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Leisure - 05/02/2019

Il MANN di Napoli, tra riaperture ed Etruschi a Pompei

Il restyling del museo archeologico tra i più importanti d'Europa e la programmazione per il biennio in corso. Pompei, Magna Grecia ed Etruschi.

GIà in grande rimonta tra i museo nazionali, come è giusto che sia per uno dei luoghi più belli di Napoli, il MANN (che sta per Museo Archeologico Nazionale di Napoli) in questo biennio 2019/2020 sarà un “Museo che cresce” tra le grandi mostre, il restyling delle collezioni e degli spazi espositivi, l’identità glocal.
Il tutto è sottolineato da una nuova dirigenza che sta portando avanti un piano strategico triennale del Museo, di importanza vitale visto che è la “vetrina” della regione degli scavi archeologici più importanti del mondo.

Il record dei visitatori nel 2018 (613.426) lascia ben sperare (+16% in un anno) e l’abbonamento “OpenMann”, unicum nel panorama dei musei autonomi nazionali, ha registrato 3.728 adesioni nella fase promozionale mentre Paolo Giulierini, ha ottenuto da Artribune la menzione “Migliore Direttore di Museo” del 2018.

Il 2019 è l’ anno del nuovo MANN , delle grandi mostre a partire da Canova fino a Thalassa, ma anche di importanti opere nel palazzo con l’apertura delle sezioni Magna Grecia e Preistoria, il restyling delle pompeiane, una straordinaria sezione tecnologica lì dove la immaginò Maiuri, il rifacimento e allestimento del terzo gia rdino, quello della Vanella. Un discorso a parte merita l’immensa opera di riordino e razionalizzazione, mai fatta sin ora, dei depositi MANN, il nostro ‘tesoro’.
Nel 2020 Napoli avrà il suo Museo Archeologico come le ultime generazioni non l’hanno mai visto: alla massima fruibilità degli spazi espositivi (basti pensare alle splendide sale con colonne dell’ala
occidentale, chiuse da 50 anni, che ospiteranno la statuaria campana) si affiancheranno servizi moderni che porranno il MANN all’avanguardia tra i grandi siti mondiali consentendoci, ad esempio, di ospitare eventi in un auditorium di 300 posti tecnologicamente all’avanguardia.
Le grandi mostre
Nel vulcano. Cai Guo-Qiang a Napoli e Pompei
(dal 22 febbraio 2019)
Dopo il successo dell’esposizione “Mortali Immortali. I tesori del Sichuan nell’antica Cina (in programma al Museo sino all’11 marzo), il MANN continuerà il proprio percorso di indagine sulla cultura orientale,
affidandosi, stavolta, alle suggestioni delle opere di Cai Guo Qiang, uno degli artisti cinesi contemporanei più noti nell’entourage internazionale, insignito del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia
nel 1999: sky ladder conosciuto per le sue emozionanti performance con il fuoco, Guo Qiang esporrà al Museo una selezione di lavori frutto della sua “officina dell’esplosione”.
Canova e l’antico
(dal 28 marzo 2019)
Tra le collaborazioni avviate nel 2017 con il Museo Statale Ermitage, vi è anche la realizzazione di una mostra inedita dedicata a Canova, con prestiti eccezionali dal Museo di San Pietroburgo, che conserva il maggior numero dei capolavori in marmo del Maestro. Un evento di caratura internazionale, che metterà in relazione, per la prima volta, l’arte sublime di Antonio Canova con l’arte antica e con i modelli che lo seppero ispirare, nelle loro massime espressioni: una novità scientifica, occasione per fare ricerca.
Il percorso espositivo – curato da uno dei maggiori esperti in materia, Giuseppe Pavanello, affiancato da autorevoli studio si e dalla direzione dei due musei promotori – prevedrà la presentazione di marmi e gessi di Canova, di nuclei importanti di bozzetti, disegni, monocromi e tempere del grande artista del Settecento neoclassico italiano.
Pompei e gli Etruschi
(dal 30 maggio 2019)
Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed il Parco Archeologico di Pompei, prevede la realizzazioni di due grandi momenti espositivi, nella Palestra Grande dell’antica città vesuviana distrutta nel 79 d.C. e al MANN.
 
Gli Assiri all’ombra del Vesuvio
(dal 6 giugno 2019)
Nel patrimonio del Museo, sono presenti tredici calchi in gesso di rilievi neoassiri da Ninive e Nimrud, i cui originali appartengono alle collezioni del British Museum di Londra e sono esposti nel cosiddetto Assyrian Basement.
La mostra darà la dimensione del laboratorio culturale partenopeo a fine Ottocento. I calchi del MANN, infatti, sono giunti a Napoli, tra l’altro, grazie anche ai rapporti intensi fra Giuseppe Fiorelli (1823-1896)
e Henry Austin Layard (1817-1894), che volle omaggiare l’archeologo napoletano con un frammento di rilievo assiro proveniente dalla sua collezione privata. Eccezionale la presenza, nel percorso espositivo, d
i ventotto reperti provenienti dal British Museum di Londra e di undic i pezzi dell’Ashmolean Museum.
Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia
(dal 25 settembre 2019)
Il mare nostrum in esposizione, tramite reperti di archeologia subacquea, provenienti da importanti istituzioni museali internazionali (Londra, Boston, Parigi, San Pietroburgo, Atene, Bodrum)
MAGGIO 2019: NUOVA APERTURA DELLA SEZIONE MAGNA GRECIA
La Collezione Magna Grecia è uno dei nuclei storici del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: il suo ultimo allestimento risale al 1996. La Direzione del MANN ne ha definito la riapertura perseguendo due obiettivi principali: l’esigenza di assicurare un programma di comunicazione chiaro, attraente e corretto rispetto ai contenuti ed alla ricostruzione storica dei contesti; il rispetto del le finalità complessive del sistema museale per costruirne un’identità riconoscibile nelle forme e nell’immagine della rappresentazione.
GIUGNO 2019: NUOVA APERTURA DELLA SEZIONE PREISTORIA
La collezione raccoglierà gli antichi reperti provenienti da vari centri della Campania, con lo scopo di ripercorrere le vicissitudini, spesso complesse ed alterne, legate al popolamento della Regione.
GIUGNO 2019: NUOVA SISTEMAZIONE DEL GIARDINO DELLA VANELLA
Rimasta chiusa per anni ed andata distrutta, per la maggior parte, dalla costruzione della grande teca espositiva di acciaio e vetro (ora demolita) finalmente nel 2019 verrà riaperta la seconda parte del Giardino della Vanella, cui seguirà, dopo breve tempo, la terza di completamento: in tal modo, sarà
ampliata l’offerta di spazi verdi del Museo, iniziata nel 2016 con il recupero dei due giardini storici adiacenti l’atrio, il Giardino delle Camelie e quello delle Fontane.


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