1 Febbraio 2024

I codici cancellati di Isgrò a Bologna

Per Bologna Art City dal 2 al 10 febbraio mostra al Dipartimento di Scienze Giuridiche - Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

1 Febbraio 2024

I codici cancellati di Isgrò a Bologna

Per Bologna Art City dal 2 al 10 febbraio mostra al Dipartimento di Scienze Giuridiche - Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

1 Febbraio 2024

I codici cancellati di Isgrò a Bologna

Per Bologna Art City dal 2 al 10 febbraio mostra al Dipartimento di Scienze Giuridiche - Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

Il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna ospita dal 2 al 10 febbraio 2024, nella sede di Palazzo Malvezzi, la mostra di Emilio Isgrò Cancel-lazione dei Codici – Civile e penale, a cura di Cristina Mazzantini (direttrice Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma), Lorenzo Balbi (direttore MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna) e Marco Bazzini (responsabile scientifico Archivio Emilio.

L’artista che è considerato tra gli innovatori del linguaggio artistico del secondo dopoguerra, è il padre indiscusso della cancellatura, un atto che cominciò a sperimentare nei primi anni Sessanta e che ancora oggi mantiene la stessa vivacità e audacia creativa. Questa originale ricerca sul linguaggio lo ha reso una figura pressoché unica nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, facendone uno dei suoi indiscussi protagonisti. È, infatti, il 1964 quando l’autore inizia a realizzare le prime opere intervenendo su testi, in particolare le pagine dei libri, coprendone manualmente una grande parte sotto rigorose griglie pittoriche. Le parole e le immagini sono cancellate singolarmente con un segno denso e dello scritto restano leggibili soltanto piccoli frammenti di frasi o un solo vocabolo.

Nel tempo questo gesto si applica alle carte geografiche, ai telex, al cinema, agli spartiti musicali, anticipa le espressioni più tipiche dell’arte concettuale, si declina in installazioni e, con il passaggio dal nero al bianco negli anni Ottanta, arriva a risultati pittorici che si sono rinnovati in questi ultimi anni quando con la cancellatura ha costruito immagini quasi fossero pittogrammi. Il cancellare è un gesto contraddittorio tra distruzione e ricostruzione. Le parole, e successivamente le immagini, non sono oltraggiate dalla cancellatura ma attraverso questa restituiscono nuova linfa a un significante portatore di più significati: l’essenza primaria di ogni opera d’arte. La cancellatura è la lingua inconfondibile della ricerca artistica di Emilio Isgrò che oggi appare come una filosofia alternativa alla visione del mondo contemporaneo: spiega più cose di quanto non dica.

In foto di apertura: Codice del decoro, 2022, tecnica mista su tela stampata su libro e legno, 35 x 50,5 x 5 cm, courtesy Archivio Emilio Isgrò

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