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Leisure - 10/07/2018

George Ezra: “La vita è bella, non ho nulla contro cui ribellarmi”

Ha vinto un Ivor Novello Award per il songwriting e presto si esibirà a Milano. Incontro con l'artista maschile britannico più venduto.

GEORGE EZRA è l’artista maschile inglese che in patria ha venduto più di tutti nell’ultimo decennio. Ha avuto anche un enorme riscontro negli Usa dove è molto popolare nonostante non abbia fatto tour in quel grande paese per lunghi anni. E ora torna in radio con il nuovo singolo tratto dal recente album “Staying At Tamara’s”: “Shotgun” che ha conquistato subito il vertice della classifica dei singoli in UK.

Al momento quindi, Ezra è il cantante british più venduto: “E domani mi vedrò la partita dei mondiali nel giardino di un mio amico a casa“, ci dice subito parlando del calcio che è il secondo argomento caldo nella sua patria questa settimana. Il primo è questo disastroso esito di Brexit che sta facendo vacillare il governo ma preferisce non esprimersi.

Il videoclip del suo ultimo successo è stato girato da Adam Scarborough, amico e collaboratore di lunga data dell’artista, in diverse location degli Stati Uniti durante il tour che ha registrato il tutto esaurito. “Non so davvero come si fa ad avere successo negli States per un cantante britannico – ci dice  – ma mi ha fatto effetto aver suonato davanti a audience di 5mila persone anche dopo tanto tempo di assenza. Significa che ho lasciato un buon ricordo”.

La sua qualità è indubbiamente la voce e la scrittura. C’è chi dice che è meglio scrivere in momenti di pausa: “Posso farlo per un periodo breve ma poi devo uscire di casa e devo vedere e fare esperienze. Sono molto contento di poterlo fare, la maggior parte del primo album forse è stato diverso. Ho fatto un disco molto più popolare di quello che potevo immaginarmi e quindi ho iniziato senza sosta a viaggiare per 2 anni e mi ha condizionato molto”.

In ogni viaggio portava la chitarra e un taccuino: “Ma il viaggio me lo sono goduto, non è che mi sono messo a comporre coscientemente in giro per il mondo. Le memorizzavo e poi quando è arrivato il momento mi sono fermato a Barcellona e mi sono messo in questo appartamento che è stata la mia casa per un mese dopo molto tempo”.

E ha vinto per questo vari premi, molti proprio per la sua scrittura: “Non sono un tipo popolare come Ed Sheeran – ribatte modesto – posso andare in giro per strada, anzi, per alcune strade sono sicuro di non essere chiamato da nessuno. Non mi pento di come è diventata la mia carriera, ho sempre voluto fare questo e sono contento di avere una connection col mio pubblico. Solo che mi sembra ancora strano dover raccontare di me perché quando ero ragazzo ascoltavo moltissima musica, ma non mi interessava nulla della vita privata dei miei musicisti preferiti”.

“Staying At Tamara’s” è il secondo album di Ezra a conquistare il numero 1 della classifica degli album in UK. Il disco include, tra gli altri, il singolo di lancio “Paradise”, certificato oro e #2 in UK, “Hold My Girl”, “Pretty Shining People”, “Saviour” e “Don’t Matter Now”.

L’album è uscito a distanza di quattro anni da “Wanted On Voyage”, il suo disco d’esordio certificato 4xplatino in Inghilterra e oro negli Stati Uniti, che ha debuttato ai vertici delle chart e che conteneva il singolo plurimpremiato “Budapest”. È entrato inoltre nella Top 10 degli album più venduti tra il 2014 e il 2015 raggiungendo il #1 della classifica ufficiale inglese, dove è rimasto stabile per 122 settimane. È valso a George 4 nomination ai BRIT Awards, un BBC Music Awards e un Ivor Novello.

Proprio come “Wanted On Voyage”, anche “Staying At Tamara’s” è stato scritto, creato e ispirato dai viaggi di George: dalle meraviglie dell’Isola di Skye a una fattoria di maiali a Norfolk, dalla contea del Kent con i capanni usati per la raccolta del mais a quelli per le mucche nel Galles del Nord, fino all’AirBnb a Barcellona di Tamara, proprio la protagonista del titolo dell’album. Il risultato è un album fresco, scattante, da “vento-nei-capelli” che risplende per il coraggio e la positività ma che contiene anche momenti di riflessione.

George Ezra durante l’intervista oggi per The Way Magazine.

Il cantautore è attualmente impegnato nel Regno Unito dove parteciperà a numerosi festival estivi, compresi  lo Standon Calling, il Boardmasters e il Truck Festival. In autunno partirà per una tournée che includerà anche una data a The SSE Arena di Wembley e una tappa italiana il 26 ottobre al Fabrique di Milano.

 

Non contento della sua collezione di primi posti nelle classifiche ufficiali degli album, Ezra ha raggiunto i vertici delle charts anche con la serie in podcast “George Ezra & Friends”. “Ho conosciuto Elton John  – racconta alla stampa italiana che lo ha accolto oggi per uno showcase di Spotify alla sua record label, Sony – e ci ho parlato per più di un’ora. Ho scoperto che anche con i miti ci sono delle cose in comune. Che alla fine sono la musica e le passioni che ruotano intorno a questo mondo. Pensando a questo, mi sono molto rilassato. Ma in verità non pongo molta ansia nella mia carriera. Succede che a volte le cose vanno bene e a volte male. Devo essere pronto all’onda e ai cambiamenti“. Ma se dovesse finire tutto? “Beh, lo so che non sarà per sempre. Non ho un piano B. Magari divento presentatore di podcast, che ne so“.

 

Shotgun, nuovo brano di George Ezra. A ottobre suonerà a Milano.

GEORGE EZRA è uno degli artisti maschili che hanno venduto di più nell’ultimo decennio. In poco più di 18 mesi EZRA era passato dall’essere un perfetto sconosciuto all’essere considerato una grande scoperta a livello internazionale, con il suo album di debutto “Wanted On Voyage”, entrato nella Top 10 in 10 Paesi e che ha venduto oltre 3 milioni e mezzo di copie in tutto il mondo, che gli ha permesso di vincere un Ivor Novello Award e ricevere 4 nomination ai BRITs e una ai BBC Music Award.

Eppure, nonostante questi grandi successi, non sempra attaccato al potere: “Non sono avido e non spendo soldi in cose bizzarre. Ho una vita molto comune e agiata, lo riconosco ma non sono per niente stravagante. A chi mi chiede perché non sono ribelle dico: ho avuto un’infanzia felice, una buona famiglia e sono contento di come sono oggi. Non ho niente contro cui ribellarmi“.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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