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Leisure - 29/04/2020

Diego Galdino, autore in quarantena: “Si scrive meglio quando non c’è tempo”

"In questo momento sono un barista che non può fare i caffé per i clienti". Damiano Gallo intervista l'autore del romanzo "Una storia straordinaria".

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. Un giorno le loro vite vengono sconvolte da due accadimenti, Luca perde la vista e Silvia Viene aggredita in un parcheggio. Si allontanano, si chiudono entrambi in un’altra realtà ed ild destino sembra dimenticarsi di loro. Dopo due anni , la passione che li accomunava, il cinema, li fa incontrare nuovamente, al cinema uno seduto accanto all’altra alla prima di un film. Luca e Silvia si innamorano. Diego Galdino, con il romanzo ‘Una storia straordinaria’, ha voluto rappresentare la potenza dell’amore in grado di superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure. Il destino è il vero padrone delle nostre vite, in grado di farci alzare e camminare insieme. Non ci sono difficoltà che tengano quando due anime gemelle si incontranom è l’amore che conta davvero.

Lo abbiamo incontrato, virtualmente, sia chiaro, visti i tempi, e ci siamo fatti raccontare qualcosa in più della sua vita privata e professionale.

 

Diego, tu oltre ad essere uno scrittore sei anche un imprenditore, gestisci un bar a Roma.  Come si conciliano queste due figure professionali apparentemente molto diverse tra di loro. Fare impresa in Italia significa avere tanta “creatività” al pari forse della creatività di un romanziere….

 

 

Di sicuro conciliare le due cose non è semplice, perché sono entrambe molto impegnative. La cosa importante è vivere le due vite con la medesima passione come per la scrittura anche per preparare un caffè serve l’amore, la cosa che rende tutto più buono.

 

 

In Italia si legge poco, siamo agli ultimi posti delle classifiche se ci paragoniamo ai cugini europei. Perché questa distanza dalla lettura, secondo te?

 

 

Perché in Italia ci sentiamo tutti degli artisti, per questo sono più quelli che scrivono che quelli che leggono. Evidentemente abbiamo molto più da dire rispetto agli altri, abbiamo bisogno di esternare quello che proviamo. O forse tante persone si cimentano nella scrittura per raggiungere i famosi cinque minuti di notorietà, perché leggendo non ci si riesce. Una volta si diceva “scrivo per me stesso” ora si scrive per essere letti da più persone possibili. Quando leggi è sicuro che lo fai solo per te stesso, per il semplice piacere della lettura. È come quando ti svegli all’alba per andare a fare jogging, non è una gara, non vinci nulla, lo fai solo per il piacere di farlo.

 

I protagonisti del tuo romanzo sono Luca e Silvia due ragazzi diversi, un po’ sfortunati per le vicissitudini capitate, ma l’amore è sempre la chiave per risolvere qualsiasi cosa. È cosi?

Sempre, almeno nei libri e nei film è così. Nella vita reale è un po’ più difficile. Ma non bisogna mai smettere di avere fede nell’amore.

 

In quanto tempo hai scritto questo romanzo e perché ha deciso di ambientarlo a Roma?

 

La prima stesura in due mesi. Perché l’ho ambientato a Roma?  Perché come direbbe Venditti “io ce so nato a Roma, Roma capoccia.” O  per dirla alla George Clooney… “Roma? What else?”.

 

 

Come vivi questo momento particolare, mi riferisco alla quarantena? Riesce a trovare ispirazione per successivi romanzi?

 

La vivo come un barista che non può fare i caffè, o come un padre divorziato che non può vedere le sue figlie. Come un uomo qualunque che cerca di seguire le regole, sperando che tutti facciano lo stesso e grazie a questo si possa tornare presto alla normalità. Come scrittore io dò il meglio di me quando non ho tempo per scrivere. Quindi in questi giorni nemmeno ci provo.

 

Come cambierà la figura dello scrittore post Covid 19? Forse non si potranno più fare i book tour? Tu usi i social come fanno molti dei tuoi colleghi per arrivare ai lettori?

 

Di sicuro per molto tempo gli incontri con i lettori sono da escludere. Questo è davvero un peccato, la cosa più triste. Certo i social mai come in questo periodo diventano indispensabili, fondamentali per arrivare lo stesso ai propri lettori, per creare quel filo rosso che unisce il cuore di scrive al cuore di chi legge… Per dimostrare al male che come canta Mala Rodriguez “Siempre fuimos fuertes!”

 

 

Diego Galdino (classe 1971) vive a Roma e ogni mattina si alza mentre la città ancora dorme, per aprire il suo bar dove tutti i giorni saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città. Soprannominato dagli amici del locale il Cinderella della letteratura.

Autore di successo internazionale, è tradotto nei paesi di lingua spagnola, in Polonia, Bulgaria e Serbia. Ha esordito con Il primo caffè del mattino, di cui sono stati venduti anche i diritti cinematografici in Germania, Mi arrivi come un sogno, Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi, Ti vedo per la prima volta, L’ultimo caffè della sera, tutti pubblicati con Sperling & Kupfer, mentre Bosco bianco, è stato auto pubblicato per una scelta di cuore.

Con ‘Una storia straordinaria’ l’autore fa il suo ingresso nel catalogo Leggereditore.



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