13 Giugno 2024

John Legend a Pompei: sogni, canzoni e storie

La notte nel parco archeologico in provincia di Napoli: amore, intensità e grande atmosfera. Coup de théâtre: su "All of me" proposta di matrimonio dal pubblico.

13 Giugno 2024

John Legend a Pompei: sogni, canzoni e storie

La notte nel parco archeologico in provincia di Napoli: amore, intensità e grande atmosfera. Coup de théâtre: su "All of me" proposta di matrimonio dal pubblico.

13 Giugno 2024

John Legend a Pompei: sogni, canzoni e storie

La notte nel parco archeologico in provincia di Napoli: amore, intensità e grande atmosfera. Coup de théâtre: su "All of me" proposta di matrimonio dal pubblico.

John Legend, ancora una volta, incanta il pubblico in una magica serata presso la suggestiva location dell’Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei. 
Quella di martedì è stata la seconda e ultima tappa italiana del tour “An Evening with John Legend: A Night of Songs and Stories”, una solo piano performance intimista e delicata, che vede l’artista americano amatissimo nel nostro paese eseguire i suoi più grandi successi in versioni acustiche, che mettono in risalto la sua straordinaria abilità vocale e musicale.

Il cantante e compositore soul e R&B, vincitore di 12 Grammy e un premio Oscar, è seduto al centro del palco e, accompagnato con un pianoforte a coda, saluta il pubblico con un medley delle fortunatissime Let’s GetLifted AgainYou & I (Nobody in the World)Ooh Laa, per finire con Tonight (Best You Ever Hade la cover di Aretha Franklin, Mary, Don’t You Weep, uno spiritual, il genere della canzone degli schiavi. 

Dopo quest’introduzione canora, il celebre artista, il cui nome di battesimo è John Roger Stephens, da spazio ad un’emozionate e intensa narrazione della sua infanzia trascorsa nella città natale di Springfield, in Ohio, mentre tenere fotografie fanno da sfondo. 
È un bambino che vive, mangia e respira musica grazie alla forte appartenenza che lega la sua famiglia alla chiesa pentecostale: il padre, diacono, insegnava alla scuola domenicale, suonava la batteria e cantava nel coro, la madre ne era la direttrice mentre sua nonna suonava l’organo. Proprio in relazione a queste ultime due figure, quelle della nonna e della madre, riaffiorano i ricordi, forse, più dolorosi, legati al trauma della prematura perdita della prima e alla conseguente depressione e dipendenza della seconda. 
Esperienze difficili che, come racconta, gli hanno insegnato il valore della responsabilità, durante un’adolescenza focalizzata sullo studio – a sedici anni era già diplomato – e sulla musica, per non vedere il resto attorno a sé. 

Nonostante tutto, ciò che stupisce, è la determinazione con la quale il giovane John non abbia mai perso di vista l’obiettivo: racconta infatti dei suoi primi passi nel mondo della musica che vedono una collaborazione con Lauryn Hill per il celebre album The Miseducation of Lauryn Hill, nel singolo Everything is Everything e del periodo passato a New York, dividendo un appartamento con Kanye West e collaborando con nomi dalla risonanza internazionale come Jay Z e Alicia Keys. Il racconto di Legend, incorniciato dal fascino dell’antica cavea, accarezza il cuore del pubblico.

Ancora un mix di celebri canzoni, tra cui il premio Oscar GloryUsed to love U e Ordinary People, insieme a coinvolgenti cover che hanno reso omaggio ad artisti iconici come Stevie Wonder e Marvin Gaye, insieme a una bellissima versione gospel di Bridge Over TroubledWater, che ha commosso il pubblico, in onore della defunta nonna. Come tante piccole lucciole, una ad una le luci dei cellulari riempivano il buio dell’anfiteatro, mentre il pubblico intonava la melodia di Simon e Garfunkel, ispirata a una vecchia canzone gospel del sud, divenendo uno dei più grandi successi del duo folk e vincitrice di cinque Grammy Awards nel 1971. 

Dopo l’intervallo di un quarto d’ora, Legend torna sul palco, elegantissimo, cantando a cappella la cover dei Beach Boys, God Only Knows, facendo sfoggio, giustamente, del grande strumento melodioso che custodisce: la sua voce. 
Comincia la parte del racconto più dolce, quella che sa di miele, dedicata alla moglie e musa Chrissy Taigen. Legend parla di cerchi che si chiudono alludendo ad eventi simbolici e date che ricorrono, come quella del suo matrimonio, avvenuto il 14 settembre 2013, sette anni e un giorno dopo il primo incontro con Chrissy. 
Infine, sulle note del suo più grande successo, All of me, cantata per la prima volta in pubblico al suo matrimonio, inaspettatamente (ma non troppo), tra la platea avviene una proposta di matrimonio che sicuramente rimarrà impressa nei ricordi di molti. 

Legend parla infine della sua crescita personale e professionale, «Devo molto del mio successo, sia come persona sia nella musica, alla mia capacità di collaborare con gli altri che si tratti di occuparmi dei figli insieme a mia moglie o di lavorare in studio con autori e produttori. Una parte di questo consiste nel fare ciò in sui si riesce meglio, sfruttando i propri punti di forza, ma è anche una questione di essere abbastanza umili da essere aperti all’ascolto delle idee degli altri. Si potrebbe scoprire che le cose fatte insieme riescono meglio di quanto sarebbe stato facendole separatamente. Quincy Jones una volta ha detto che la definizione di “essere cool” è essere in grado di essere sé stessi, non importa dove ci si trovi, in ogni circostanza». John Legend ha ringraziato il suo pubblico per averlo accolto e per aver reso possibile il suo successo, con tutte le difficoltà e le incertezze che hanno caratterizzato il suo percorso«Partire da quegli umili inizi nel Midwest americano e arrivare a suonare in concerti con il tutto esaurito in Italia è stato un lungo viaggio. E non cambierei nulla. Tutto il dolore, tutte le difficoltà, tutte le incertezze mi hanno reso quello che sono e stasera, con tutti voi qui, in questo bellissimo luogo, mi sento decisamente cool».

Con la sua presenza scenica carismatica e la sua voce chiara, vibrante, senza sbavature, prende grande risalto da un indovinato accompagnamento di un pianoforte a coda, John Legend ha trasformato la notte pompeiana in una magica esperienza musicale che resterà impressa nella memoria degli spettatori per sempre.

Report a cura del nostro inviato Francesco D’Acunzo

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