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Leisure - 22/06/2020

Dockers si allea con Domus Academy: sarà un anno di studio e sostenibilità

Vestirsi in modo informale ma rispettare il decoro e il dress code. Una ricerca esamina le differenze in Europa e proprone approfondimenti.

Il brand Dockers ha realizzato nel periodo Pre-Covid  “The work dress code study” una ricerca internazionale sull’abbigliamento degli uomini europei sul lavoro e ha dato vita ad una significativa partnership con Domus Academy per identificare il futuro del casualwear. Con questa collaborazione DOCKERS ha sostenuto il percorso di formazione degli studenti del Master in “Fashion Design” della Domus, una delle prime scuole post-laurea di Design in Italia, che hanno curato l’intero processo di progettazione, condividendo i valori di innovazione e sostenibilità, propri del brand.

Infatti proprio quest’anno – per celebrare il 10° anniversario delle tecniche Water<Less® Levi Strauss & Co. che riducono significativamente l’utilizzo di acqua nella produzione Dockers lancia la capsule collection “Dockers® 10 Year Water<Less” che rivisita in chiave moderna i pezzi iconici, come gli Alpha Chinos più desiderati del brand. Dockers, parte di Levi Strauss & Co. è stato lanciato per la prima volta nel 1986 a San Francisco, in California, questo Classico Americano è da sempre la chiave dello stile casual maschile, per colui che cerca un total look per ogni occasione. Le nostre innovazioni e i dettagli ricercati sono sempre stati il nostro obiettivo

Nel 2020 si continuerà a vedere un’evoluzione nella sostenibilità del brand Dockers – afferma Janine Chilton-Faust, VP di Men’s Design – Come parte della famiglia LS&Co., Dockers condivide la stessa determinazione a ridurre il nostro impatto ambientale attraverso programmi come Water<Less e altre innovazioni. Questo è un momento particolarmente entusiasmante perché vediamo la sostenibilità e lo stile unirsi delineando come Dockers stia procedendo con i nostri prodotti e i nostri valori”.

In Italia il Future Concept Lab (Istituto di ricerca fondato dai sociologi Francesco Morace e Linda Gobbi) – ha approfondito per il brand DOCKERS i risultati emersi dalla ricerca internazionale “The work dress code”mettendoli in relazione con le attitudini e i comportamenti dei Millennials italiani a riguardo dello stesso tema: l’abbigliamento quotidiano, tra lavoro e tempo di vita, fuori dal lavoro.

In Italia il confine tra formale e informale è sempre segnato dal buon gusto, dal fare bella figura all’insegna dello stile personale. Questa regola vale in ogni occasione: lavoro, tempo libero, sport, cerimonia. Per questo motivo l’accettazione dell’“abito” al lavoro si allinea con i dati della Francia e della Turchia che hanno un 60% di Millennials che non considerano superato il completo formale, a differenza degli inglesi e degli spagnoli che hanno adottato con più decisione lo stile casual e informale anche sul luogo di lavoro.

Dockers «Work Dress Code Study» (sviluppato dalla società spagnola “We are testers“) fornisce un’analisi esauriente dell’abbigliamento dagli uomini europei sul lavoro, concentrandosi in particolare sulle differenze per paese di origine (Spagna, Francia Gran Bretagna e Turchia) e sull’età (Generazione Z, Millennials, Generazione X e Baby Boomers). A tal fine, la ricerca fornisce una disamina su una serie di argomenti: usi e i valori associati all’abito formale; i capi che preferiscono indossare al lavoro e quello che idealmente vorrebbero indossare; la cultura aziendale sulla policy e i codici di abbigliamento; compatibilità del lavoro e dell’abbigliamento sociale; le abitudini e le modalità di comprensione e relazione con la moda, tutte incentrate sulle abitudini e le preferenze dei Millennials. In Europa per il 75% dei lavoratori le aziende che seguono un dress code casual sono più attraenti e riescono ad attrarre talenti più facilmente; l’80% dei lavoratori non sa cosa indossare al lavoro; il 75% dei lavoratori in Europa riconosce di aver bisogno di consigli e suggerimenti su come vestirsi in modo informale”.



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