative dell’editoria, incredibilmente legate alla Pop Art: le sue fotografie denunciano le ossessioni contemporanee, il rapporto con il piacere, col benessere, con il superfluo e con una sfrenata esigenza di apparire, il tutto ammantato da colori elettrici, superfici laccate e caratterizzato dalla presenza ricorrente di un nudo sfacciato e aggressivo.

Il punto di svolta che segna il passaggio a una nuova fase della sua ricerca della sua evoluzione artistica è il viaggio a Roma del 2006: è proprio il Diluvio Universale di Michelangelo che gli suggerì la creazione di The Deluge (Il Diluvio), in cui i rimandi al capolavoro michelangiolesco si mescolano ai marchi della società consumistica e alla bellezza ostentata dei corpi nudi.

La mostra di venezia prosegue con After the Deluge, fotografie che mostrano una realtà in cui tutti gli oggetti e i simboli del mondo attuale vengono sommersi e Awakened, in cui ritrae persone immerse in acqua in uno stato embrionale. Dopo il 2006 LaChapelle inizia a lavorare per serie fotografiche che si legano l’una all’altra con una evidente coerenza, in un sottile equilibrio tra sacro e sacrilego, alternando soggetti differenti sul tema condiviso della Vanitas: in Earth Laughs in Flowers questo motivo è trattato attraverso la bellezza dei fiori appassiti, mentre in Still Life viene rappresentato da una serie di statue di cera distrutte dai vandali che riproducono le sembianze di alcune stelle hollywoodiane.

Presenti anche gli scatti del ciclo Gas Station and Land Scape. LaChapelle per l’ultimo progetto in debutto a Venezia (che ha richiesto 4 anni di lavoro) dichiara di essere stato ispirato da Odilon Redon, pittore francese di fine ‘800 – inizio ‘900, visto al Musée d’Orsay, William Blake, Michelangelo Merisi e Michael Jackson. 

Foto d’apertura: Nativity. Foto in gallery: New World First Supper

 

Dal 12 aprile al 10 settembre 2017

Casa dei Tre Oci

Fondamenta delle Zitelle, 43 Giudecca – Venezia

www.treoci.org



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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