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Leisure - 18/10/2019

Festa del Cinema di Roma, edizione 2019 apre con Edward Norton

Apertura tra presente e passato. L'attore-regista spegne la polemica con Spielberg. E Tornatore ritorna con la pellicola Oscar di 30 anni fa restaurata.

La magia del cinema trova sempre diversi modi di rinnovarsi e di autocelebrarsi. Succede per la presentazione di nuove pellicole o anche nell’occasione della riproposizione di lungometraggi storici che hanno fatto epoca. Quella magia, come spesso succede, la rinnovano riportandola sempre intatta senza scalfirla. Con questi ingredienti è iniziata la nuova edizione della Festa del Cinema di Roma.

Ad inaugurare il giorno 1 ci pensa Edward Norton, che convince all’apertura di questa kermesse numero quattordici. Il suo ‘Motherless Broadway – I segreti di una città’ è una metafora perfetta dell’America di oggi. La metafora del potere newyorchese rappresentato dai costruttori della città.

Siamo negli anni ’50 ma i personaggi si muovono come se il contesto fosse attuale. Il film scritto, diretto e interpretato dallo stesso Edward Norton è tratto dall’omonimo romanzo pubblicato venti anni fa e scritto da Jonathan Lethem. Norton ricopre il ruolo di un particolare investigatore privato, affetto dalla sindrome di Tourette, che si ritrova ad indagare sull’uccisione del suo capo, Frank Minna, interpretato da Bruce Willis.

Durante le sue indagini Lionel detto Brooklyn, questo è il nome del protagonista, si scontrerà contro l’uomo più potente della città. La metafora, anche in questo caso, appare alquanto indiretta anche se il regista, durante la conferenza stampa, lascia intendere, a una domanda su questo particolare, di essere contento che questa sfumatura è stata colta. Inoltre afferma: ‘Nel tempo in cui viviamo siamo tutti convinti che il popolo abbia il potere e c’è sempre l’idea che esista una minaccia che ci siano persone e forze che vogliono prendere il potere da noi. Ciò non avviene solo negli Stati Uniti, lo vediamo anche in Europa e l’idea che dobbiamo stare sempre all’erta in caso di questa minaccia’.

D’altronde lo stesso attore ha anche ammesso che durante la fase di sviluppo della sceneggiatura aveva più volte parlato con lo scrittore per eventuali mutamenti rispetto alla trama originale. Una trama che non prevedeva l’attinenza con la realtà che sussiste oggi negli Stati Uniti d’America.

Edward Norton, però, non si è presentato da solo alla conferenza stampa, successiva alla proiezione della pellicola in tarda mattinata. Con lui l’attrice Gugu Mbatha-Raw. Oltre a lei nel cast figurano altri attori di notevole spessore e nome come Bobby Cannavale, Willem Dafoe ed Alec Baldwin. Il ruolo interpretato da quest’ultimo richiama molto, seppur in stile dark, una sua famosa caricatura che ha spopolato negli Stati Uniti d’America.

‘Motherless Brooklyn’ è un noir che diventa quasi thriller in alcuni momenti. Norton, nel ruolo del protagonista, convince per come lo ha ripensato e per come ha voluto ‘giocare’ simpaticamente con i tic nervosi del protagonista con il duplice scopo di stemperare la tensione e quindi di far strappare più di una risata ai presenti in sala. La trasposizione cinematografica, inoltre, è impreziosita con dialoghi veloci e semplici, scarni di espressioni colorite.

‘Motherless Brooklyn’ potrebbe essere considerato un noir atipico, meno rude rispetto alle storie che ci hanno abituato scrittori come Raymond Chandler e James Ellroy. Edward Norton per la sua performance meriterebbe una nomination alla prossima edizione degli Oscar 2020. Del suo personaggio dice: ‘E’ la prima volta che faccio un personaggio che ha una sindrome. Quando si recitano queste cose devi portare rispetto alla malattia e chi ne è affetto. Così ho incontrato molte persone affette da questa malattia e siccome si tratta di una sindrome molto individuale ho preso poi, per il mio ruolo, diversi sintomi della malattia’.

Lo stesso attore e regista, inoltre, ha glissato su una domanda relativa ad una presunta polemica con Steven Spielberg, dichiarando: ‘Steven Spielberg è un mio mentore. Non ho mai polemizzato con lui. Stavo parlando con un amico anche in maniera scherzosa. Prima si diceva che la televisione poteva uccidere il cinema, oggi invece si punta il dito contro Netflix. Ma in realtà il problema è rappresentato dalle sale gestite male’.

Ma ‘Motherless Brooklyn’ non è stato solamente l’unico evento della giornata. C’è da segnalare l’importante documentario di Werner Herzog sulla figura dello scrittore, nonché amico, Bruce Chatwin. L’idea di voler raccontare i viaggi ed il modo in cui lo scrittore mancato trent’anni fa ‘migliorava’ le informazioni che otteneva non ha colpito in maniera convincente.

Per riprendere il discorso di apertura, encomio per la riproposizone di ‘Nuovo Cinema Paradiso’. La pellicola di Giuseppe Tornatore, del 1989 e vincitrice del premio oscar nel 1990, è stata riproposta nella sezione ‘Restauri’. Stranamente annunciata come proiezione di 155 minuti, la pellicola è solamente quella fatta circolare nelle sale cinematografiche giusto trent’anni fa. Rivedere il capolavoro di Tornatore comporta sempre un tuffo nel passato non solo per chi ha vissuto quell’epoca, ma anche tutti coloro che di quel periodo storico ne ha sentito parlare e non solo una volta nella vita.

Ecco come la festa del cinema di Roma, ieri ha aperto tra passato e futuro.

Testo e foto a cura di Vincenzo Pepe – inviato The Way Magazine alla Festa del Cinema di Roma 2019



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