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Leisure - 23/05/2019

Il ritorno di “Aladdin”, la recensione

Il nuovo film distribuito da The Walt Disney Company Italia regala oltre due ore di intrattenimento da sogno per tutte le età. Firmate Guy Ritchie.

Tutti noi abbiamo dei piccoli e grandi desideri da esaudire. Pensiamo ai desideri particolari, difficili da realizzare nella realtà di tutti i giorni. Magari se anche noi avessimo accanto la presenza di un genio che esce da una lampada con lo scopo di esaudirli tutti, sarebbe tutto più semplice? Ma se lo stesso genio ci avvertisse che ne abbiamo solo tre a disposizione, cosa faremmo? Saremmo in grado di saper scegliere e di sacrificarne qualcuno? Il film “Aladdin” ci riporta a questo quesito con allegria facendoci vivere una vera esperienza di intrattenimento.

Su questi presupposti si basa la famosa favola di Aladino che ritorna sul grande schermo in questi giorni con una versione in chiave live action tutta da scoprire. La Disney è intenzionata a bissare il successo ottenuto quasi ventisette anni or sono con il lungometraggio di animazione ‘Aladdin’. All’epoca a dare voce al genio della lampada, per gli Stati Uniti, venne scelto Robin Williams, mentre per l’Italia Gigi Proietti.

In questo remake il simpatico ed istrionico personaggio blu è impersonato da Will Smith. Accanto lui, proprio nel ruolo del protagonista vero e proprio, c’è l’attore canadese Mena Massoud; senza dimenticare la bella e brava Naomi Scott e Marwan Kenzari, nel ruolo di Jafar. Ovviamente la curiosità nasce spontanea e si insinua ancor prima di andare a vedere questa nuova attesissima versione.

The Way Magazine ha avuto la fortuna di poterla vedere in anteprima rimanendo, senza fare troppi giri di parole, molto colpiti dalla freschezza con la quale è stata impostata e sviluppata la trama. Con molto humour che lascia spensierati e soddisfatti all’uscita dalla sala cinematografica. Bravi gli interpreti. Sia nei vari momenti di mera recitazione e sia nei momenti in cui il film diventava un musical.

Sia la scenografia che i costumi ci portano in un’atmosfera gioiosa, con colori vividi e speranzosi. In particolar modo questi ultimi meriterebbero una candidatura alla statuetta d’oro.  Il regista Guy Ritchie, che ha co-scritto la sceneggiatura insieme a John August, è riuscito a miscelare al meglio la visione disneyana con quella dei musical più classici.

Il messaggio che viene lanciato non è da sottovalutare ma da considerare. Un messaggio diretto in cui ci invita, proprio in quest’epoca dei social, ha mutare atteggiamento su come porsi nei confronti degli altri e che cosa effettivamente desideriamo.

Will Smith sembra divertirsi come un ragazzino. Quasi come ai tempi di ‘Willy – Il principe di Bel Air’. La sit-com che negli anni ’90 gli regalò fama mondiale. Non fa rimpiangere la versione precedente.

Testo a cura di Vincenzo Pepe



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