25 Giugno 2021

Il procedural drama con Pandolfi e Preziosi su Mediaset

Masantonio, pur essendo un lupo solitario, cinico e scontroso, possiede uno straordinario talento: la capacità di entrare nelle vite degli scomparsi fino a farle aderire alla propria.

25 Giugno 2021

Il procedural drama con Pandolfi e Preziosi su Mediaset

Masantonio, pur essendo un lupo solitario, cinico e scontroso, possiede uno straordinario talento: la capacità di entrare nelle vite degli scomparsi fino a farle aderire alla propria.

25 Giugno 2021

Il procedural drama con Pandolfi e Preziosi su Mediaset

Masantonio, pur essendo un lupo solitario, cinico e scontroso, possiede uno straordinario talento: la capacità di entrare nelle vite degli scomparsi fino a farle aderire alla propria.

Il nuovo procedural drama targato Mediaset è la storia di Elio Masantonio (Alessandro Preziosi), un investigatore dal passato misterioso e dall’altrettanto misteriosa qualifica, che viene messo dal Prefetto di Genova Attilio De Prà (Bebo Storti) alla guida di una piccola task force per risolvere i casi di persone scomparse.
Masantonio, questo il titolo della fiction che va in onda su Canale 5 in 10 episodi per 5 prime serate dal 25 giugno, pur essendo un lupo solitario, cinico e scontroso, possiede uno straordinario talento: la capacità di entrare nelle vite degli scomparsi fino a farle aderire alla propria, riuscendo così a ricostruire le loro identità e le loro storie, al fine di avere maggiori possibilità di ritrovarli. 

Gli autori hanno preso spunto dall’enorme numero di scomparsi (o non trovati, 31000) dal 1974 a al 2018. 1400 all’anno, 4 al giorno. Un numero che, nonostante un mondo sempre più connesso e digitalizzato, è, a oggi, in costante aumento. In Italia potrebbe essere definita un’eemergenza nazionale, che coinvolge le istituzioni, la società civile, i familiari degli scomparsi raccolti e sostenuti da associazioni che operano eroicamente nel tenere viva l’attenzione sui loro cari e su tutti gli scomparsi.

Un supereroe al contrario, dicono gli sceneggiatori, è quello che ci vuole per indagare sulle scomparse. Un coraggioso, sperimentale gestore delle emozioni, con un desiderio di fuga che lo accompagna da giovane, da quando lui stesso è stato uno scomparso. Da qui deriva la straordinaria capacità di comprensione e immedesimazione con gli scomparsi di Masantonio.

La fiction Masantonio parte da un’idea ribaltata: chi scompare non è la vittima, ma il colpevole. Le vittime sono coloro che rimangono, disperati e senza una spiegazione, proprio come suo padre che ha immolato la vita alla vana ricerca di suo figlio.

Le indagini classiche – segnalazioni, testimonianze, tracce varie – non fanno per Masantonio. Quelle se può, le lascia a Riva, il suo leale e umanissimo collega. Lui preferisce raccogliere pezzi di vita quotidiana degli scomparsi, cercarne il punto di rottura – quel momento che ha determinato la scomparsa e dal quale non sono più tornati indietro – fino a svelarne il loro segreto più intimo. Se sono andati via volontariamente, Masantonio indaga il motivo per cui lo hanno fatto. Talvolta, il percorso che hanno intrapreso. Fino, se possibile, al luogo in cui si trovano. Se la scomparsa non è volontaria, il metodo funziona lo stesso, ma al contrario. Troppo facile, per lui, leggere negli occhi di chi resta e di chi se ne va.
Un metodo che Masantonio, ostinato com’è, non vuole condividere con nessuno. Neanche con le poche persone che, chi più e chi meno, ancora gli vogliono bene: sua sorella, sua nipote, la sua ex fidanzata adolescenziale, il Prefetto, il suo nuovo collega.
Con loro, in ogni puntata, Masantonio ricostruisce una vita, una storia, la biografia di una persona scomparsa. In parallelo, il nostro protagonista scopre qualcosa di se stesso e del suo passato aggiungendo un tassello alla ricostruzione dei suoi enormi problemi di relazione e noi scopriamo qualcosa della sua identità e della sua storia.
Tuttavia, nel raccontare un personaggio così combattuto, abbiamo provato a farlo nel modo che più ci piace: divertendoci. Ci piace pensare che il nostro protagonista – grazie anche all’interpretazione di Alessandro Preziosi – sia un personaggio divertente che affronta in modo insieme profondo e leggero un mondo complesso e doloroso. Uno che schifa tutti i caffè che beve ma che al tempo stesso non riesce a fare a meno di berli. Uno che vorrebbe essere invisibile al mondo ma che è destinato all’esatto contrario, non fosse altro per la sua innata capacità di dire sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato. Uno che, in un mondo che eleva la menzogna a filosofia di vita, non riesce a non essere brutalmente quanto comicamente sincero.
In tutto questo Genova, con i suoi vicoli, il suo porto, il suo mix etnico, ci è sempre sembrata l’arena perfetta per questo personaggio e per i mondi che attraversa. È da qui che fuggono o è qui che si nascondono adolescenti inquieti e problematici, giovani innamorati osteggiati dalle famiglie, adulti travolti dai debiti che si vergognano a tornare a casa, persone normali – una vita serena, una famiglia perfetta – che hanno fatto improvvisamente tilt. Anziani malati di Alzheimer, scomparsi cercati dalla polizia, quelli diventati “casi mediatici”, quelli che invece non cerca nessuno. Chi è scomparso da un giorno, chi da 10 anni.
Ogni scomparso di Genova, negli ultimi 30 anni, corrisponde a una foto. E ogni foto è una storia da scrivere, un personaggio da conoscere, un’esistenza da ricostruire e un fascio di possibilità: il ritorno, il ritrovamento, la riappacificazione con se stessi e col proprio mondo. Oppure la scoperta drammatica, la morte sconosciuta, il mancato ritorno.

Valeria (Claudia Pandolfi): Valeria è la vicina di casa di Masantonio. Si conoscono fin da bambini e tra loro esiste una sorta di cameratismo, un’amicizia calda che, forse, nasconde un sentimento a lungo sopito ma ancora vivo. Valeria è una donna piena di vita, saggia e risoluta ma anche allegra e dolce. Ha un negozio di arredamento, che è la sua grande passione, e una famiglia che adora, composta da un marito e due figli. Apparentemente una donna normale e risolta: una grande sfida per Masantonio.

Ad affiancarlo nelle sue indagini, Masantonio avrà Sandro Riva (Davide Iacopini), un giovane e volenteroso poliziotto, che all’inizio faticherà non poco a relazionarsi con lui e i suoi metodi per niente ortodossi, ma che molto presto si rivelerà essere il partner perfetto.

Caso dopo caso, vita dopo vita, scomparso dopo scomparso, Masantonio finirà per dover fare i conti con se stesso e ciò lo obbligherà a riannodare i fili di un passato con cui deve ancora chiudere diversi conti. Uno è quello con Valeria (Claudia Pandolfi), vicina di casa e custode di un’antica amicizia, testimone di ciò che Masantonio nasconde agli altri, con la quale c’è ancora qualcosa di irrisolto.

Le riprese di “Masantonio – sezione scomparsi” si sono svolte tra Roma e Genova che – grazie al supporto di Genova-Liguria Film Commission – è raccontata attraverso locations molto suggestive, che spaziano dal centro storico al Levante cittadino, con alcuni passaggi nell’entroterra. 
Le vendite internazionali della serie sono affidate ad ITV Studios Global Entertainment.

Dice il regista Fabio Mollo: “La prima cosa che mi ha colpito di Masantonio è stata la scrittura. L’eleganza dei dialoghi, la ricchezza umana dei personaggi, l’ironia stropicciata del protagonista, la sua solitudine e la sua voglia di vivere.
Masantonio è un personaggio ricco di meravigliose contraddizioni. In lui convive l’eterna lotta interiore tra voler sparire per sempre e voler tornare a casa. Una contraddizione con la quale tutti noi nel nostro piccolo conviviamo. Masantonio è quindi prima di tutto un viaggio interiore, dentro sé stesso e dentro gli altri”.

Kiko Rosati, l’altro regista, dice: “Quando mi è stato proposto di girare alcuni episodi di Masantonio – sezione scomparsi – sono stato felicissimo, perché potevo approcciare un lavoro diametralmente opposto alle mie esperienze precedenti utilizzando una storia creata da Gianluca Leoncini e Valerio Cilio. In particole con Gianluca avevo già condiviso altre esperienze professionali e conoscevo bene il suo talento.
Prima ancora di leggere le sceneggiature ero convinto che sarebbe stata una serie speciale, convinzione che, una volta letti gli scripts, non è stata disattesa”.

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