11 Maggio 2021

Federico Paciotti: “Anche la lirica ha bisogno di nuove canzoni”

"Pensieri Leggeri" uscirà a ottobre con quattro singoli che lo precedono. "Sono aperto ai vari generi. Prossimo step: ritoccare i classici napoletani".

11 Maggio 2021

Federico Paciotti: “Anche la lirica ha bisogno di nuove canzoni”

"Pensieri Leggeri" uscirà a ottobre con quattro singoli che lo precedono. "Sono aperto ai vari generi. Prossimo step: ritoccare i classici napoletani".

11 Maggio 2021

Federico Paciotti: “Anche la lirica ha bisogno di nuove canzoni”

"Pensieri Leggeri" uscirà a ottobre con quattro singoli che lo precedono. "Sono aperto ai vari generi. Prossimo step: ritoccare i classici napoletani".

Innovazione anche nell’opera e divulgazione di un genere che ha successo più all’estero che in Italia. ‘’Ho bisogno di credere’’ è  il primo singolo che anticipa il nuovo album di Federico Paciotti dal titolo Pensieri Leggeri (Edizioni Sugar/Suvini Zerboni – Distribuzione Believe ) con la supervisione di Caterina Caselli, in previsione per l’autunno 2021. Pensieri leggeri è una collezione di arie classiche contemporanee composte dal maestro Claudio Dall’Albero. Il brano, scritto e interpretato da Federico Paciotti e con la collaborazione speciale al pianoforte di Simone Ronchi, sottolinea l’importanza di non perdere la speranza specialmente in un periodo critico come quello che stiamo attualmente vivendo. Paciotti che in questa intervista video racconta a The Way Magazine l’intento di un disco nel solco della tradizione operistica ma interamente composto di brani nuovi, interpreta l’album con alcune collaborazioni importanti della scena classica internazionale.

Le collaborazioni eccellenti di Federico Paciotti includono Ramon Vargas e il soprano Sumi Jo.

Federico Paciotti (Roma, 1987) è un tenore e chitarrista. Cresciuto con la passione per il rock e
con un cuore aperto al mondo lirico, inizia la sua carriera a soli 13 anni con il gruppo pop Gazosa,
vincitori di Sanremo 2001 nella categoria “Nuove Proposte”. Si perfeziona poi in canto lirico, iscrivendosi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dove sidiploma come tenore. Negli anni ha collezionato importanti collaborazioni con musicisti, produttori quali: Steven Mercurio, Sumi jo, Ramon Vargas, Marco Frisina, Tomomi Nishimoto, RolandoNicolisi, Celso Valli, Simone Benyacar, Carly Paoli, Andrea Griminelli, Kerry Ellis, Giovanni Allevi e
tanti altri. Nel 2016 esce in digitale il suo primo album “Rosso Opera”, raggiungendo la vetta della classifica Classica su iTunes. Oggi presenta il nuovo lavoro che uscirà a ottobre 2021, “Pensieri Leggeri”.

Il video del nuovo singolo “Ho bisogno di credere”, con la regia di Giulio Bottini, trova Federico Paciotti in una suggestiva location, accompagnato al piano mentre interpreta con grande intensità e presenza scenica questo brano
fortemente evocativo. Un racconto attraverso la voce vera e potente di Federico Paciotti, che ci trasporta in un crescendo di emozioni sonore e visive. “Ho bisogno credere a un amore importante, ho bisogno di vivere un amore per sempre, perché dentro una lacrima nascondi il sogno più grande”. La malinconia come sentimento di scoperta. Il testo recita:
Quando ti accorgi che sei solo nel letto e ti senti bruciare nel profondo del petto” “Ho bisogno di crescere ma senza rimpianti” C’è qualcosa che ci tiene così attaccati alla vita “perchè “dentro a un sorriso nascondi il dono
più grande”.

L’intervista video che Federico Paciotti ha concesso a Christian D’Antonio di The Way Magazine.

Federico che tipo di approccio hai usato per questo disco?

“Il bisogno di credere” fa parte di questa collezione di 17 arie con sonorità che vanno verso l’opera, ed è stato composto da Claudio Dall’Albero che è anche docente di direzione corale al Santa Cecilia, mentre il testo è mio. Dopo un disco di crossover alla Queen come quello che ho lanciato nel 2015 con anche una partecipazione al Festival di Sanremo, volevo un qualcosa di puramente classico, collegato all’opera visto che i miei miti sono sempre stati Arcangelo Corelli, Luciano Pavarotti, Mario Del Monaco. Volevo far qualcosa che mi rappresentasse completamente e questo disco è la realizzazione di questo desiderio.

Hai scelto un singolo solo piano e voce. Rischioso?

Una scelta ponderata, direi. Volevo essere la voce fuori dal coro in un mondo dove con la teconologia può produrre musica mentre far sentire le note suonate da un pianista reale con piano acustico e una ripresa quasi ambientale della mia voce può sembrare insolito. Quello a cui aspiro è far sentire l’audience come se fosse in una performance dal vivo, il che manca a tutti dopo un anno di blocco. Per questo nell’album resta il feeling non di un disco prodotto in studio ma di un’esecuzione dal vivo.

Sei stato acclamato all’estero, anche in occasione dell’Expo di Astana. Che ricordi hai?

Astana è stata un’esperienza significativa, avevo la responsabilità di riempire a pagamento un grande teatro e lo scambio culturale che c’è stato tra Santa Cecilia e il Kazakistan è stato di grande prestigio. In quella occasione, nel 2018, ho coinvolto l’orchestra dei giovani musicisti da Roma e quando siamo atterrati in una città a noi sconosciuta, abbiamo trovato manifesti enormi con la mia faccia, devo dire che fa un effetto memorabile. Ti trovi in un mondo in cui ti senti accolto, l’Asia è un posto per cultura distante e bello da scoprire ma molto benevolo nei confronti dell’opera italiana.

Federico Paciotti fotografato a Piazza di Spagna, nel cuore della sua Roma. Nella sua carriera, ha avuto la possibilità di salire sui i palcoscenici più ambiti del mondo : dall’Arena di Verona, alla Cadoghan Hall di Londra, passando per la Lotte Tower di Seoul e la Central Concert Hall di Astana. Nel giugno 2020 ha composto, cantato, arrangiato e mixato il singolo “Life is a Miracle” che è stato poi masterizzato da Greg Calby allo Sterling Sound di New York. Il singolo, con il soprano Sumi Jo e il pianista Giovanni Allevi, è stato pubblicato da Universal Music Asia e Sugar Music.

Che tipo di musica proponi con queste nuove uscite?

Personalmente non sono per molti virtuosismi, sono attento alle sfumature tecniche ma la musica deve arrivare quando c’è un’emozione viscerale. Il brano di lancio ha un mio testo che in realtà era una poesia scritta nel momento della pandemia, e quindi non parla d’amore solamente. Si capisce che si parla dei momenti bui della vita, ti fa intravedere un sogno che ti illumina il cammino. Abbiamo voluto riservare un’attenzione ai testi per tutte le arie, volevamo temi che rappresentassero i momenti della vita.

Usciranno 4 singoli prima dell’album a ottobre. Come vedi il tuo presente e futuro professionale?

Vorrei incontrare le persone, il concerto è un collegamento molto importante tra musicisti e pubblico. Sono orgoglioso di avere sulla mia strada grandi professionalità, come Caterina Caselli che è una madre musicale, mi è stata vicino e mi ho ripreso a lavorarci assieme nel 2014, mi ha dato molti consigli. Anche Sumi Jo, con cui avevo inciso “La Traviata” è stata molto importante per me.

Perché porti sul mercato canzoni nuove scritte oggi in uno stile che molti associano al passato?

Probabilmente avendo girato tanto con la lirica, mi sono reso conto che la percezione del genere è diversa in base a dove vai. All’estero è vista come grande patrimonio artistico, mi sono accorto che in Asia, dove siamo molto amati, ma anche in Russia e in USA c’è molto rispetto per l’opera, viene recepita con entusiasmo, non è relegata al passato. Ho deciso di fare un disco classico inedito perché non bisogna solo venerare le pietre miliari come Puccini e Verdi, ma fare qualcosa di inedito affinché la classica possa dare e ispirare tanto. Un qualcosa di meraviglioso è stato fatto in passato e ora è il momento di dare un nuovo messaggio.

Cosa ascolta Federico Paciotti nel tempo libero?

Io sono aperto ai generi, la buona musica è fatta bene tutta, ascolto il pop o la classica in egual misura, scelgo i compositori che mi piacciono senza mettere steccati. Il prossimo lavoro che sto facendo è ritoccare il grande repertorio della musica napoletana, usando arrangiamenti cinematic e un feeling moderno. Sto producendo anche artisti che fanno electro-pop, quindi i miei ascolti sono davvero vari.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Christian D’Antonio (Salerno,1974) è direttore responsabile della testata online di lifestyle thewaymagazine.it. Iscritto all’albo dei giornalisti professionisti dal 2004, ha scritto due libri sulla musica pop, partecipato come speaker a eventi e convegni su argomenti di tendenza e luxury. Ha creato con The Way Magazine e il supporto del team di FD Media Group format di incontri pubblici su innovazione e design per la Milano Digital Week e la Milano Design Week. Ha curato per diversi anni eventi pubblici durante la Milano Music Week. È attualmente ospite tv nei talk show di Damiano Gallo di Discovery Italia. Ha curato per il quartiere NoLo a Milano rassegne di moda, arte e spettacolo dal 2017. In qualità di giudice, ha presenziato alle manifestazioni Sannolo Milano, Positive Business Awards, Accademia pizza doc, Cooking is real, Positano fashion day, Milan Legal Week.
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