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Leisure - 16/03/2017

Intervista a Gianfranco Jannuzzo, il James Bond dello spettacolo italiano

Nella sua storia c'è Garinei e Giovannini, Gino Bramieri, la Sicilia, le tante stelle conosciute. Ora è in scena al Manzoni di Milano con Debora Caprioglio.

Bellezza, charme e bravura: ecco il mix dell’irresistibile Gianfranco Jannuzzo. Esistono degli attori, che fanno dimenticare guardandoli che è tutta finzione, talmente bravi che seduti in poltrona, finisci per costruire con loro la quarta parete che racchiude uno spazio dove non si recita più il rito sacrale di uno spettacolo, ma si diventa partecipi di un pezzo di vita.

jannuzzo the way magazine

Gianfranco Jannuzzo e la nostra scrittora, Cinzia Alibrandi.

Allora commenti, ridi, rifletti: in una parola ti appassioni, come fosse esistenza vera. Si chiama arte, quella con la A maiuscola, che in Jannuzzo è bravura, simpatia e signorilità incarnata in modo tale da farlo assurgere a uno degli attori più significativi dello spettacolo italiano. Il James Bond dello spettacolo italiano.

Attualmente è impegnato al teatro Manzoni di Milano fino al 19 marzo con Debora Caprioglio nella commedia di Pierre Chesnot ‘Alla faccia vostra’ per la regia di Patrick Rossi Gastaldi. Insomma è fatale, se nasci ad Agrigento, patria di Pirandello, padroneggiare la grammatica teatrale e le assi del palcoscenico con baldanza e maestria!

Chi è Gianfranco Jannuzzo?

Un attore che fa ridere seriamente, nel senso che, come mi diceva Bramieri, tu puoi pagare una claque, mai la risata spontanea del pubblico. Questo è il mestiere più bello del mondo ma va affrontato con rigore assoluto, va costruito con studio e abnegazione.

Un ricordo del tuo pigmaglione, l’indimenticabile Gino Bramieri?

Ne ho tanti: i 6 anni con Bramieri mi hanno laureato attore. Tutto iniziò con Pietro Garinei che dopo avermi visto al teatro ‘Dell’Orologio’ a Roma in ‘Bagna e asciuga’ dove da “one man show” mi esibivo in una prova d’attore parecchio impegnativa, mi portò al cospetto del grande Gino. Da lì è storia nota e la premiata ditta Garinei&Giovannini confezionò per noi spettacoli che fecero epoca. Gino capì che non c’era in me smania di sgomitare, quanto piuttosto la voglia di spiccare il ‘folle volo’ dell’arte. Confortato da questa certezza, risultò di una generosità senza pari.

Come si fa oggi a portare i giovani a teatro?

Proponendo verità, divertimento e valori. Lo spettacolo con cui sono attualmente in scena ‘Alla faccia vostra’, sotto la risata irrefrenabile invia un messaggio assai attuale sull’avidità legata al possesso e al danaro. Mostra una parabola che induce alla riflessione sui rapporti umani e la loro decadente miseria, se centrati solo sul do ut des. Il pubblico sta rispondendo con un affetto straordinario e dopo Milano continua un giro, tra cui non può mancare la mia Sicilia. Poi riprenderemo la tournée l’anno venturo a furor di richieste.

Jannuzzo the way magazine portrait

Gianfranco Jannuzzo è in scena in questi giorni al teatro Manzoni di Milano con Debora Caprioglio.

Qual è la soddisfazione più grande della tua carriera?

Uno spettacolo intitolato ‘Nord e Sud’ da me scritto nel 2003 con Renzino Barbera con l’intento di raccontare l’Italia con una vera e propria ginnastica dialettale delle varie regioni, messe in vetrina nei diversi vizi e virtù. Ma se penso a un lavoro del 2009 che occupa un posto speciale dentro il mio cuore è ‘Girgenti amore mio’ scritto con Angelo Callipo. Qui, nel recuperare la mia Sicilia, ho voluto innalzare questo triangolo di terra così magico da essere territorio di conquista ambito da tanti popoli, a ‘locus amenus’ di tutti gli italiani, accomunati così da una sola bandiera ed un medesimo orgoglio patrio. In questo personale lavoro d’attore, sono riuscito a equilibrare il rapporto tra risate e sentimento, tra divertimento e riflessione. E non è affatto semplice!

Cosa consigli ai giovani che vogliono fare gli attori?

Di non prendersi e non prendere in giro, perché il pubblico lo capisce subito. Dopo, su una vera volontà, si passa a lavorare sul talento. Diversamente non si va da nessuna parte.

Mi dici il significato di ridere e fare ridere?

Ridere significa essere liberi: catturare quell’attimo ineffabile ed infinitesimo in cui ti sciogli e sgorga la risata, e che benessere per l’animo! È libertà allo stato puro. Fare ridere è consegnare, con un meccanismo ineccepibile, la capacità di ridere e gioire al tuo pubblico: quando le persone mi vengono a salutare in camerino e mi comunicano la loro gioia, la loro partecipazione emotiva allo spettacolo e alla mia esibizione, per me arriva la felicità vera!

L’intervista è terminata: ciao Gianfranco Jannuzzo giocoliere e dispensatore di risata. 



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