29 Ottobre 2022

Flavio Favelli a Napoli: arte e architettura in miniatura

Il progetto del Museo e Real Bosco di Capodimonte che pone in dialogo gli artisti contemporanei con le collezioni del museo.

29 Ottobre 2022

Flavio Favelli a Napoli: arte e architettura in miniatura

Il progetto del Museo e Real Bosco di Capodimonte che pone in dialogo gli artisti contemporanei con le collezioni del museo.

29 Ottobre 2022

Flavio Favelli a Napoli: arte e architettura in miniatura

Il progetto del Museo e Real Bosco di Capodimonte che pone in dialogo gli artisti contemporanei con le collezioni del museo.

Al Museo e Real Bosco di Capodimonte “Interno con marmi” di Flavio Favelli, è una scultura che dialoga con un tabernacolo del Seicento custodito nel museo napoletano. L’installazione a cura di Angela Tecce e Sylvain Bellenger, con Luciana Berti, è stata ideata in relazione al Ciborio, realizzato tra il 1619 e il 1623, su progetto di Cosimo Fanzago per contenere il Santissimo Sacramento nella chiesa di Santa Patrizia a Napoli.

Una vera architettura in miniatura, impreziosita dalla tecnica del commesso marmoreo che imita tralci vegetali, vasi con fiori e uccellini, un monumentale tabernacolo del barocco napoletano in bronzo dorato, rame dorato, marmi policromi e pietre dure (diaspri, ametista, agata, lapislazzuli).

Interno con Marmi è composta da materiali di varia provenienza, marmo e legno, che evocano gli ambienti domestici delle case borghesi italiane. L’opera produce uno spazio ambiguo e instabile, giocato su pochi colori omogenei, con punti ciechi e vani angusti, risultando in forte contrasto con la simmetria e la preziosità del Ciborio, espressione del Barocco napoletano. Come un monumento su un piedistallo, l’opera di Favelli riunisce in sé frammenti di memorie personali e collettive. Allo stesso tempo, pone a confronto due modelli estetici e culturali, votati entrambi a custodire un mistero inconoscibile.

“Ho pensato di realizzare quest’opera come una costruzione effimera, avendo in mente l’idea del baldacchino e del ciborio, del quale trovo interessante anche la funzione di contenitore dell’Eucarestia. Quando ho finito di assemblare l’opera, mi è sembrata simile a un’edicola-cippo, a un mausoleo, che rimanda a appunto a qualcosa di funereo, un ambito desueto al giorno d’oggi, a meno che non si abbia una tomba di famiglia. – riflette l’artista – La base conferisce un carattere monumentale all’installazione. Rispetto al Ciborio di Santa Patrizia, i piani sono ribaltati, mentre ad avvicinare le due opere è l’uso di materiali preziosi come il marmo portoro”.

La mostra è visitabile fino al 29 novembre 2022

Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 17.30 (chiuso il mercoledì)
Museo e Real Bosco di Capodimonte, via Miano 2 – Napoli / secondo piano

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