18 Settembre 2020

Johan Creten, uno scultore fiammingo all’Accademia di Francia a Roma

Alcune opere realizzate appositamente per la mostra tra il 2019 e il 2020. Altre dagli anni Ottanta.

18 Settembre 2020

Johan Creten, uno scultore fiammingo all’Accademia di Francia a Roma

Alcune opere realizzate appositamente per la mostra tra il 2019 e il 2020. Altre dagli anni Ottanta.

18 Settembre 2020

Johan Creten, uno scultore fiammingo all’Accademia di Francia a Roma

Alcune opere realizzate appositamente per la mostra tra il 2019 e il 2020. Altre dagli anni Ottanta.

Nato nel 1963 in Belgio, Johan Creten è uno scultore fiammingo con sede a Parigi. Ex-borsista dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici (1996), oggi torna nella prestigiosa location con una nuova mostra, in programma dal 15 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021. Si tratta de “I Peccati” un’esposizione che raccoglie, per la prima volta in Italia e su tale scala, un insieme di cinquantacinque opere in bronzo, ceramica e resina di uno degli artisti più originali nella scena internazionale creativa contemporanea.

Creten lavora in tutto il mondo, dall’Aia a New York, da Miami a Città del Messico. Ha esposto in particolare nelle sale rinascimentali del Louvre in dialogo con Bernard Palissy e al Museo Eugène Delacroix di Parigi, al Museo d’Arte Bass di Miami, alla Biennale di Istanbul, al MAMCO di Ginevra e al Museo Middelheim di Anversa. L’opera di Johan Creten è rappresentata dalla Perrotin Gallery di Parigi, New York, Hong Kong, Seoul, Tokyo e Shanghai; dalla Almine Rech Gallery di Bruxelles e dalla Transit Gallery di Mechelen.

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ha organizzato la mostra a cura di Noëlle Tissier, dal 15 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021, con il sostegno delle gallerie Perrotin e Almine Rech.

Precursore, inclassificabile e controcorrente, Johan Creten (nato nel 1963) è un artista che si è distinto nel panorama artistico internazionale degli ultimi anni in quanto figura forte, enigmatica e intrigante. Dotato di una visione estremamente attuale della nostra società, egli ha saputo ritagliarsi uno spazio specifico all’interno della scena internazionale della creazione contemporanea.

Originario di Sint-Truiden, borgo delle Fiandre, inizia i suoi studi nelle Accademie di Belle Arti di Gand e Parigi. Durante il soggiorno nella capitale francese, dove studia come pittore, scopre la ceramica e ne fa il proprio mezzo primario. I suoi continui spostamenti, dall’Aja a New York, da Roma – dove è stato borsista all’Accademia di Francia  nel 1996 –  sino al Messico e alla Florida gli sono valsi la definizione da parte della critica di The Cley Gypsy ovvero lo “Zingaro della Ceramica” accreditandolo per l’uso innovativo della materia.

Johan Creten si è distinto fin dagli anni Ottanta per l’uso innovativo della ceramica. Oggi è considerato una figura di spicco del suo rilancio nel campo dell’arte contemporanea. Un ulteriore aspetto della sua opera è l’uso virtuoso del bronzo nella realizzazione di sculture monumentali, di cui un importante esempio, “De Vleermuis – Il Pipistrello”, sarà presentato nei giardini di Villa Medici.

Con I Peccati, Creten raccoglie per la prima volta in Italia un insieme di cinquanta cinque opere in bronzo, ceramica e resina che dialogano con le opere storiche di artisti come Lucas Van Leyden (1494-1533), Hans Baldung (1484-1545), Jacques Callot (1592-1635), Barthel Beham (1502-1540) e Paul van Vianen (1570-1614), ai quali Creten si è ispirato.

Johan Creten parla di “Slow art” e della necessità di un ritorno all’introspezione. Un movimento, che va dalla miniatura alle figure monumentali, che ci permette di appropriarci del nostro tempo e di immergerci in un’esplorazione del mondo con i suoi tormenti individuali e sociali, per un viaggio pieno di sorprese ed emozioni. Le sculture di Johan Creten, realizzate appositamente per la mostra tra il 2019 e il 2020, si aggiungono alle opere che scandiscono la sua carriera dagli anni Ottanta a oggi, e sono qui abbinate a stampe, arazzi e bassorilievi del XVI e XVII secolo appartenenti alla collezione personale dell’artista.

Queste opere storiche scelte dall’artista sono veri e propri riferimenti nel suo processo creativo. Rivelano le sue preoccupazioni, dal punto di vista sia artistico, storico, politico che filosofico. L’intreccio di queste opere all’interno dell’esposizione stravolge la nostra percezione da molteplici punti di vista, che dal passato mettono in discussione il futuro della nostra umanità.

Image © Clair Dorn, 2018

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