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Leisure - 01/01/2019

Il Primivitismo a Roma, con i grandi artisti del Novecento

La scultura occidentale che andò oltre il realismo che aveva dominato l'arte europea per secoli. La genesi e lo sviluppo in mostra alle Terme di Diocleziano.

Nel 1800 l’Occidente prese coscienza dell’esistenza di culture diverse al di fuori dell’Europa e America. E questo si riflette nella grande corrente primitivista che abbracciò anche l’Italia. Un viaggio attraverso i principali caratteri dell’esplorazione interiore che accomunò gli artisti del Novecento all’arte delle culture da cui presero spunto. La mostra Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento, allestita nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, a cura di Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina, presenta ottanta opere, tra sculture di grandi maestri del Novecento e capolavori di arte etnica.
Alla fine dell’Ottocento infatti, l’irruzione sulla scena mondiale delle culture non-occidentali produsse, nel campo delle arti, una vera rivoluzione: si estese l’universo delle fonti per gli artisti e crebbe il desiderio di oltrepassare visioni e schemi che il realismo europeo aveva ereditato da quattro secoli di riflessione estetica. Fu un “incontro fatale” che, lungi dal creare una frattura creativa, generò una feconda apertura culturale e la prima vera convergenza del mondo nell’arte. La più sovversiva, feconda e più duratura fu la relazione con le arti etniche e popolari, i cui linguaggi, soltanto apparentemente ingenui, furono capaci di comunicare senza mediazione il rapporto dell’umano con il divino e il soprannaturale.
La scultura della prima metà del Novecento dovette tenacemente combattere per affermare che la fedeltà all’apparenza non poteva essere più considerata a priori la misura dell’arte. Sculture che, liberatesi definitivamente da ogni inibizione ideologica, incarnavano entità che cercavano un loro proprio principio di giustificazione. Fu un tormento che trovò nella materia stessa il suo fondamento primario e, al contempo, fu una liberazione che affrancò per sempre la scultura occidentale dal conformismo della fisionomia.

Gli artisti in mostra:
Karel Appel, Hans Arp, Kenneth Armitage, Georges Braque, Serge Brignoni, Agustín Cárdenas, Lynn Chadwick, André Derain, Jean Dubuffet, Sonja Ferlov Mancoba, Alberto Giacometti, Julio González, Henry Heerup, Ludwig Ernst Kirchner, Yves Klein, Jacques Lipchitz, Man Ray, André Masson, Joan Miró, Louise Nevelson, Isamu Noguchi, Pablo Picasso, Germaine Richier, Salvatore Scarpitta, Fritz Wotruba, Enrico Baj, Mirko Basaldella, Adriana Bisi Fabbri, Alik Cavaliere, Pietro Consagra, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Marino Marini, Luciano Minguzzi, Costantino Nivola, Arnaldo Pomodoro, Regina [Cassolo Bracchi], Raffaello A. Salimbeni, Gaston Chaïssac, Francesco Toris.

Giacometti, Picasso e gli altri
Il Primitivismo nella scultura del Novecento
28 settembre 2018 – 20 gennaio 2019
Terme di Diocleziano, Roma



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