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Leisure

Leisure - 29/09/2020

Il Photofestival a Milano, sguardo sulle città

La kermesse milanese di fotografia d’autore debutta nel “Palazzo della fotografia”: dal 1 al 15 ottobre 2020 a Palazzo Castiglioni di Confcommercio.

Il rigore dello sguardo che accomuna autori famosi e più giovani che si sono misurati in epoche diverse con l’architettura, la ricerca di prospettive, il paesaggio, la moda; il racconto in bianco nero della Cina di Milano, nel processo di fusione in atto tra le due culture; la rappresentazione delle luci e della ombre della vita di tutti i giorni da parte di un attento osservatore della prossemica del quotidiano; un reportage intimo e allo stesso tempo universale su luoghi geografici, architettonici e metaforici; le immagini realizzate con la  tecnica della doppia esposizione per rendere la moltitudine di colori, suoni e sensazioni di una città turca. Queste le tematiche delle cinque mostre fotografiche ospitate dal 1 al 15 ottobre 2020 nella storica cornice di Palazzo Castiglioni di Confcommercio Milano nell’ambito della 15a edizione di Photofestival, la rassegna di fotografia d’autore partita il 7 settembre e in programma fino al 15 novembre con un ricco calendario di appuntamenti diffusi in tutta la Città Metropolitana di Milano e in diverse località della Lombardia.

Gabriele Basilico Glasgow, 1969

Il rigore dello sguardo

a cura di Roberto Mutti e Fondazione 3M

L’archivio della Fondazione 3M custodisce opere composte con quel rigore dello sguardo che accomuna immagini realizzate in epoche diverse da autori famosi e da altri più giovani in un panorama che si offre al piacere della visione. Con l’architettura si misurano Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Ferruccio Leiss e autrici dal gusto contemporaneo come Gianna Spirito e Lia Stein. La ricerca di prospettive insolite accosta Gianni Borghesan, Piergiorgio Branzi, Roberto Spampinato a donne dallo sguardo curioso come Chiara Samugheo e Giancarla Pancera. Leggono il paesaggio come spazio dell’essenzialità Franco Fontana, Federico Vender e Mario Finazzi, interpreta la moda Elio Luxardo, gioca con le forme Lucrezia Roda.

Alcune delle immagini sono inserite nella struttura espositiva La parete fotografica photoSHOWall. Un’installazione che raccoglie e moltiplica l’effetto visivo che è una delle iniziative di questo Photofestival 2020.

CONTENUTI MOSTRE PHOTOFESTIVAL 2020

Giuseppe Candiani

Straordinario quotidiano (foto di apertura di servizio)

Candiani continua sul filone già tracciato con il progetto Shadow, di cui questa mostra è l’atto finale. Il fotografo è un attento osservatore della prossemica del quotidiano, un quotidiano che si svolge tra le ombre e le luci della vita di tutti i giorni. L’intenzionalità progettuale e tematica lascia spazio a brevi sequenze che prendono il via da una visione poetica per lasciar spazio alla potenza visionaria della fotografia. Sua prerogativa è cercare nelle pieghe delle quotidianità quell’elemento di astrazione che, mediato dal suo punto di vista, si trasforma in occasione di riflessione. Stimoli portati all’attenzione dell’osservatore che può a sua volta scoprire lo straordinario del quotidiano.

Maurizio Gjivovich, Una milanesità cinese

Maurizio Gjivovich

Una milanesità cinese

La Cina di Milano raccontata attraverso un percorso in bianco nero che vuole documentare il processo di fusione tra quella cultura e quella di Milano. D’altra parte questo quartiere è storicamente la culla dell’insediamento cinese ambrosiano, con le nuove generazioni che ostentano un accento meneghino. Milano è la Cina e così i vecchi mestieri artigianali italiani via via spariscono lasciando spazio al parrucchiere, al fioraio, al riparatore di elettrodomestici: tutti cinesi ma ormai utilizzati ampiamente dagli italiani, in un processo di concreta integrazione. E oggi la Chinatown di Milano non è più solo via Paolo Sarpi, è ovunque nella città.

“Centrale” di Enrico Camporese per “Luoghi Sparsi”.

Enrico Camporese

Luoghi Sparsi. Tra realtà e metafisica.

a cura di Ornella Roccuzzo

24 immagini tra bianco e nero e colore che offrono agli occhi di chi guarda una panoramica di luoghi: non solo geografici, ma emozionali, architettonici, metaforici. La vita spesso è uno spettacolo silenzioso dove le persone sono comparse inconsapevoli. O almeno è così che Enrico Camporese guarda al mondo circostante. Un reportage dallo sguardo intimo e insieme universale, alla ricerca della prospettiva del già visto, del mai visto, dell’inaspettato. Cercando un modo di vedere nuovo, attraverso immagini di cui l’autore è l’unico committente.

Barbara Cerri, Antalya City

Barbara Cerri

AntalyaCity

Quando una città esula dal nostro panorama culturale e visivo, colpisce molteplici parti di noi: dai cinque sensi fino alle emozioni. È quello che è successo a Barbara Cerri durante il suo viaggio in Turchia, dove la vita che scorre per le strade è davvero travolgente. Per rendere la moltitudine di colori, suoni, sensazioni ed emozioni attraverso il filtro della propria curiosità, la fotografa ha utilizzato la tecnica della doppia esposizione.

Photofestival Milano, catalogo qui



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