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Leisure

Leisure - 27/05/2020

Isabella Turso si racconta: “Zero confini per il mio piano”

Un clip al MUSE di Trento, la collaborazione con Dargen D'Amico e una musica ispirata come "Sliding Doors". L'intervista.

Considerata una delle compositrici e pianiste più rappresentative di stile neoclassical new-age, Isabella Turso affronta il repertorio di musica classica con la stessa disinvoltura con cui attraversa il jazz, il rock, il pop e il rap. Esce in questi giorni con ‘Sliding Doors’ il singolo che apre la pista al disco completo, ‘Big Break’ con 12 composizioni.

Turso riesce a essere contemporanea restando ostile ad ogni etichetta e possiede la sensibile capacità di evocare immagini e sensazioni con la sua musica, traducendo l’astratto in un linguaggio cosmopolita accessibile a tutti.

Andrea Varani, fotografo alfiere della bellezza made in Italy, ha lavorato con Isabella al concetto di “Big Break” e come mettere la sua musica in immagini. Per accostare in foto la musica e la natura con i vestiti di Maurizio Giani che sono una scart-line con abiti di materiale riciclato. “Il coraggio ci vuole sempre – ci racconta a proposito del suo sconfinare in altri territori – e devo riconoscere che l’adrenalina che mi viene quando non so come va a finire è ineguagliabile. La mia attitudine è questa e il mio strumento preferisco sempre condividerlo senza confini”.

Nell’intervista che l’artista ha concesso a The Way Magazine (di cui vedete un estratto video) ha toccato anche il tema della commistione delle arti: “Il museo di Trento era il posto ideale per il video di ‘Sliding Doors’, la situazione è stata molto interessante, con il passato dato dagli animali imbalsamati esposti in quelle sale e il futuro immaginato da quel cielo aperto che c’è in uno degli ambienti dove abbiamo girato”.

Dopo il successo della proficua collaborazione con Dargen D’Amico nel disco “Variazioni”, primo esperimento in Italia di fusione tra rap e musica colta, il riconoscimento di sensibilità e talento da parte del Maestro Ennio Morricone per la sua versione del Tema d’Amore di Nuovo Cinema Paradiso e di Pino Donaggio per il disco “Omaggio a Donaggio”, l’artista trentina torna a far assaporare il suo impressionismo new age con il nuovo brano che racconta con queste parole:

“Sliding Doors”, come il titolo stesso suggerisce, mette a confronto due dimensioni parallele. In questi giorni ho riflettuto molto sul concetto di “sliding doors”, che ora è incredibilmente attuale. Mi sono immaginata quella “porta scorrevole” che separa la nostra dimensione domestica privata da quella del mondo esterno. Stiamo viaggiando su due binari paralleli, che non si incontrano. Tuttavia, il loro andare nella stessa direzione, la capacità di dialogare e coordinarsi, consente di costruire e continuare a camminare verso un obiettivo comune. “Sliding Doors” rappresenta quell’elemento imprevedibile che può cambiare la vita di ognuno di noi, rappresenta il passaggio tra la dimensione reale (il mondo esterno) e la dimensione sospesa, surreale (quella domestica in cui stiamo vivendo). Questa sospensione ci porta a domandarci e riflettere su cosa potremmo fare di realmente diverso, una volta varcata quella porta, per cambiare il futuro. È una grande opportunità in cui tutti noi siamo chiamati a fare delle scelte.

Il costume indossato per la copertina dell’album “BIG BREAK” è stato realizzato con camere d’aria di biciclette e scooter, mentre l’immagine cover del singolo “Sliding Doors” è stata creata con tessuto di recupero, capsule di vino e rinforzi interni per calzature.

“Dal punto di vista musicale – dice l’artista –  ho scelto di sovrapporre e far convivere due approcci stilistici differenti (quello classico e quello contemporaneo), cercando di avvicinarli e farli dialogare in un personale interplay. Ho scritto la prima bozza del tema nel backstage di uno dei concerti del “Variazioni tour” con Dargen D’Amico, eseguendolo in una versione semi improvvisata durante il live”.

Il videoclip del singolo “Sliding Doors” è realizzato al “MUSE – Museo delle Scienze” di Trento, sua città natale, che ha riaperto le porte appositamente per questa particolare occasione, per ricominciare a vivere attraverso la musica di Isabella. Il regista Joe Barba ha voluto ricreare visivamente il mondo sonorizzato dell’artista partendo dal concetto di “big break”, e raccontando per immagini un universo bloccato, fermo e in perpetua stasi.

Isabella Turso ha lavorato con una schiera di artisti come Dargen D’Amico, Pino Donaggio, David Riondino, Luis Bacalov, Arnoldo Foà, Paolo Fresu, Renato Raimo e molti altri; personalità diverse tra loro ma tutte importanti fonti di ispirazione e insegnamento per il percorso di Isabella.

Fotoservizio Isabella Turso: Andrea Varani



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