24 Aprile 2022

Il kimono ha influenzato la moda italiana. Un libro lo rivela

La moda si è diversificata e si è fatta complessa. Rispetto al passato è divenuta polisemica e globalizzata. Ora, ancora una volta, il kimono sta attirando l’attenzione a livello mondiale da nuovi punti di vista.

24 Aprile 2022

Il kimono ha influenzato la moda italiana. Un libro lo rivela

La moda si è diversificata e si è fatta complessa. Rispetto al passato è divenuta polisemica e globalizzata. Ora, ancora una volta, il kimono sta attirando l’attenzione a livello mondiale da nuovi punti di vista.

24 Aprile 2022

Il kimono ha influenzato la moda italiana. Un libro lo rivela

La moda si è diversificata e si è fatta complessa. Rispetto al passato è divenuta polisemica e globalizzata. Ora, ancora una volta, il kimono sta attirando l’attenzione a livello mondiale da nuovi punti di vista.

Il kimono, abbigliamento tipico del Giappone, ha riscosso uno straordinario successo in Europa e in Italia fin dal tardo Ottocento. Da allora il suo taglio e i suoi motivi decorativi sono diventati fonte di ispirazione per gli stilisti desiderosi di proporre abiti con forme e decorazioni sconosciute alla tradizione sartoriale occidentale. Ma il kimono non è stato l’unico aspetto della moda nipponica a rivoluzionare lo stile italiano. A partire dagli anni Settanta, i fashion designer giapponesi d’avanguardia (Kenzo Takada, Issey Miyake, Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo) con i loro abiti informi e asimmetrici hanno sovvertito i tradizionali canoni estetici e sono diventati un punto di riferimento anche in Italia per i creatori di moda anticonformisti. Tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio si sono poi diffuse in Italia le subculture giapponesi, dalla moda kawaii ai cosplayers, alle Lolita.

Un modello di Prada, primavera-estate 2013. La cultura giapponese è una nuova sorgente di creatività per gli stilisti italiani. Per la sua peculiare bellezza esotica, la forma morbida e il modo in cui è indossato, per l’elevata raffinatezza ed espressività dei tessuti e per la sua neutralità di genere, il kimono offre infiniti spunti per l’abbigliamento del futuro.

Il volume recentemente uscito per Skira “Non solo kimono” è stato curato dalla docente e studiosa di storia della moda, Laura Dimitrio. L’autrice ha compiuto studi specifici sul giapponismo e sulla moda italiana del Novecento. Tra le sue pubblicazioni vi sono saggi sul giapponismo italiano, sui costumi per la prima rappresentazione di Madama Butterfly e sulla condizione di lavoro delle sarte nel XX secolo.

Il libro illustrato (256 pagine) è corredato da un ricco apparato iconografico, con immagini tratte da riviste di moda, fotografie e bozzetti provenienti dagli archivi dei musei e delle case di moda. Con una prefazione di Akiko Fukai, direttrice e Curator Emeritus del Kyoto Costume Institute.

“Non solo Kimono – Come il Giappone ha rivoluzionato la moda italiana” di Laura Dimitrio. La moda italiana tra influenze e suggestioni orientali: questo libro racconta gli influssi dell’arte e dell’abbigliamento
giapponese tra stoffe, colori, tagli e atmosfere.

In foto di apertura, da sinistra, immagini tratte dal libro di SKIRA

p.55 Vespasiano Bignami (attribuito), manifesto pubblicitario per la campagna di abbonamenti del “Corriere della Sera”, 1896 – Milano, Castello Sforzesco, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli

p.58 Giuseppe Palanti, bozzetto per il costume di una corista per la prima rappresentazione di Madama Butterfly, 1904, per gentile concessione del Museo Teatrale alla Scala, Milano

p.44 Karaori (costume del teatro Nō) in broccato di seta, fine XVI secolo, Tokyo
Tokyo, National Museum

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