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Leisure - 13/02/2020

iLive Music, la “Uber” della musica che fa incontrare musicisti e organizzatori

Il locale giusto dove ascoltare o esibirsi, il trova-robe prima del concerto, la community per dialogare e farsi trovare. Intervista al fondatore, Tino Silvestri.

iLiveMusic è l’unica piattaforma digitale al mondo che mette in contatto diretto artisti e organizzatori di musica live. Nata poco più di due anni fa, l’applicazione digitale che si scarica gratuitamente è dotata di un funzionamento semplice e intuitivo: semplifica la trattativa dell’ingaggio che viene gestita comodamente nell’App, senza alcuna intermediazione, con una chat real time.

Non solo: iLiveMusic consente di scoprire tutta la comunità degli addetti ai lavori nel mondo della musica: live club, scuole musicali, sale prove, studi di registrazione e negozi di strumenti musicali.

Tino Silvestri, manager discografico di lungo corso, ha lanciato l’iniziativa che dal 2017 ha messo assieme 100mila utenti circa nel mondo della musica italiana.

“iLiveMusic è una digital platform App e web che si rivolge ad artisti, che siano band, dj, cantanti, musicisti e tutti coloro che vogliono trovare maggiori opportunità per esibirsi dal vivo – ci racconta il fondatore – . Poi ci sono i locali e organizzatori come i live music club, pub, ristoranti, discoteche, sale da ballo, organizzatori di eventi, feste di piazza, feste private, matrimoni, convegni, ossia coloro che cercano artisti, con determinati requisiti, da far esibire nel proprio spazio. iLive Music non è stata idea mia, stavo facendo nel 2015 una ricerca sul consumo della musica in Italia e qualcuno si è interessato”.

Il dato interessante che è stato tratto dall’annuario della Siae che esce a luglio era quello nella sezione “concertini”: nel nostro paese ci sono 400mila eventi con la musica dal vivo ogni anno. “Questo ha ispirato un ingegnere informatico, Pellegrini, che solitamente sviluppava software, che ha preso spunto da questa ricerca e si è ricordato che in Italia all’epoca del social network MySpace c’erano ben un milione di musicisti registrati. Il mercato della musica è già ben organizzato con 100 artisti di grandi proporzioni, ma tutti gli altri hanno bisogno di un’agenzia, un agente, un manager. Il nostro è dunque lo strumento per facilitare il compito di chi deve procurare ingaggi, risparmi di tempo per organizzare gli spettacoli”.

Tino ha lasciato nel  2012 la Warner da direttore generale, poi è andato a Hollywood per lavorare a musica da film, è in questi anni è tornato in Italia da indipendente. L’ipotetico sviluppo di iLive Music all’estero è costoso ma ci stanno già pensato.

La piattaforma digitale è intesa un po’ come Uber: fa incontrare chi ha la macchina ferma a casa e chi ha necessità di prendere il taxi quando non c’è la disponibilità. “A volte gli organizzatori non hanno tempo o persone sufficienti per far da contatto con i musicisti. E spesso i musicisti lasciano un cd o mandano messaggi per farsi ingaggiare ma non c’è tempo per connettersi. Questa piattaforma è un luogo aperto a tutti e veloce e serve a semplificare la vita a chi vuole fare della musica un percorso professionale”.

I servizi di iLive Music si sono allargati dal giorno della sua nascita: ci sono delle directory con scuole di musica, i service, i negozi che forniscono materiale, per sopperire alle mancanze dell’ultimo minuto. Poi è emerso anche un altro aspetto, relativo ai concorsi e casting. La piattaforma collabora con il Concertone del primo maggio, con il MEI, il Meeting delle etichette indipendenti, che ha raccolto interesse di 40mila persone nell’ultima edizione.

“L’applicazione ha fatto aumentare la partecipazione agli eventi, ci sono dei riscontri, abbiamo scoperto anche talenti validi come Mircoeilcane, che poi ha avuto successo a Sanremo 2017”.

Dare strumenti per farsi trovare, dall’una e dell’altra parte, è la mission. “Lo scopo principale dell’applicazione è anche creare una comunità di musicisti e organizzatori. Se si vuole organizzare, per esempio, un evento blues in una determinata area geografica, con una semplice consultazione sul telefonino si può vedere che offerta c’è. L’efficienza e il risparmio nella ricerca si traduce in soldi in più per dedicarsi alla qualità delle esibizioni. Nel primo trimestre dal lancio nel 2017, ci sono stati 400 eventi spontanei. Nella prima settimana si sono iscritti 10mila profili”.

C’è una redazione che ispeziona ovviamente le informazioni che vengono caricate. Persone che verificano soprattutto la capienza dei locali e le dotazioni strumentali. Al momento gli utilizzatori sono circa 100mila: aprono di frequente l’applicazione e sono molto attivi. I grandi player, ci dice Silvestri, non sono interessati a questo mercato perché è frammentato e compete alle micro-realtà. “Si tratta di un mare di opzioni che erano difficili da gestire singolarmente, ma con la tecnologia è possibile. Non era nostra finalità fare scouting, ma sta diventando un effetto secondario. Abbiamo lanciato la possibilità di votare la propria band preferita, di cercare il locale giusto e tutti partecipano con entusiasmo. E poi magari chissà, da qui nascerà anche il prossimo campione d’incassi, e lì si avvicineranno tanti altri, ancora di più“.

Per scaricare gratuitamente l’App iLiveMusic:
App store:
http://bit.ly/2FT0tO5
Googleplay: 
http://bit.ly/2FT0tO5

 



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