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Leisure

Leisure - 11/11/2019

Galen Weston: “Il mio jazz è comunicazione”

Nel club partenopeo UnderNea Th ha presentato al nostro Maurizio De Costanzo la sua band e il nuovo lavoro prima del live show.

Galen Weston con la sua band ha fatto tappa all ‘UnderNeaTh’ di Napoli nell’ambito del serratissimo tour europeo del musicista canadese. Weston è la nuova forza nel jazz contemporaneo che con due album (“The Space Between” il più famoso) ha dei padri musicali in Eric Johnson, George Benson, Pat Metheny.

La sua band è composta da Galen (chitarra) e da altri formidabili talenti del calibro di Matt Horner (tastiere), Richard Undernhill (sax),  Michel Medrano Brindis (percussioni/batteria), Lukas Kytnar (basso).

Sonorità e virtuosismi erano già nel suo primo lavoro “Plugged In”, prodotto nello studio “Rose Room” di Galen Weston, il disco era influenzato da miti quali Mick Stern, Mark Knopfeler, Eric Johnson, Steve Vai, Wes Montgomery.

Galen Weston live a Napoli, novembre 2019 (foto di Maurizio De Costanzo per The Way Magazine).

Nel secondo CD “The Space Between”, prodotto da Steve Rodby (vincitore di ben 14 Grammy), Galen trova ancora maggior vigore ed amplifica il suo stile jazz fusión/rock fusion con la sua mitica  Strat gialla ed è stato definito da Karl Ackermann (All about jazz) un tecnico di talento con un raffinato senso lirico.

 

Da sinistra: Rachele Renno, Galen Weston, Giuseppe Improta; Rachele con Glen prima e durante l’intervista.

Noi di The Way Magazine lo abbiamo intervistato in esclusiva in Italia poco prima del generoso concerto live tenuto a Napoli, dove un pubblico attento lo ha a lungo applaudito.

Galen Weston benvenuto a Napoli e al UnderNeaTh da Thewaymagazine.it
Dagli 11 ai 13 anni, hai fatto tanti sacrifici per una nuova chitarra, hai raccontato dei suoi ascolti tra AC/DC e KISS, dischi nascosti in casa e ben 10 ore al giorno a suonare. A 14 anni la prima band e a 15 finalmente un concerto a Freeland, nella tua città di 500 abitanti, dove inizia il tutto. Cosa ricordi di quei tempi, puoi raccontarci qualche aneddoto?

Sono cresciuto lontano dalle persone, ce n’erano solo 500 in città, non c’era la TV, non c’era molto da fare quindi pensavo a quali attività poter praticare e così ho trovato la musica, la chitarra.. e devo dire che qualche problema me l’ha causato perchè passavo la giornata ad esercitarmi e ad ascoltare quanta più musica potevo“.   

Richard Underhill al sax per Galen Weston. (foto di Maurizio De Costanzo).

Da li in poi, una nuova vita e gli studi al “Toronto Humbers College“; E’ lì che il jazz prende il sopravvento?
Senza dubbio il jazz ha preso il sopravvento quando sono andato al college. Suonavo il jazz nel mio giardino, la prima scuola che ho trovato. Mi esercitavo in giardino, all’inizio è stata un’esperienza completamente domestica/familiare, ero un ragazzo e mi esercitavo ore ed ore al giorno, come oggi del resto, imparando il viaggio senza fine del jazz, perchè davvero non finisce mai e giorno dopo giorno continui ad imparare“.

Galen Weston fotografato da Maurizio De Costanzo per The Way Magazine.

Mentre suoni, viaggi sempre alto, controlli e vuoi il massimo da ogni accordo, si nota anche nel tuo ultimo CD Plugged In (etichetta BluJazz) registrato nel tuo studio “Rose Room. Anni di studio per l’album di debutto e la tua musica, oggi Ti senti musicalmente più vicino ai tuoi idoli Mike Stern, Pat Metheny, Steve Vai?

“Sì, assolutamente. L’ultimo cd è stato The space between, prodotto da Steve Rodby, musicista di Pet Metheny e produttore, quindi è vero, mi sento molto vicino a lui anche solo stando insieme a suonare, perchè il jazz è così, impari continuamente anche solo ascoltando”.

 

Tante date in Europa, una dietro l’altra, la tua band diventa anche la tua compagnia. Come sono Matt, Lukas e Michel?
“Sono stato molto con loro, registrando insieme e suonando vari album. Richard è un sassofonista fantastico, un grande musicista. Matt è un incredibile pianista, suona in un modo che all’apparenza sembra molto semplice ma cura ogni nota, ogni tempo ed è attento anche ai nostri e a coprire qualsiasi problema incontriamo, davvero un musicista spettacolare. Con Lukas e Michel siamo stati in tour dall’inizio. Michel viene da Cuba, è molto naturale, di stampo blues, creativo. Lukas è un’anima rock e la cosa più bella è che ognuno di loro individualmente è una persona fantastica, e questo conta soprattutto quando devi registrare per 14 ore al giorno, viaggiare km e km in 2 giorni, la cosa più importante è durare, durare in strada, in hotel, nello studio di registrazione e soprattutto sul palco”.

Per concludere, ci puoi anticipare qualche progetto futuro?
“Sto lavorando ad un nuovo album ma ora sto concludendo il tour di questo, penso poi di creare qualcosa con un noto produttore di 25 album in Russia e parlavamo di fare qualcosa insieme.

Continuiamo a lavorare, ma la cosa importante è che sia qui che in Canada stiamo costruendo audience, perchè le industrie musicali sono molto concentrate sul costruire, su Facebook, sui social-network ma quello che poi si ascolta LIVE è completamente diverso. La cosa importante per me è che tramite la musica le persone creino dei legami, che comunichino tra loro”.    

Per noi è stato un immenso piacere vederti qui a Napoli durante un tour intenso.  Grazie Galen e buon lavoro, speriamo di incontrarti ancora, una ultima piccola richiesta: Possiamo chiederti di salutare la testata The Way Magazine?
“Ciao The Way Magazine, grazie per l’intervista e per essere venuti al nostro show, abbiamo bisogno di persone che cercano la musica”.

 

LA LOCATION – UnderNeaTh è una location situata nel cuore storico di Napoli, un locale intimo, in grado di offrire sensazioni uniche e particolari.

UnderNeath è la contrazione di “Under Neapolis Theatre”, già, perchè questo teatro, dall’acustica eccezionale è situato proprio nel sottosuolo.

La caratteristica principale è offrire esperienze culturali uniche, teatro ma anche e soprattutto “neapolitan traditional song” come tengono a sottolineare gli ideatori della formula, le canzoni tradizionali storiche, quelle “veraci” e non di “puro folklore”. Tendenzialmente rivolto ai turisti esigenti, ma non solo, come dimostra la scelta di ospitare Galen Weston e la sua band e noi di TheWayMagazine.it per l’intervista.

 

 

Intervista a cura di:        Maurizio De Costanzo

Interprete:                       Rachele Renno

Riprese:                            Giuseppe Improta

 



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