27 Novembre 2021

Ecco i Legno: un mondo musicale dietro le maschere

“Che sarà mai” in collaborazione con Albi de Lo Stato Sociale è il simbolo della rinascita per il duo dopo i lockdown. L'intervista ai mascherati protagonisti del duo.

27 Novembre 2021

Ecco i Legno: un mondo musicale dietro le maschere

“Che sarà mai” in collaborazione con Albi de Lo Stato Sociale è il simbolo della rinascita per il duo dopo i lockdown. L'intervista ai mascherati protagonisti del duo.

27 Novembre 2021

Ecco i Legno: un mondo musicale dietro le maschere

“Che sarà mai” in collaborazione con Albi de Lo Stato Sociale è il simbolo della rinascita per il duo dopo i lockdown. L'intervista ai mascherati protagonisti del duo.

Il duo toscano de I Legno torna con il nuovo brano “Che sarà mai” in collaborazione con Albi de Lo Stato Sociale. 

Un brano rock dance con uno spassoso video recitato e molto avvincente con un finale rivelatorio.

Legno è un progetto indipendente formato da due ragazzi la cui identità è sconosciuta. Dopo una trilogia di lavori e il successo di diversi singoli che entrano in molte playlist su Spotify, i Legno aprono un nuovo capitolo del loro progetto discografico e pubblicano “Affogare” singolo che raggiunge la vetta della playlist Indie Italia, contando oltre 6 milioni di streaming. A marzo 2000 pubblicano “Casa De Papel”. Stessa fortunata sorte tocca al singolo “Instagrammare” feat. rovere – uscito a giugno – il cui video diventa il più trasmesso da MTV Music nel mese di luglio. A settembre presentano il nuovo singolo HOLLYWOOD feat. Wrongonyou, un altro tassello del loro nuovo lavoro discografico. Il 27 novembre 2020 pubblicano il loro secondo album “UN ALTRO ALBUM” (Matilde Dischi/Artist First), un disco sincero, diretto e semplice il cui filo conduttore è l’amore raccontato in tutte le sue diverse sfaccettature.

“Che Sarà Mai” feat. Lo Stato Sociale, è una canzone in pillole di quotidianità: dalla sfiga delle giornate no, al mondo politico dei social network, al sogno della conquista del pianeta rosso di Elon Musk. L’unica certezza è che non tutto sarà perfetto come ci immaginiamo, ed è proprio per questo motivo che “è tutta salute che se ne va”.

Com’è nata Che sarà mai, cosa vi ha ispirato?

«“Che Sarà Mai” è nata in modo molto spontaneo mentre eravamo in campagna in Toscana con Albi de Lo Stato Sociale. Abbiamo passato una giornata molto bella e, insieme, abbiamo scritto questa canzone di getto.»

In Che Sarà Mai raccontate la quotidianità e la ricerca della perfezione. Non credete che sia proprio questa continua ricerca della perfezione a distogliere l’attenzione da ciò che è realmente importante?

«Certo, viviamo in un mondo pieno di imperfezioni. Tuttavia, siamo sempre alla ricerca di qualcosa di perfetto e unico. A volte, però, non sappiamo dirci basta oppure non ci accontentiamo di quello che già abbiamo veramente. Per questo è molto importante, anche davanti alle “sfighe” della vita, dire “che sarà mai!” e andare avanti.»

Per seguire le attività dei Legno la loro pagina Facebook.

Cantate “Vuoi cambiare il mondo ma sei in fila al McDrive”. Fin quando non romperemo gli schemi non potremo mai essere parte di un cambiamento. Il cambiamento deve partire da noi. Quindi, parafrasando parte del vostro inciso, “ma come mai non cambia mai niente”?

«Perché fondamentalmente siamo un po’ tutti dei leoni da tastiera, noi compresi. Ci diciamo sempre che deve cambiare tutto, che dobbiamo voltare pagina, ma in realtà siamo tutti seduti comodi sulle nostre poltrone senza fare niente per cambiare veramente il mondo. Dicono che il mondo verrà salvato dalla generazione Z. Noi lo speriamo veramente e lo auguriamo a tutti, ne abbiamo troppo bisogno e il countdown è già iniziato»

Nella canzone cantate “la sfiga più ne chiami più arriva”, un po’ come dire “i fallimenti che per tua natura normalmente attirerai”. È il momento di iniziare a pensare positivo. Penso sia questo il vostro intento in questa canzone?

«Sì! Nonostante la drammaticità di fondo del pezzo, l’obiettivo di “Che Sarà Mai” è quello di essere di buon auspicio per il futuro e per le cose che fino ad oggi ci sono andate per il verso sbagliato. Se si tiene una mentalità positiva è fisiologico che poi le cose andranno meglio, ma al di là del bene e del male, crediamo che trovare un’aura positiva sia molto importante per vivere in modo sereno. Parlando di queste cose mi viene in mente un pezzo di Jova “Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo”.»

In questo brano collaborate con Albi, membro de Lo Stato Sociale. Com’è nata questa collaborazione?

«Ci siamo conosciuti a Bologna alla prima data del tour estivo “Spaccotutto Tour”. Avevamo voglia di spaccare tutto, di tornare finalmente a suonare dal vivo dopo l’ultimo lockdown, è stato molto bello. Con Albi ci siamo conosciuti dopo il live, è una persona incredibile, piena di energia positiva e molto intelligente, ci siamo subito presi e siamo diventati prima di tutto amici, poi ci siamo trovati per scrivere.»

Albi, membro de Lo Stato Sociale nonché protagonista del brano insieme ai Legno, ha parlato così della collaborazione con il duo toscano: “I concerti sono essenziali, si possono conoscere belle persone e da lì far nascere collaborazioni inaspettate e canzoni da cantare per stare bene. Questo è quello che è successo tra me e i Legno, in un mondo di sfiga uno spiraglio per respirare e cantare; più canzoni, meno rompicoglioni”.

La canzone è accompagnata da un video che racconta di un artista costruito in base alle mode del momento. State quindi raccontando ciò che sta accadendo oggi, la perdita della propria identità e perderla vuol dire perdere se stessi. Cosa ci potete raccontare del video?

«Il video descrive il percorso che, vuoi o non vuoi, è comune un po’ a tutti gli artisti di oggi: “no questa cosa non funziona”, “fai rock, anzi no indie, no ma adesso va la trap” e poi niente, a nessuno interessa quello che hai da dire veramente. Crediamo che, se credi veramente in quello che sei e hai da raccontare, nessuno potrà dirti cosa e come devi essere. L’importante e essere se stessi ed esserlo è spesso molto più difficile a dirsi che a farsi.»

Una maschera che ricorda un Lego e il nome Legno. Perché usate la maschera, perché state costruendo un vostro mondo artistico?

«La usiamo perché ora ci piace! All’inizio, la maschera, era un modo per sentirci al sicuro. Volevamo far arrivare prima le canzoni di tutto il resto. Adesso la maschera è diventata rappresentativa delle nostre identità, delle nostre storie, che sono compagne di viaggio di moltissimi amici e fan che ci seguono dall’inizio. Crediamo che la magia si nasconda proprio dietro a questa cosa. Se togliessimo le scatole, quello che abbiamo costruito fino ad ora avrebbe ancora senso? Magari un giorno le toglieremo, ma per adesso Legno è come un supereroe. Alla fine non importa a nessuno chi si nasconde dietro la maschera, no?» 

Pensate che questi ultimi due anni, anche di chiusura,  abbiano influito sui vostri testi, abbiano contribuito ad una ricerca di voi stessi sia come artisti che come persone?  Se poi si  possano scindere le due cose.

«Sicuramente sono stati due anni tosti. Due anni che ci hanno rimosso dalla vita normale, li stiamo vivendo tuttora e quindi non siamo ancora in grado di giudicare la situazione. Credo che le somme le potremo tirare solo tra un po’ di tempo» 

Quali sono i vostri progetti futuri e a cosa state lavorando adesso?

«Siamo tornati a fare live con il “Tu Chiamala Estate Tour” e stiamo lavorando come sempre a nuove canzoni ma non possiamo anticiparti niente, seguiteci sui nostri social per saperne di più»

Read in:

English English Italian Italian
Ti potrebbe interessare:

Iscriviti alla newsletter e ai nostri contenuti speciali!

Vuoi farne parte? Con soli pochi step si entra in un mondo “privè” con alert sulle novità e tanti contenuti esclusivi. Registrati subito e accedi ai contenuti “Privè”

Utilizzando questo sito, accetti l’uso di cookie tecnici (anche di terze parti) per migliorare la tua navigazione. Vuoi saperne di più?