23 Settembre 2020

“Il cielo in una stanza”, musica in chiesa voluta da Ragnar Kjartansson

Si tratta di un'installazione sonora che fino a ottobre a San Carlo di Porta Venezia (Milano) risuonerà grazie al progetto della Fondazione Nicola Trussardi.

23 Settembre 2020

“Il cielo in una stanza”, musica in chiesa voluta da Ragnar Kjartansson

Si tratta di un'installazione sonora che fino a ottobre a San Carlo di Porta Venezia (Milano) risuonerà grazie al progetto della Fondazione Nicola Trussardi.

23 Settembre 2020

“Il cielo in una stanza”, musica in chiesa voluta da Ragnar Kjartansson

Si tratta di un'installazione sonora che fino a ottobre a San Carlo di Porta Venezia (Milano) risuonerà grazie al progetto della Fondazione Nicola Trussardi.

Ne abbiamo viste di ogni tipo in ambito di arte contemporanea. Ma a Milano la Fondazione Nicola Trussardi per l’autunno 2020 con The Sky in a Room dell’artista islandese Ragnar Kjartansson (Reykjavík, 1976) fa un omaggio insolito. Solo poco dopo essere entrati nella Chiesa di San Carlo al Lazzaretto di Milano (zona Porta Venezia) si scopre che quello a cui si assiste è un continuo, perpetuo omaggio al piano e a voce alla canzone celebre di Gino Paoli.

Il messaggio è stato concepito in seguito al difficile periodo di quarantena che ha segnato la vita pubblica e privata di milioni di italiani, in particolare dei cittadini della Lombardia: ancora una volta un intervento dalla forte valenza simbolica, voluto dalla Presidente Beatrice Trussardi e dal Direttore Artistico Massimiliano Gioni nel diciottesimo anno di attività nomade della Fondazione Nicola Trussardi, per entrare in dialogo con la storia passata e recente della città di Milano.
 
Dal 22 settembre al 25 ottobre 2020, ogni giorno, cantanti professionisti si alternano, uno alla volta, all’organo della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto – detta anche San Carlino – per eseguire un etereo arrangiamento della celebre canzone di Gino Paoli, Il cielo in una stanza, che si ripeterà ininterrottamente per sei ore al giorno, come una ninna nanna infinita.
 
Il cielo in una stanza è l’unica canzone che conosco che rivela una delle caratteristiche fondamentali dell’arte: la sua capacità di trasformare lo spazio.” spiega l’artista. “In un certo senso, è un’opera concettuale. Ma è anche una celebrazione del potere dell’immaginazione – infiammata dall’amore – di trasformare il mondo attorno a noi. È una poesia che racconta di come l’amore e la musica possano espandere anche lo spazio più piccolo, fino ad abbracciare il cielo e gli alberi… L’amore sa leggere ciò che è scritto sulla stella più lontana, diceva Oscar Wilde.”
 
Le opere di Ragnar Kjartansson – che alternano video, performance, musica e pittura – sono caratterizzate da un senso di profonda malinconia e sono spesso ispirate alla tradizione del teatro e della letteratura nordica del Novecento, con riferimenti che si possono ricondurre all’opera di Tove Janson, Halldór Laxness, Edvard Munch e August Strindberg, tra gli altri.
 
Cresciuto all’interno di un contesto artistico e musicale colto – i genitori sono attori teatrali di successo, la madrina è una cantante folk professionista – ancora adolescente Kjartansson intraprende la carriera di musicista con diversi gruppi, tra cui i Kanada, i Kósý, e i Trabant, con cui gira in tournée sia in Islanda sia a livello internazionale. Dal 2007 si dedica interamente alle arti visive, ma i rapporti con la musica e con il teatro – come strumenti espressivi e universi sentimentali – restano centrali in molte sue opere. In particolare, la ripetizione di suoni e gesti è un elemento fondamentale nelle sue composizioni e coreografie, che sono state spesso descritte come forme di meditazione e di riflessione nelle quali ritornelli, frasi e arie musicali sono trasformate in litanie toccanti e mantra ipnotici.
 
Dopo mesi trascorsi nello spazio chiuso delle proprie abitazioni, accanto ai propri cari o, più tristemente, lontani dai familiari e dagli affetti – rendendosi conto della propria solitudine e soffrendo per le persone perse nella lotta contro la pandemia – la performance di Kjartansson può essere letta come un poetico memoriale contemporaneo: un inusuale monumento e un’orazione civile in ricordo dei dolorosi mesi passati a immaginare il cielo in una stanza e a sognare nuovi modi per stare insieme e per combattere la solitudine e l’isolamento.
 
The Sky in a Room – performance inizialmente commissionata da Artes Mundi e dal National Museum of Wales di Cardiff, con il supporto del Derek Williams Trust e dell’ArtFund – per questa presentazione viene messa in scena nella Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, un luogo la cui storia è intimamente legata a precedenti epidemie, dalla peste del 1576 a quella del 1630, resa celebre da I promessi sposi di Alessandro Manzoni che cita in più occasioni il Lazzaretto nel romanzo e vi ambienta uno dei capitoli più noti.
 
Concepita inizialmente come un altare da campo nel centro del Lazzaretto edificato dall’architetto Lazzaro Palazzi, la chiesa venne progettata da Pellegrino Tibaldi su commissione del cardinale Carlo Borromeo nel 1576. Originariamente aperta su tutti i lati così che i malati potessero assistere alle funzioni rimanendo all’esterno, la chiesa è stata poi trasformata dall’architetto Giuseppe Piermarini a cavallo tra Settecento e Ottocento. Sopravvissuta alle trasformazioni di quasi cinque secoli, San Carlino è un luogo che racconta la storia di Milano e dei suoi cittadini attraverso stratificazioni profonde.
Nel 2017 la chiesa è stata oggetto di un restauro completo finanziato dalla Fondazione Rocca in ricordo di Roberto Rocca
 
The Sky in a Room di Ragnar Kjartansson fa parte di una serie di progetti realizzati dal 2013 dalla Fondazione Nicola Trussardi: mostre temporanee, incursioni, performance e interventi pop-up che hanno portato a Milano artisti internazionali tra cui Ibrahim Mahama, Jeremy Deller, Sarah Lucas, Gelitin, Darren Bader e Stan VanDerBeek.
 
La Fondazione Nicola Trussardi è un’istituzione no profit privata, un museo nomade per la produzione e la diffusione dell’arte contemporanea in contesti molteplici e attraverso i canali più diversi, che nasce a Milano nel 1996. Le sue attività sono rese possibili grazie alla generosità delle socie fondatrici e di un gruppo di sostenitrici e sostenitori che ne supporta i progetti. 


RAGNAR KJARTANSSON
The Sky in a Room
 
a cura di Massimiliano Gioni
Chiesa di San Carlo al Lazzaretto
Largo fra’ Paolo Bellintani 1, Milano
22 settembre – 25 ottobre 2020
tutti i giorni dalle 14 alle 20


Con The Sky in a Room continua così il percorso intrapreso dalla Fondazione nel 2003, per portare l’arte contemporanea nel cuore della città di Milano, riscoprendo e valorizzando luoghi dimenticati o insoliti. Dopo importanti mostre personali tra cui quelle di Allora & Calzadilla, Pawel Althamer, Maurizio Cattelan, Tacita Dean, Michael Elmgreen & Ingar Dragset, Urs Fischer, Peter Fischli e David Weiss, Paul McCarthy, Paola Pivi, Pipilotti Rist, Anri Sala e Tino Sehgal e le due grandi mostre a tema La Grande Madre (2015) e La Terra Inquieta (2017).
Si ringraziano i membri del Cerchio della Fondazione Nicola Trussardi per il costante e generoso sostegno ai progetti della Fondazione.
Si ringrazia Spada Partners per il supporto al progetto The Sky in a Room.
Si ringraziano inoltre Don Marco Artoni e i volontari della chiesa di San Carlo al Lazzaretto, Parrocchia Santa Francesca Romana, Milano; Sophie Fetokakis, Chiara Gelmetti, Martino Lurani Cernuschi; gli interpreti Yukiko Aragaki, Alessandra Bordiga, Fausto Caricato, Serena Erba, Zhou Fang, Francesco Leineri, Kleva Metolli.

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al link

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