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Leisure - 14/05/2020

Eurovision Song Contest 2020: l’anno di Diodato ma la gara non c’è

A Rotterdam non potrà andare. Ma "la musica è un grande amplificatore di messaggi e il mio so che arriverà lontano".

“La mia musica sta facendo il giro del mondo ma io non posso seguirla”. Diodato, vincitore di Sanremo 2020 e del David Di Donatello (unica volta che succede in Italia per lo stesso artista nello stesso anno) giura di non essere rammaricato per la cancellazione dell’Eurovision Song Contest. Ammettiamolo: se ci fosse stata la gara tra i 41 paesi la sua canzone, che è diventata uno degli inni dai balconi in piena emergenza Covid, sarebbe stata la più gettonata. Il cantautore pugliese è atteso in tutta Europa ma quest’anno in tv andrà “Europe Shine A Light”. La competizione è rimandata al 2021.

E invece il broadcaster olandese e tutta l’organizzazione del maxi-evento europeo da Rotterdam hanno deciso saggiamente di rimandare la gara canora più seguita d’Europa all’anno prossimo. E di trasmettere invece per quest’anno (Rai Uno, sabato 16 maggio, ore 21) uno show “supplettivo” che si chiama “Europe Shine a Light” ed è un display gioioso e ragionato di musica e parole da tutti i paesi europei.

Diodato, che ringrazia Amadeus per aver portato “Fai Rumore” al Festival con molta determinazione, è inserito quindi in un contesto in cui farà presenza e farà ascoltare il suo brano nel segmento relativo all’Italia all’interno di un programma più stringato della maratona solita Eurovision, che però racconterà anche la bellezza e la cultura (con contributi filmati pre-registrati) della nostra nazione. “Con questa canzone che sta significando tanto per molte persone – dice il vincitore del Festival di Sanremo in carica – ho pensato di raccontare l’emotività e condividerla. E sincermanete pensavo di aver raggiunto il picco emotivo col Festival. Ma poi quello che è successo dopo è stato inimmaginabile. Mi ha riconnesso con la mia emotività e vederla diventare di qualcun altro mi ha riportato a quando ero ragazzino e mi capitava di pensare: questa canzone è stata scritta per me”.

Il giovane cantante in forza alla Carosello, stessa etichetta di Domenico Modugno che proprio in Olanda vinse l’Eurovision di 62 anni fa, dice di ammirare l’interprete di “Volare” e di volerlo omaggiare in qualche modo. “Magari farò qualcosa di veloce, ma una citazione ci starebbe bene. Entrambi pugliesi, entrambi alla Carosello, quando ho firmato il contratto subito sono andato a vedere sul sito se mi avevano inserito. E vedere il mio nome accostato al suo è stato emozionate. Conservo quello screenshot, Modugno l’ho studiato a un certo punto della mia vita ed è un esempio della musica italiana nel mondo. Lui comunicava tanto col suo corpo e il motivo per cui è stato compreso e amato nel resto del mondo è anche questo”.

Per il momento, “partecipare a una manifestazione come questa è una cosa bellissima, per mia indole non riesco a guardare al lato negativo, la vita mi sta dando grandi opportunità”, assicura l’artista che dice di credere realmente che la canzone stia abbattendo le barriere “e lo spirito di una manifestazione del genere sottolinea che siamo tutti uguali. Una condizione importante per l’Europa che anche in periodo di difficoltà non ha mostrato unità”, e si riferisce al livello politico.

“Siamo un corpo unico” dice Diodato che vedremo in una performance registrata in notturna all’Arena di Verona vuota e suggestiva. La traversata con le autocertificazioni da Milano a Verona e non poter stringere la mani al suo entourage è  uno dei ricordi più vivi per il giovane artista di questa memorabile esperienza che si vedrà in video durante il programma di Rai Uno sabato prossimo.

Antonio Diodato è nato ad Aosta nel 1981 ma è pugliese. Ha vissuto a Taranto e si è poi trasferito a Roma. I primi lavori professionali nella musica li ha realizzati per la Svezia, con i produttori dance Sebastian Ingrosso e Steve Angello, prima che diventassero Swedish House Mafia. Poi nel 2007 l’esordio solista autoprodotto. La sua canzone dall’ultimo film campione d’incassi di Ferzan Ozpetek “La Dea Fortuna”, uscito a dicembre 2019, è “Che vita meravigliosa”.

UNA NOTTE IN ARENA – Il destino ha voluto che il suo esordio all’Arena di Verona, uno dei tempi della musica mondiale, fosse di notte, da solo, a porte chiuse. Il suggestivo filmato che andrà in onda sabato rappresenterà l’arte italiana in Europa: “Ringrazio chi ha potuto rendere possibile l’esibizione di ‘Fai Rumore’ all’interno di un tempio della musica come l’Arena di Verona, grande orgoglio, risuonare la mia voce all’interno di un luogo magico e tornare indietro con un bagaglio di storia millenaria. Per me è stato come vivere in un tempo sospeso”.

Negli ultimi mesi, Diodato dice di aver incrociato persone amiche, unito due grandi passioni della sua vita, la musica e il cinema, proprio nel momento giusto. “Quando spesso vado a vedere film da solo, mi immedesimo nei personaggi, me li porto a casa. A un certo punto mi sono dedicato alla musica, ma magari un giorno diventerò anche un regista come hanno fatto alcuni colleghi. E collaborare con un grande regista come Ferzan Ozpetek è stato un privilegio. È stato di ispirazione per me da sempre, da prima che lo incontrassi. Nella mia musica c’è tanto del suo cinema“. Anche nel racconto della vincita del David di Donatello come miglior canzone da film qualche giorno fa, Diodato è pacato: “Ero a casa da solo sul divano, è stato anche molto divertente, tante persone si stanno incontrando nel mio percorso”.

LOCKDOWN – L’artista più famoso dell’anno, dopo aver vinto Sanremo e aver fatto mille giri in pochi giorni (tra promozione e firmacopie) si è fermato come tutti gli altri all’improvviso. “Sono stato chiuso in casa, un momento molto riflessivo che mi ha aiutato a ragionare su quello che stava succedendo dopo tutta la velocità vissuta. Ho riflettutto sulle opportunità del rallentare. E poi è arrivato anche il momento di buttar giù delle cose nuove su un foglio, che chissà, forse ascolterete molto presto”.

Dall’estero vogliono sapere se un artista sensibile come lui ha riflettuto anche sui temi ambientali che sono la priorità mondiale in questo momento. “Vengo da Taranto, una città che ha tanti problemi di inquinamento. Questo periodo che abbiamo vissuto ci ha fatto comprendere quanto è interconnessa la nostra vita alla natura. Il nostro modo di vivere influisce sull’ambiente, noi possiamo fare molto e infatti la manifestazione del primo maggio che curo, serve a denunciare situazioni insostenibili non solo a Taranto. La musica è un grande amplificatore per questi messaggi e arriva lontano, meglio di altri canali. Spesso la tematica ambientale rientra in quello che faccio e ci credo molto”.



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