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Leisure

Leisure - 23/05/2017

Ecco la swing girl Golden Din Din

Non uno spettacolo dedicato alla cucina, ma woman show che canta e balla. L'abbiamo vista a Piacenza.

Scusi, petto o coscia? È una domanda che tante volte abbiamo pronunciato e tanto volte ci siamo sentiti rivolgere e proprio su questa domanda, basilare per chi adora il pollo, la swing girl Golden Din Din, al secolo Lucia Pradelli, ha portato in scena, al Teatro Trieste 34 di Piacenza, il suo ultimo spettacolo dal titolo appunto “Petto o coscia? Glossario erotico in cucina.”

Non uno spettacolo dedicato alla cucina, e la premessa iniziale con una “punta” d’ironia per chi guarda “Masterchef” all’ignaro spettatore coinvolto ne è la conferma, ma l’apologia di Lilith e di Eva, la prima, cacciata per essersi rifiutata di obbedire al marito, la seconda, per aver mangiato il frutto proibito. E da una mela si parte per argomentare del peccato di gola e di sesso, per unire questi due piaceri iniziando a dividere il pubblico presente in platea tra petto e coscia.golden swing girl

Din Din è nota soprattutto per essere una straordinaria interprete di classici blues e swing e infatti il suo glossario erotico/culinario, intermezzato da pezzi storici come Roxanne, I fell good, I am a good girl, Why don’t you do right e tanti altri, per quasi due ore, ha tenuto banco stimolando palati fini e non solo fini del palato. Divertente, ironica e spumeggiante, non ha perso l’occasione per coinvolgere i suoi “volontari” (solo maschili) in sketch e pantomime pseudo seduttive anche per illustrare alle signore presenti come tenersi strette un uomo.

Entra in scena come una novella pin-up anni ’50 versione casalinga con tanto di bigodini per lasciare poi il posto alla femme fatale in abito rosso nella seconda parte dello spettacolo; un simpaticissimo monologo, mai volgare, ricco di ammiccamenti e giochi di parole.

Alla fine resta sempre l’interrogativo se si è più petto o coscia, anche se si è stati cosparsi di rosmarino (petto) o di peperoncino (coscia), una dicotomia che riunisce tutti difronte al peccato più peccato di tutti i peccati, la nutella.

Enzo Latronico
Sceneggiatore e giornalista, laureato in Scienze dell’educazione e della formazione, Enzo Latronico è il nostro esperto del grande schermo. Ha scritto il documentario "I musei di Palazzo Farnese" e ha diretto per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il docu-movie "A memoria d'uomo". Autore del libro "Ugo Pirro. Indagine su uno sceneggiatore al di sopra di ogni sospetto" e della sceneggiatura del film "Solo di passaggio" (regia di Alessandro Zonin, ispirato alla novella di Dino Buzzati, Il mantello), in concorso ai David di Donatello tra i corti. Al Palazzo Farnese di Piacenza ha curato la grande mostra sul cinema "Le macchine del sogno. Dai Lumière al cinematografo". Fondatore e direttore del blog/magazine cinemascritto.wordpress.com, è studioso della cinematografia di James Bond e Star Trek.
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