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Leisure

Leisure - 19/10/2020

Giorgio Milani, parole assemblate in una chiesa sconsacrata

Gli imponenti ambienti rinascimentali del luogo dove si venerava Sant'Agostino nel cuore di Piacenza ora si chiamano "Volumnia" e accoglieranno 120 opere dell'artista piacentino.

Sullo Stradone Farnese di Piacenza, da oltre un anno, per merito di lungimiranti e visionari galleristi e magnati, la chiesa di Sant’Agostino è diventata un polo d’arte contemporanea. Dal 25 ottobre 2020 al 6 gennaio 2021, Volumnia, lo spazio dedicato all’arte e al design, all’interno di una chiesa sconsacrata nel centro di Piacenza, ospita la personale di Giorgio Milani, La scrittura come enigma.

L’esposizione, curata da Elena Pontiggia, propone 120 opere dell’artista piacentino, fra quadri e sculture in gran parte inedite, divise in dieci sezioni che documentano i suoi cicli più importanti, dalle Torri di Gutenberg alle Babeli e ai Poetari Oriente Occidente, dalle Sublimazioni alle Sindoni di Gutenberg e ai Canti ad Ombre Rare.

La gallerista Enrica De Micheli, la cui attività da più di vent’anni spazia tra antiquariato e design, ha dato il via alla valorizzazione di questo storico edificio che ospiterà nel suo spazio espositivo un bistrot e un’intensa programmazione culturale.

La cifra espressiva di Giorgio Milani ruota attorno ad assemblaggi di caratteri mobili in legno per la stampa non più in uso che l’artista trova e raccoglie nei magazzini di vecchie tipografie e ricicla come materiali per l’arte. Sono caratteri che, idealmente, conservano la memoria di tutto quello che hanno stampato, la memoria di tutto il sapere umano.

Quei legni intagliati, diversi per forma e misura, e anche per materia ed epoca di produzione, vengono usati non più come strumenti per lasciare sulla pagina l’impronta di lettere o altri segni, ma per costruire dei lavori tridimensionali; sono opere che non presentano parole e immagini stampate, quanto parole e immagini fisicamente reali, da toccare, oltre che da vedere.

Come scrive Elena Pontiggia nell’introduzione al catalogo: “La scrittura di Milani, i suoi Poetari, non compongono un catalogo razionale o una schedatura scolastica, ma sono semmai il luogo dell’enigma, non perché svelano il mistero, ma perché rivelano che il mistero esiste. Lettere e segni sono raccolti in andamenti ortogonali, entro quadrati e rettangoli, in spazi ritmici e musicali, ma non si leggono ordinatamente e giudiziosamente. Provate a leggerli: non ci riuscirete, perché sono ermetici come le foglie della Sibilla. Sono un’enciclopedia di Babele, cioè dell’incomprensione”.

Milani, classe 1946, famoso per i suoi Poetari che ne caratterizzano la produzione attuale, ha iniziato un percorso a metà degli anni Sessanta studiando il rapporto tra immagine e scrittura.

I Poetari realizzati alla fine degli anni ’80, sono esposti per la prima volta nel 1997 a Milano nella mostra “Poetari di fine Gutenberg”, organizzata dalla Fondazione Stelline con il patrocinio del Comune di Milano e curata da Tommaso Trini.

GIORGIO MILANI. La scrittura come enigma

Piacenza, VOLUMNIA (Stradone Farnese 33)

25 ottobre 2020 – 6 gennaio 2021

Inaugurazione su invito: sabato 24 ottobre 2020, ore 18.00

Orari: martedì – sabato, 15.00 – 19.00 e su appuntamento

Ingresso libero

Informazioni: 335 6456147; info@volumnia.space

Sito internet: www.volumnia.space



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