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Leisure - 12/03/2018

Giudizio Universale, grande show all’Auditorium a Roma

Dalle scenografie imponenti delle Olimpiadi e simili, Balich è arrivato a organizzare mastodontiche manifestazioni in Cina, fino a riapprodare alla storia dell'arte italiana con questo atteso spettacolo che debutta il 15 marzo.

Pierfrancesco Favino che fa la voce narrante, Sting che canta il tema principale, e i Musei Vaticani che sovrintendono la direzione. Uno show così non s’era mai visto. Si tratta del Giudizio Universale, a quanto ci risulta, il primo kolossal dal vivo derivato da un ciclo pittorico della storia dell’arte.

L’ha inventato il grande orgoglio italiano di cui vi abbiamo parlato già qui, Marco Balich. Dalle scenografie imponenti delle Olimpiadi e simili, Balich è arrivato a organizzare mastodontiche manifestazioni in Cina, fino a riapprodare alla storia dell’arte italiana con questo atteso spettacolo per l’Auditorium di Roma.

Il debutto per lo show che riprende il capolavoro michelangiolesco in una realtà immersiva che avvicina alla Cappella Sistina come mai prima d’ora, è previsto per il 15 marzo presso l’Auditorium Conciliazione di Roma. Sei milioni di visitatori all’anno guardano dal vivo il capolavoro italiano. Molti sicuramente saranno incuriositi da questa “trasposizione”.

LA STORIA – Nel 1508 Michelangelo viene invitato da papa Giulio II e realizzare la decorazione della volta della Cappella Sistina, dove si trovavano già, sulle pareti laterali, gli affreschi commissionati da papa Sisto IV ad alcuni dei migliori artisti del suo tempo, tra i quali Botticelli, il Ghirlandaio, il Perugino e Pinturicchio. Michelangelo, che si considera uno scultore e non un pittore, accetta non senza perplessità e tormenti l’incarico, accingendosi a dipingere la volta sul cielo stellato realizzato da Piermatteo d’Amelia senza conoscere le tecniche dell’affresco. In 520 giorni di lavoro senza sosta, come in un duello corpo a corpo, porta a termine il capolavoro.

Trent’anni dopo Papa Clemente VII, eletto nel Conclave del 1523, richiama l’ormai sessantenne Michelangelo per conferirgli un altro incarico: dare una nuova veste alla parte dell’altare della Cappella Sistina. L’artista, pur stanco e dubbioso sulla sua capacità di dipingere ancora, accetta la sfida e realizza un’opera di inaudita potenza estetica, emotiva e spirituale: il Giudizio Universale.

LO SPETTACOLOGiudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel usa proiezioni a 27 gradi per portare lo spettatore al centro dell’evento. 

Lo spettacolo prodotto da Artainment Worldwide Shows, contamina diverse forme artistiche: da un lato l’azione fisica della performance teatrale incontra la magia immateriale degli effetti speciali, dall’altro la tecnologia più avanzata si mette al servizio di un racconto per parole e immagini mai visto prima.

Marco Balich dice: “Questo progetto è nato ed è cresciuto grazie alla disponibilità dei Musei Vaticani, che vogliamo qui ringraziare. Fin dal nostro primo incontro, quando nel 2015 Monsignor Nicolini e l’allora Direttore Antonio Paolucci ci hanno accolto, abbiamo trovato grande attenzione e ascolto a una proposta innovativa nella forma e nel linguaggio. Per rispondere a questa fiducia abbiamo voluto i più grandi talenti mondiali del settore che abbiamo coinvolto su due basi: emozione e autenticità. Mettere il lavoro di una vita a disposizione del racconto di un patrimonio dell’umanità come la Cappella Sistina è stato un privilegio e un’enorme responsabilità, ma ci piace pensare che gli spettatori che verrano, specie i giovani saranno ispirati da una rinnovata consapevolezza”.

I tre volti dello show più atteso dell’anno: Sting, Marco Balich il regista, Pierfrancesco Favino, la voce narrante.

La regia di questo spettacolo totalmente innovativo è di Marco Balich, direttore artistico e produttore di Cerimonie Olimpiche, da Torino 2006 a Rio 2016.

Sting ha arrangiato e interpretato il main theme song originale: “Quando ho visto la Cappella Sistina sono rimasto folgorato dal genio di Michelangelo. Fare una “colonna sonora” di una simile visione è un’esperienza mistica”.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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