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Leisure

Leisure - 07/09/2019

I sette peccati capitali visti da Nina Khemchyan

Dal 14 al al 29 settembre sarà possibile ammirare nelle sale di Villa Sottocasa a Vimercate (MB) una monumentale opera grafica lunga 50 metri dell'artista armena.

Il MUST Museo del territorio vimercatese e Dima art&design di Vimercate (Monza Brianza) presentano “I SETTE PECCATI CAPITALI” di Nina Khemchyan: dal 14 al 29 settembre, nelle sale espositive della settecentesca Villa Sottocasa, sarà possibile ammirare un’opera straordinaria dell’artista armena, prodotta disegnando continuativamente per 15 ore al giorno su un foglio di carta lungo oltre 50 metri.

Partendo dallo studio di opere d’arte del tardo Medioevo e del Rinascimento, dalle opere di grandi artisti come Giotto, Jerome Bosch, Pieter Brueghel, Nina Khemchyan ha scelto di rappresentare gli aspetti oscuri della natura umana attraverso un’opera gioiosa e piena di vita in cui tutto è movimento in una progressione briosa.

L’opera viene qui presentata per la prima volta in Europa, dopo essere stata esposta presso il Modern Art Museum di Yerevan (Armenia) nel 2018.

Durante la mostra, visitabile a ingresso libero negli orari di apertura, saranno realizzate anche visite guidate gratuite condotte dalla curatrice (domenica 15, 22, 29 settembre alle ore 16,30 su prenotazione – tel. 0396659488 – info@museomust.it).

 

Altre opere dell’artista si potranno vedere nella parallela mostra dal titolo “Settimo cielo” allestita presso Dima art&design (fino all’8 novembre 2019), dove saranno esposte grandi sfere in ceramica dipinte; in questo caso Nina Khemchyan ha scelto come supporto la sfera perchè le offre l’opportunità di disegnare tracciando una linea continua e perchè coinvolge lo spettatore in un movimento circolare di lettura intorno all’opera.

 

«Tutta la produzione di Nina Khemchyan parte dal disegno: elegante e sensuale, il tratto si sviluppa dando vita a intrecci di figure nude e danzanti, in un ritmo ininterrotto che si fonde con il supporto scelto. La sua gestualità è  istintiva, dominata da linee continue e fluide che fanno affiorare suggestioni artistiche antiche, sospendendoci in una dimensione senza tempo, ma tuttavia coinvolgendoci per il vitalismo e la freschezza» (Irene Maiocchi, curatrice della mostra).



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