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Leisure - 11/12/2019

Gianni Morelenbaum Gualberto: “Lo sguardo ai pianisti che allarga i mondi possibili”

Incontro con il raffinato curatore della rassrgna dal jazz alla contemporanea al Teatro Franco Parenti di Milano. "Una musica che abbraccia e incuriosisce".

Spesso anche gli addetti ai lavori ne sentono il peso della sperimentazione e la etichettano come musica difficile. Il pianoforte, uno degli strumenti più antichi, declinato con virtù e tempi moderni sfugge alle etichette e abbraccia, per questo, tante persone che sono affascinate dal suo uso contemporaneo. “Pianisti di altri mondi – Dal jazz alle sonorità contemporanee” nel 2020 al Teatro Franco Parenti di Milano permetterà un viaggio per andare “oltre i confini” della musica. Otto tappe per varcare frontiere geografiche, stilistiche, temporali e scoprire la colonna sonora della nostra contemporaneità e del nostro futuro. Ci saranno ogni mese concerti con una star diversa: Vijay Iyer a gennaio, Vanessa Wagner a febbraio, Lisa Moore a marzo, Jason Moran ad aprile (per tutto il calendario vi rimandiamo qui).

Dal jazz alle più avanzate esplorazioni sonore di oggi, il programma rivela la spettacolare e coinvolgente varietà di esperienze che la musica dei nostri tempi sa offrire. Lo cura, con la Società del Quartetto, e Associazione Pier Lombardo in collaborazione con Fazioli, Gianni Morelenbaum Gualberto. L’esperto ha lavorato al Teatro dell’Opera di Roma e organizzato per quest’ultima serie musicale di musica classica, jazz e contemporanea. È stato assistente produttore e produttore di Horo, una delle principali etichette discografiche italiane dedicate al jazz e alla musica contemporanea. A New York ha collaborato, tra l’altro, con il M. ° Leonard Bernstein mentre a Milano è stato direttore artistico del Teatro Arcimboldi e di Aperitivo in Concerto al Teatro Manzoni.

Alcuni dei protagonisti del ciclo “Pianisti di altri mondi” al Teatro Franco Parenti di Milano. Da sinistra, VIJAY IYER, atteso per l’improvvisazione, domenica 19 Gennaio 2020 h.11:00; TIMO ANDRES
domenica 22 Marzo 2020 h.11:00; Dalla Spagna al Messico: il duende SIMON GHRAICHY svela la musica latinoamericana, domenica 29 Marzo 2020 h.11:00; Innovazione e improvvisazione: JASON MORAN e i mille volti della musica afroamericana, domenica 5 Aprile 2020 h.11:00.

La contemporanea è davvero una proposta musicale difficile?

Una larga parte della musica contemporanea non ha un rifiuto per un dialogo con il pubblico. Negli ultimi 30 anni lo hanno voluto i musicisti stessi, spesso per coprire il vuoto che si era venuto a creare. C’è stata un’idea che accostava l’ostico con il contemporaneo. Ma per fortuna ci sono molte fasce della musica di questo filone che si sono avvicinate al pubblico, e viceversa.

Come avviene questo processo?

Molto della musica è meticciata. Molta musica accademica americana prende dal rock, jazz, dall’elettronica il che facilita, perché mette in contatto persone che sono già abituate ad alcune sfumature sonore. E si riconoscono in parte in alcune proposte che solitamente tenevano a distanza. Si crea un felice avvicinamento.

Gli artisti spesso si cimentano con altri linguaggi. Cosa porta questa attitudine?

Vanessa Wagner che è un’artista classica lavora da anni con un creativo dell’elettronica messicana, Murcof. Fanno concerti molto coinvolgenti di improvvisazione libera e di dialogo con pianoforte ed elettronica. Ma qui al Franco Parenti la rassegna sarà volutamente acustica, perché l’idea è far vedere uno strumento vecchio, come il pianoforte, possa parlare in maniera attuale a chi non ha un forte legame con esso.

L’origine di questo cartellone quale è?

Questa stagione è stata ideata anche per chi non ha rapporto con musica accademica. La musica classica non esiste più, almeno per chi la intende come 50 o 70 anni fa. Vero che è scritta, ma è contaminata, dialoga e noi vogliamo farla conoscere.

“Pianisti di altri mondi”: perché?

All’inizio pensavamo a pianisti dell’altro mondo, poi è sembrato eccessivamente apotropaico, poteva sembrare respingente. Oggi viviamo in un connubio di mondi, che a volte dà anche problemi di dialogo, normale questo. Ma le musiche latino-americane, per esempio non sono più considerate esotiche, fanno parte del nostro linguaggio abituale. In radio, la musica d’evasione, anche se non è la definizione giusta, è piena di ritmi che arrivano da quelle latitudini.



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