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Leisure

Leisure - 24/11/2016

Elettronica e bellezza, il mondo di Honor

La cantautrice svizzera sta spopolando all’estero. Per un caso fortunato, è oggi la next big thing. Ma c’è anche tanta sostanza.

Honor è la voce e il mondo elettronico che sta dietro questo singolo di successo, Never Off, che vi sarà capitato di ascoltare ultimamente. Bella, giovane, misteriosa quanto basta per scatenare curiosità con la sua alchimia elettronica in note. Si può essere oggi famosi per puro caso a Londra e sconosciuti in patria?

Honor è la prova di questa circostanza incredibile. Honor è esordiente e ha già avuto un singolo d’esordio con un video girato a Los Angeles, i tabloid inglesi interessati al suo personaggio, il trending topic su Twitter, il debutto nelle chart e i remix sempre in onda nel programma del mito Pete Tong su BBC1.

Tutto è nato un anno fa quando il noto Vlogger britannico “Luke is Not Sexy” ritrovò una pen-drive sul treno e lanciò un appello intitolato #namethegirl attraverso il quale invitava la proprietaria della chiavetta usb a materializzarsi. Quella chiavetta conteneva disegni, foto e alcune canzoni di Honor. Che dopo qualche tempo non mancò di rispondere a Luke attraverso un video-messaggio su Facebook. Da lì la notorietà.

Come ti sei avvicinata alla musica?

Sono sempre stata circondata da musica di ogni genere, mio padre era appassionato di cantautori italiani. E successivamente mi sono interessata all’indie che è diventato il mio mondo. Oggi i miei ascolti spaziano a seconda del mio stato d’animo.

Il tuo primo EP contiene Never Off ma tanto altro, come hai costruito il tuo primo repertorio?

Con i miei produttori Next3 abbiamo cercato un fil rouge in tutti i brani e sono stati molto bravi. Canto in inglese ma loro sono di Bergamo, hanno creato un mondo attorno a me. Siamo entrati in contatto tramite Spaceship, l’agenzia di management che mi ha preso in carica dopo che ero passata in radio in Uk. Loro mi hanno suggerito i produttori e abbiamo lavorato in studio con le canzoni che partono dai miei pensieri, frasi scritte da me. Arrivo con il pezzo in parte già scritto e in stato embrionale. Con i Next3 abbiamo creato Never Off come un vestito intorno a una mia idea.

Da dove inizi a comporre?honor never off

Io parto dal testo la maggior parte delle volte, tutta la mia musica parte dalla scrittura che è terapeutica, un’elaborazione di un dolore. È mancato mio padre e ho incominciato a scrivere.

Su Youtube c’è un lyric video della traccia Love Hate Kiss Kill molto bello..

È stata fatto con telecamere a mano in un bilocale e ho scelto di non comparire. È una storia d’amore, con molto tormento, molto odio et amo. Succede spesso nelle storie e dal titolo è nato quel tipo di contenuto.

Come hai conosciuto Marco Prestini, il regista dei tuoi video?

È un regista italiano che da anni lavora a Los Angeles, mi ha fatto vedere quello che faceva e sono rimasta subito convinta. Sai, per chi è abituato a vedere l’eleganza italiana è quasi naturale produrre del bello. All’estero ci indicano sempre come creatori di qualità e sicuramente avere collaboratori italiani è una bella spinta.

C’è un po’ di mistero intorno a te, perché?

Sono Honor, non ti dico il mio nome. Quello che posso dirti è che abito in Svizzera, le mie più grandi passioni sono i cavalli e l’arte, due cose che fanno parte della mia vita.

L’arte la vivi da fruitrice?

Lavoro in galleria e tratto arte contemporanea, mi piace scoprire nuovi artisti, me li vedo a cercare.

Cosa ti colpisce in un’opera?

L’eleganza, nell’arte mi piace il minimalismo, le opere che non sono molto cariche, quasi che si esprimono da sole. Genuine, eleganti, minimal. Così come nella musica che mi colpisce c’è sempre qualcosa di particolare e ricercato.

C’è bisogno di tempo per apprezzare veramente l’arte?

Per scoprire alcuni artisti che non arrivano al mainstream bisogna aver tempo per fare ricerca e si scoprono molte cose non si possono ascoltare in maniera immediata. Con la digital age non si usano più tante cose…la canzone deve essere immediata, la notizia deve essere veloce. Per catturare l’attenzione c’è sempre bisogno di proporre tutto e subito. Il fruitore ha meno tempo, bisogna arrivare in poco tempo.

Ma tu sei l’antitesi di questo? Immagino di sì visto che la tua musica è molto ricercata.

Non lo faccio in maniera cosciente. Sono cosciente però bisogna creare l’interesse perché se non lo catturi subito, perdi.

Successi internazionali: come ti vedono in patria?

In Svizzera nessuno sa niente, non ho mai detto a nessuno di questa carriera musicale al di fuori dei famigliari e una cara amica. È nato tutto così all’improvviso, in Inghilterra l’interesse c’è stato spontaneamente e quindi non ho voluto divulgare. Sono abbastanza schiva, fa parte di quello che viene richiesto e lo faccio con passione. Io sono molto semplice, non ho pensato a come presentarmi, non ho in mente cose folli, ma rimanere in linea con quello che la mia musica dice. Look e musica devono avere un legame. La mia musica deve venir fuori in maniera intima.

Per info qui



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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