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Leisure - 19/04/2020

La fotografia di Monica Silva, il realismo magico su pellicola

La fotografa autodidatta brasiliana eredita colori e visioni da Caravaggio a LaChapelle. E ne esce uno stile innovativo assolutamente originale.

Monica Silva è un’artista e fotografa brasiliana di fama internazionale, grande ritrattista e versatile creativa con uno stile molto distintivo.

Protagonista di una mostra che risuona ancora nei ricordi dei fortunati che l’hanno ammirata a Milano nel 2019 (“Sacro e Profano” in esposizione presso lo spazio M.A.C. di Piazza Tito Lucrezio Caro) è conosciuta per i suoi famosi portraits e progetti “Banana Golden Pop Art” (2014), “Lux et filum –una visione contemporanea di Caravaggio” (2015), “Flower Power Series Pop Art” (2018), “Coca Cola Series” (2019) e“Sexy Pop Fruit Series” (2019).

Il realismo magico di Monica Silva come racconta Andrea Dusio che ha seguito il progetto di curatela della mostra milanese, “imanda ad una dimensione intangibile che riguarda la capacità della retina di registrare qualcosa che l’obbiettivo non vede, e che appartiene a un atto magico, misterioso. [..] Quello che noi europei chiamiamo realismo magico non è altro che l’accettazione, o perlomeno la messa in discussione, di un elemento non spiegabile, irriducibile alla logica, e che però fa parte della realtà”.

I lavori come “Lux et filum – una visione contemporanea di Caravaggio”, vantano il patrocinio culturale del Governo dello stato di San Paolo (Brasile) per essere “di rilevanza culturale e sociale e per contribuire in modo significativo alla diffusione della cultura.

Le opere di “Banana Golden Pop Art” sono un omaggio giocoso all’estetica della Pop Art e all’immagine iconica di Andy Warhol, e per le fotografie del progetto “Sexy Pop Fruit Series”, la vernice d’oro sui frutti allude alla metafora sessuale che appartiene sin dall’antichità alla pittura di genere. Questi suoi frutti sono soprattutto pensieri, provocazioni, icone sfrontate.

Molto peculiari anche i ritratti della fotografa brasiliana: I suoi Portraits aiutano la persona ritratta a tirar fuori qualcosa di sé che ha paura di esibire. E questo è tanto più vero quanto il soggetto è una donna, perché attraverso il volto e il corpo la fotografa brasiliana racconta sempre qualcosa della propria storia, un fatto individuale che è condiviso con chi sta davanti all’obiettivo, qualcosa che ha intravisto e che sente appartenere a tutte le donne”  dice il curatore Andrea Dusio.

Silva è una fotografa  autodidatta, che ha iniziato a fotografare con polaroids e fotocamere istamatiche. Appassionata di esperimenti in fotografia e in particolare nella psicologia del ritratto, crea progetti complessi su come il conflitto tra la vita quotidiana esistenziale e culturale ha una presa sulla psiche della società contemporanea. Le sue opere spesso si inspirano ai grandi maestri come Marcel Duchamp, Salvador Dali, Caravaggio, Horst P. Horst, Man Ray, Jeanloup Sieff, Peter Witkin, Andy Warhol.Monica è una diretta discendente della tribu Guarani, originari dello Spirito Santo da parte materna.
Cresciuta a San Paolo in Brasile, nel 1986 si è trasferita a Londra per completare studi della lingua inglese.Uno spirito curioso e assetato di apprendimento, si trasferisce in Italia dove vive da oltre 30 anni. Per molti anni ha lavorato a progetti commerciali, creando copertine di album per etichette musicali internazionali e una serie di ritratti di star del cinema, musicisti, manager aziendali e politica pubblicati su riviste e giornali internazionali come Max, Corriere della Sera, Vanity Fair, Style, El Pais, Sette, Istoè, Harpers Bazar, Vogue, Io Donna, Panorama, Sunday Times (Korea), LeFigarò, Veja Brasil, Rolling Stone.Numerose le pubblicazioni che porta la sua firma, tra le quali: “No News, Good News” G. Colin (Rizzoli), “It’s a Nikon, It’san Icon” 100 anni di Nikon negli occhi di 100 fotografi, “Facce da MAC” (Apple) Alberto Pucci (Mondadori), “Imprimatur Sudari” G. Colin (Mondadori Electa ed.), “Shooting Yourself” Haje Jan Kamps (Contrasto ed.).


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