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Leisure - 16/05/2019

Jovanotti in cattedra: “Ero iscritto all’università, ora porto la musica in spiaggia”

Lo speech tenuto allì'Università Statale di Milano ha consegnato Jovanotti alla storia come uno dei pochi intrattenitori capaci di tenere un'aula accademica in pugno. E un'intera spiaggia a ballare (fra qualche mese).

In fondo si tratta di un ritorno alle origini per Jovanotti. Quando spopolò con le prime hit nel 1988 era il re delle spiagge, della musica del disimpegno. Oggi, a lezione all’Università Statale da Milano, sempre il re delle spiagge resta, ma in formato diverso.

 Sono mesi che Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha annunciato, forse, se non uno dei suoi progetti più cari, almeno uno dei più ambiziosi della sua carriera, il “Jova Beach Party”, collegata, ancor di più, alla sua immagine non solo di cantante, ma anche di attivista ambientale.

Il ‘Jova Beach Party 2019’ è molto più che una serie di concerti: incontri volti a sensibilizzare le generazioni future nel rispetto dell’ambiente che ci circonda divertendosi ed ascoltando musica. Questa iniziativa ha suscitato l’interesse di molti e anche da diversi atenei della città di Milano, rappresentati da 6 docenti ordinari presenti allo speech tenutosi ieri a Milano.

Andrea Borghini, Professore di Filosofia e Teoria dei Linguaggi dell’Università Statale di Milano; Fausto Colombo, Direttore del Dipartimento Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università del Sacro Cuore; Paolo Galli, Professore di Ecologia e Direttore  ‘MarHe Center’ dell’Università Bicocca; Francesco Massara, Professore di Markenting e Direttore Master in Retail Brand & Sales Management dell’Università Iulm, Valentina Perissinotto, Docente e Coordinatrice, Master Green Management, Energy and CSR della Bocconi ed infine Marco Taisch: Professore di Operations Management del Politecnico di Milano.

Ognuno di loro, presso l’aula magna dell’Università Statale del capoluogo lombardo e in presenza non solo dello stesso artista ma anche di una moltitudine di studenti, attraverso i loro studi hanno analizzato il progetto in senso lato, con un occhio al fenomeno che lo stesso Jovanotti rappresenta per i giovani.

Da ogni singola relazione è emerso un Jovanotti visionario ed innovatore. Difatti lo stesso cantante, con questa sua iniziativa, potrebbe, se almeno non subito, dare il via ad un nuovo modo di organizzare concerti o comunque eventi di questo tipo.

Il parallelismo con esempi del passato come ‘Woodstock’, di cui fra qualche mese ci sarà il cinquantesimo anniversario, o come il Live Aid del 1985 ed il mega concerto dei Pink Floyd a Venezia nel 1989 menzionati quasi alla fine, a nostro modo di vedere, non stona affatto con ciò che avverrà in questa estate, anzi. Le quindici tappe tendono, di gran lunga, superare gli schemi originali ma non solo dal punto di vista del puro intrattenimento, ma per dimostrare che le spiagge, in questo caso il palco naturale scelto da Jovanotti, saranno lasciate, alla fine di ogni tappa, se non com’erano prima ma ancora meglio.

Il “Jova Beach Party” raccontato allì’università. Foto scattata a Milano dal nostro Vincenzo Pepe.

Jovanotti, consapevole di essere oggetto di studio, si lascia esaminare con molta umiltà e con più di un pizzico di emozione che traspare dal suo volto. Il palco di un’aula magna universitaria, prima di ieri, non l’aveva mai calcato. Come da lui stesso confermato “mi sono comunque iscritto all’università, ma prendendo al volo il treno del lavoro non ho mai sostenuto un esame”.

Nonostante ciò gioca con i singoli professori ponendosi, in ruolo totalmente inusuale per lui, come quello della spalla. Annuncia che sulle spiagge italiane si ballerà e canterà con i piedi nell’acqua con 61 ospiti internazionali, provenienti da 23 paesi differenti.

Il quesito da fare è d’obbligo: Jovanotti riuscirà in questa che sembra una vera e propria missione? Altri artisti lo seguiranno in futuro? In fondo la sfida del clima sta tenendo molto sull’attenti diverse personalità di ogni singolo settore. I continui mutamenti climatici in atto in questi ultimi anni sono molto di più di una semplice avvisaglia.

Secondo quanto è stato sostenuto durante il workshop di ieri il nostro pianeta è sì malato, ma non in modo terminale. Lo scopo, quindi, è quello di incominciare ad adoperarsi di evitare che l’intero sistema ambientale che c’è intorno a noi collassi irrimediabilmente, partendo proprio dalle spiagge e dal mare.

Nel corso dell’incontro Lorenzo Cherubini non ha rilasciato nessuna dichiarazione in merito alle date che, dal sito ufficiale, sono 15: il 6 luglio a Lignano Sabbia D’Oro; il 10 a Rimini; il 13 luglio a Castelvolturno; 16 luglio a Marina di Cerveteri; 20 Luglio a Barletta; 23 Luglio a Olbia; 27 luglio ad Albenga; 30 luglio a Viareggio; il 3 agosto Lido di Fermo; 7 agosto Praia a Mare; 10 agosto Roccella Jonica; 13 agosto Policoro; 17 agosto Vasto; 20 agosto Lido degli estensi; 24 agosto Plan De Corones.

Alla fine si congeda con un altro bel messaggio a tutti i ragazzi presenti, un messaggio che riprende un po’ il discorso relativo da quello studio universitario mai incominciato: Oggi si parla tanto di talento ma il talento non è tutto, l’importante è la vocazione, la chiamata. Sentirsi chiamati da qualcosa è fondamentale per poter puntare sul talento”.

Testo a cura di Vincenzo Pepe.



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