28 Novembre 2021

Domenico Gnoli e la perfezione del particolare in pittura

Fino al 27 febbraio 2022 Fondazione Prada presenta a Milano la mostra dei giganteschi particolari pittorici dell'artista che fu anche valido scenografo e illustratore.

28 Novembre 2021

Domenico Gnoli e la perfezione del particolare in pittura

Fino al 27 febbraio 2022 Fondazione Prada presenta a Milano la mostra dei giganteschi particolari pittorici dell'artista che fu anche valido scenografo e illustratore.

28 Novembre 2021

Domenico Gnoli e la perfezione del particolare in pittura

Fino al 27 febbraio 2022 Fondazione Prada presenta a Milano la mostra dei giganteschi particolari pittorici dell'artista che fu anche valido scenografo e illustratore.

Da parte di Fondazione Prada a Milano c’è uno sforzo di ricerca ultimamente, specialmente su alcune figure artistiche che hanno attraversato il Novecento ma non si sono assimilati ad altre correnti. Infatti il successo e curiosità che hanno destato esposizioni dedicate a figure di outsider come Edward Kienholz, Leon Golub e William Copley, sono una preziosa testimonianza di quanto deve ancora emergere dal secolo scorso. Questa di Domenico Gnoli (concepita da Germano Celant, riunisce più di 100 opere realizzate dall’artista dal 1949 al 1969 accompagnate da altrettanti disegni. Una sezione cronologica e documentaria con materiali storici, fotografie e altre testimonianze contribuisce a ricostruire il percorso biografico e artistico di Domenico Gnoli (Roma, 1933 – New York, 1970), a più di cinquant’anni dalla sua scomparsa. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con gli archivi dell’artista a Roma e Maiorca, custodi della storia personale e professionale dell’artista.


Veduta della mostra “Domenico Gnoli” alla Fondazione Prada, Milano. Foto: Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada.

L’allestimento progettato dallo studio 2×4 di New York per i due piani del Podium evoca la disposizione e le caratteristiche di ambienti museali novecenteschi tracciando prospettive lineari che dividono lo spazio espositivo in una sequenza di nuclei monografici. Le opere dell’artista sono infatti raggruppate in serie tematiche, grazie alle quali è possibile riconoscere come ogni opera abbia generato altri suoi lavori in una coerente direzione espressiva. I dettagli carichi di significato dipinti da Gnoli suggeriscono nella mostra enigmatiche biografie degli oggetti rappresentati e testimoniano la convinzione dell’artista nel perseguire la propria ricerca in una radicale rilettura della rappresentazione classica.


La bellezza di questi dipinti a cui ci si deve attenere “un metro di distanza”, tanto son veritieri da stimolarne il tocco, è anche nelle esperienze pregresse di Gnoli. La carriera dell’artista, nipote di Domenico e figlio di Umberto Gnoli, entrambi critici e storici dell’arte, fu nel segno della duplicità: da una parte il suo lavoro discenografo, disegnatore di costumi e illustratore, dall’altra l’operapittorica. Nel 1955 le sue scenografie per la commedia pastorale Come vi piace (As You Like It) di William Shakespeare presentata all’Old Vic di Londra ricevettero un grande dandogli fama anche negli Stati Uniti. Dal 1959 visse tra Roma, New York, dove espose in diverse gallerie lavorando contemporaneamente come illustratore per riviste e pubblicazioni, Parigi e Londra per poi stabilirsi dal 1963 a Deià nell’isola di Maiorca.

I particolari ingigantiti, le inquadrature fotografiche e le banalità anche nei colori attenuati sono ciò che resta maggiormente impresso nella mente del visitatore alla Fondazione Prada. Gnoli merita di essere trattato e attraversato come i suoi grandi contemporanei che hanno avuto percorsi più congeniali alla dimensione artistica. Qui c’è un qualcosa di legato al quotidiano che solo oggi possiamo realmente interiorizzare come arte.

Questa pittura precisa e matericache valorizza le superfici, i colori e i materiali propri dielementi organicieinanimati è caratterizzata anche da un rigoroso taglio fotografico. Un approcciodocumentario che “mette sullo stesso piano tutte le cose, naturali e artificiali, esprimendo una volontà egualitaria: la rivincita degli elementi insignificanti e squalificati dalla classifica dei valori: il basso e il secondario, l’accessorio e il trascurabile”, come ha osservato Germano Celant.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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