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Leisure - 21/01/2019

Giant Rooks, da Berlino per “suonare senza confini”

Non vogliono sminuire le canzoni "raccontandole". Ma nel loro primo incontro con l'Italia ci hanno detto: "Siamo fortunati a vivere in un paese dove non c'è la destra al potere".

I GIANT ROOKS hanno raggiunto in un solo mese di programmazione la Top20 della classifica dei brani più programmati dalle radio italiane (Earone) con “WILD STARE”, brano con cui la band tedesca ha debuttato per la prima volta in Italia.

Abbiamo incontrato Fred, Luca, Finn, tutti tra i 20 e i 22 anni, a Milano per la loro prima visita all’estero in promozione per il loro disco.

 

Wild stare”, la loro prima canzone ha tutta l’energia giovanile suonando comunque come un brano maturo, indipendente e originale. “L’anno scorso l’abbiamo scritto Wild Stare in una stanza buia, in Germania – ci raccontano – e per noi significa mettere insieme tutte le energie e l’ottimismo per andare avanti nei nostri obiettivi”.

La voce di Frederik Rabe, capace di cantare in un modo davvero unico, semplice e giovane, che alterna speranza e note nostalgiche: “Un po’ mi deriva dai miei ascolti – dice l’inevitabile front-man, come si definisce – perché ho orecchio per il cantautorato  pop alternative americano e inglese, un tocco di folk, elettronica, sempre partendo da Bob Dylan. Per quanto riguarda il mio umore, beh, a volte ci sono giorni proprio inversi, ed è lì che sento tutta la responsabilità della band. Che per fortuna mi viene in soccorso. Bello bilanciarsi così”.

Il brano è il primo singolo ufficiale dopo la pubblicazione nel 2015 dell’EP “The Times Are Bursting the Lines” e nel 2016 dell’Ep “New Estate”, lavori che hanno catapultato questi 5 giovani musicisti di Hamm, cittadina della Germania ovest, sui palchi dei principali festival europei regalando loro l’appellativo di Europe’s most promising newcomers. A marzo uscirà un nuovo EP con 4 pezzi.

La band formata da Frederik Rabe (voce, chitarra, percussioni e sintetizzatore), Finn Schwieters (chitarra), Luca Gottner (basso), Jonathan Wischniowski (piano e sintetizzatori) e Finn Thomas (batteria) si è formata nel 2015 nella loro città natale, Hamm, nel nord della regione della Renania vestfalia. In pochi anni questi giovani ragazzi hanno vinto il prestigioso Pop NRW prize, suonato accanto a band note in Germania come Mighty Oaks e The Temper Trap e sono saliti sui palchi dei principali festival europei come The Great Escape, Lollapalooza, Rock am Ring.

Sui messaggi che vogliono dare, sono compatti: “Vogliamo parlare non di cose personali, non vogliamo interpretare troppo le canzoni perché se ne parli troppo poi le sminuisci. Detto questo, sappiamo che molte liriche sono ispirate ai nostri ascolti, Bon Iver e Balthazar e molte delle indie band, jazz e rap. CI piace anche attingere a letteratura e cinema, o alla tv. Musicalmente c’è anche Miles Davis e John Coltrane”.

Dopo due anni di carriera, hanno iniziato a prendere decisioni importanti, visto che da maggiorenni, ora hanno il loro booking management e il loro quartier generale nella capitale tedesca: “Ci siamo spostati a Berlino 5 mesi fa e tante persone arrivano a fare cose assieme lì, molto importante per noi essere al centro di questa apertura e libertà, è molto cool essere parte di una comunità dove ognuno è benvenuto”

Il cantante e chitarrista Fred però specifica:C’è voluto un po’ per convincere uno di noi cinque, non voglio dire chi. Per noi è un passo, possiamo pensare di andare a Londra o Manchester se le cose conqinuano così per tre o quattro anni”.

Com’è essere a Berlino, 30 anni esatti dopo la caduta del muro? “La Techno c’è sempre, ci sono ancora i più grandi locali notturni d’Europa. Per fortuna c’è anche ci ascolta l’indie rock. Il nostro video è stato girato in città, pensando all’hip hop americano con delle scene che si connettono, senza un apparente senso. Ma tutte le persone stanno a guardare ma non si sa dove, una cosa che crea tensione. Ci piace spingere a far capire nuove cose senza dirle in maniera diretta“. Wild Stare, “guardare fissi”, è il titolo della canzone, infatti.

Tre dei Giant Rooks al primo appuntamento con la stampa al di fuori del loro paese. A Milano sono arrivati, da sinistra, Finn, Fred e Luca (foto Christian D’Antonio  per The Way Magazine).

All’improvviso si ritrovano ad avere riscontro in Paesi al di fuori del loro. A 20 anni deve essere davvero una bella sensazione. “Il singolo è andato bene non conoscendo nessuno in Italia, è stato divertente, oltre che darci molto piacere, non pensavamo di finire in classifica in radio in Italia. Ci siamo venuti sporadicamente in passato ma nulla di più. Anzi, non vediamo l’ora di conoscere meglio questo Paese”.

Al momento, Finn una nota politica la mette sul piatto: “Sono molto interessato alla politica dei paesi, e devo dire che la situazione è difficile in Europa, ma siamo fortunati che in Germania non c’è un partito di estrema destra al potere“.

Tra di loro c’è chi ha avuto in Italia una ragazza che faceva l’au-pair a Milano, chi ha visitato Roma, chi ha fatto vacanze tra Venezia e Lago di Garda. “Io ho imparato l’italiano a scuola – dice il bassista Luca, timidamente accennando una buona pronuncia nella nostra lingua – e sono fan di Eros Ramazzotti e Adriano Celentano”. Per una recente Instagram story sul loro profilo, hanno anche scelto “Azzurro” del Molleggiato.

Quali altre band che ce l’hanno fatta all’estero partendo dalla Germania conoscono? “Beh, Milky Chance, sono fantastici. Poi ci sono i Rammstain e gli Skorpions”.

In attesa di vederli in tour ad aprile (si parla di Roma e Milano come tappe), ci giurano che al momento la musica riempie quasi totalmente le loro vite: “Anche quando leggiamo o andiamo al cinema, sono sempre stimoli legati alla musica. Quando ci siamo trasferiti a Berlino, eravamo talmente assetati di musica, che andavamo a vedere un concerto ogni sera. Ora il miglior tempo che passiamo assieme è a creare musica nella nostra sala prove”.



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