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Leisure

Leisure - 09/03/2018

Franco Mazzucchelli e la storia di sculture gonfiabili abbandonate

L'artista portavoce del contesto socio-culturale di quegli anni in cui i creativi lottano per uscire da musei e gallerie per invadere gli spazi pubblici.

“Non ti abbandonerò mai” è il titolo enigmatico della mostra che inaugura oggi al Museo Del Novecento dedicata all’artista milanese Franco Mazzucchelli, curata da Sabino Maria Frassà e Iolanda Ratti.

mazzucchelli allestimento

Classe 1939, l’artista – che non ha mai preteso di essere tale – racconta la sua visione interiore con 60 opere realizzate tra il 1964 e il 1979.
Proprio in quegli anni Mazzucchelli realizza i celebri “Abbandoni” con l’obiettivo di creare un’arte “empatica” che accorci le distanze tra l’artista e il suo pubblico.
mazzucchelli bimbi
Sperimentando materiali nuovi, come il PVC, crea enormi sculture che abbandonerà – senza permesso – su spiagge, piazze e strade lasciandole alla mercé dei passanti che passano dall’essere spettatori, a inconsapevoli performer.
Per questo cambierà loro il nome in A.TO.A. (art to abandon) che, letto alla francese, significa A TE/PER TE.
Da sempre contrario alla mercificazione dell’arte, Mazzucchelli  risponde semplicemente ad un’urgenza creativa, spogliando la creatività dei suoi cliché per restituirla, nuda e cruda, alla gente. Non si tratta di una performance ma di azioni che spostano il baricentro dall’artista a noi che ne godiamo.
mazzucchelli foto
Il godimento, infatti, è un elemento imprescindibile della sua opera. Mazzucchelli crede nella ludicità dell’arte: saranno soprattutto i bambini i suoi più grandi estimatori, giocando con i suoi gonfiabili o, semplicemente, disegnandoci sopra. Alcuni, se li porteranno addirittura a casa. Atteggiamento che trascinerà anche gli adulti che, seppur inizialmente stupiti e increduli, si abbandoneranno anch’essi al loro più primordiale istinto: il gioco.
Obiettivo raggiunto, quindi: l’arte diventa proprietà di chi ne gode.
L’artista, dal canto suo, diventa profeta e portavoce del contesto socio-culturale di quegli anni in cui i creativi lottano per uscire da musei e gallerie per invadere gli spazi pubblici. Mazzucchelli realizza così un “non luogo” dove l’arte diviene tale non grazie alle mura che la ospitano ma grazie al pubblico che ne fruisce.
mazzucchelli gioco
Fotoservizio di Simona HeArt
Fino al 10 giugno 2018. Museo del Novecento Via Marconi, 1 MilanoT. +39 02 884 440 61
F. +39 02 884 440 62c.museo900@comune.milano.it


Simona HeArt
Simona HeArt è un'artista “visionaria" e art curator unica nel suo genere. Il suo percorso d'arte, infatti, è frutto di una lunga e laboriosa ricerca spirituale. Sulle pagine di The Way Magazine porta il punto di vista di un'esperta che dalla ricerca passa alla missione, al punto che la sua concezione di arte non si ferma al mero fattore estetico ma assume connotazioni di servizio e di strumento a favore del sociale. Simona HeArt si pone infatti come "medium" dello spirito e dell'arte presentandosi al pubblico come un soggetto nuovo nel panorama artistico, lavorando attivamente alla rivalutazione del territorio italiano per restituire al Paese la sua vocazione millenaria di culla della cultura. La sua penna restituisce al lettore riflessioni acute e non convenzionali dove, attraverso un linguaggio semplice e accessibile trasmette, con una punta di umorismo, l’emozione di una visione proveniente da “altrove”.
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