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Leisure

Leisure - 23/06/2016

Escher e il legame con l’Italia in mostra a Palazzo Reale di Milano

Oltre 200 opere dagli anni 20 ai tardi 50. L'illustratore e incisore olandese è diventato il nuovo Warhol.

Escher

Le copertine dei dischi con riferimenti e opere di Escher. Lui in vita disse di no a Mick Jagger.

Escher, il grande incisore e artista olandese, torna protagonista della vita culturale italiana. Scomparso nel cuore del 900, secolo di cui oggi è uno dei più grandi alfieri delle arti visive, il disegnatore che è da anni celebrato in patria (a Den Haag un palazzo storico interamente dedicato a lui) sta vivendo un interesse dilagante nel nostro Paese. A Milano, a Palazzo Reale, una delle sedi più prestigiose italiane, dal 24 giugno 2016 al 22 gennaio 2017, oltre duecento opere saranno esposte in una grande mostra interamente dedicata all’artista incisore, intellettuale e matematico che con le sue opere ha colonizzato l’immaginario collettivo.

Noi le abbiamo viste in anteprima. E c’è da scommettere, dopo il mezzo milione di visitatori di personali fatte di recente tra Bologna, Treviso e Roma, che il genio pop dell’arte visionaria attirerà ancora più pubblico. Oggi Escher gode di una fama in scalata esponenziale tra i giovani e i meno giovani. Un po’ quello che è accaduto negli anni 80 a Andy Warhol, subito dopo la sua morte.

Iniziamo col dirvi che abbiamo ritrovato i capolavori in rigoroso bianco e nero di Maurits Cornelis Escher, come ‘Mano con sfera riflettente’, ‘Relatività (o Casa di scale)’, ‘Metamorfosi’ e ‘Belvedere’, e che non mancano le prospettive impossibili, gli universi apparentemente inconciliabili che si armonizzano in una dimensione artistica assolutamente originale. Pochi accenni alle straordinarie Metamorfosi, con il lungo disegno della Costiera Amalfitana che diventa scacchi (le casette di Atrani come cristalli sfaccettati) in bella vista in un allestimento sobrio ma elegante. La veduta di Atrani, il paesino  caro all’artista, che vi aveva trascorso il suo viaggio di nozze, è stata fatta nel 1931. Nei lavori successivi le strutture mentali interiori, ancorate ai suoi ricordi del periodo italiano, si fonderanno per sempre.

Dal percorso allestito a Milano (menzione alle interazioni video di Studio Azzurro) si capisce di Escher che era artista poliedrico e complesso, che connetteva tutto quello di cui era a conoscenza: scienza, natura, rigore analitico e capacità contemplativa.

Le oltre 200 opere sono suddivise in sei sezioni:

  • La formazione: l’Italia e l’ispirazione Art Noveau
  • Dall’Alhambra alla tassellatura
  • Superfici riflettenti e struttura dello spazio
  • Metamorfosi
  • Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio
  • Economia escheriana ed eschermania
La produzione di Escher sembra fatta apposta per essere riprodotta su innumerevoli oggetti. Questa è una "audio-lettera" olandese.

La produzione di Escher sembra fatta apposta per essere riprodotta su innumerevoli oggetti. Questa è una “audio-lettera” olandese.

Forte il legame con l’Italia e l’ispirazione Art Noveau dei lavori degli anni 20 e 30, davvero illuminanti anche le didascalie che ne spiegano il motivo. In definitiva, l’Italia e la paesaggistica nell’immaginario comune devono tanto a Eschere quanto lui stesso deve alla straordinaria capacità della nostra Penisola di ispirare solo per il fatto di esistere. Cosa sarebbero state le scale di Escher senza il conforto della realtà che aveva trovato proprio nei paesini del Sud che aveva visitato dopo la stagione del Grand Tour?

Eschermania poi è la sezione verso la fine che fa comprendere meglio quanto l’eredità dell’artista olandese sia ancora viva e lunga nella cultura pop contemporanea.

Due esempi su tutti: una puntata del cartoon americano I Simpson e la pubblicità recente di un network televisivo italiano col cantante Mika si sono “cibati” dell’estro escheriano.

La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, è prodotta e organizzata da Palazzo Reale, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, in collaborazione con la Escher Foundation, ed è curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea. Proprio quest’ultimo, fervido collezionista dell’artista olandese, ci ha detto: “Avevo visto delle immagini su riviste negli anni 70 e una prima mostra a Firensze. Pensai subito che mi avrebbe appassionato. E così contro il parere di amici e parenti appena ho potuto ho iniziato a collezionare. Ora eccomi qui, a Palazzo Reale, a Milano a collaborare per una grande iniziativa. Tardiva, certo, perché Escher è stato un genio incompreso e travisato. Le sue tecniche d’incisione, sia con la litografia che con la xilografia erano maniacali e rasenti la perfezione“.

 

Catalogo edito da Fondazione Escher.

Orari

lunedì 14,30 – 19,30

martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9,30 – 19,30

giovedì – sabato 9,30 – 22,30

Informazioni e prenotazioni

T +39 02 89 29 711

Informazioni didattica

didattica@arthemisia.it

 

Biglietti: Intero 12 € Ridotto 10 €

Per info sull’artista: www.mcescher.com

Per info sulla mostra: www.mostraescher.it



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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